Vaccino spray: Hong Kong annuncia l’inizio dei test clinici

Lo scorso venerdì 11 settembre la Hong Kong University ha annunciato che darà presto via ai test clinici per un vaccino sotto forma di spray nasale contro il Covid-19. Il progetto nasce da una partnership con l’Università Wantai di Pechino e l’Università di Xiamen. I finanziamenti stanziati ammontano a più di 2 milioni di euro, e il team ha iniziato le ricerche di 100 soggetti volontari sani per la sperimentazione. Quello di Hong Kong è il primo vaccino sotto forma di spray ad aver ricevuto l’ok per iniziare i test clinici, dalla National Medical Products Amministration cinese.

Già ad aprile, alcuni scienziati dell’Università Canadese di Waterloo stavano lavorando a un vaccino dal funzionamento analogo. “Una volta completato” aveva dichiarato Roderick Slavcev, professore della School of Pharmacy di Waterloo, “il nostro vaccino a DNA verrà somministrato in maniera non invasiva sotto forma di uno spray nasale che inietti un prodotto nanomedicinale progettato per immunizzare e indebolire l’effetto delle infezioni da Covid-19”.

 

Come funzionano i vaccini spray?

L’idea che a porre fine alla pandemia che ha sconvolto il nostro pianeta negli ultimi mesi sia uno spray nasale, come quello comunemente utilizzato contro i sintomi del raffreddore, può suonare incredibile. In realtà il vaccino spray non funziona secondo un principio molto diverso da quello ordinario. L’azione immunizzante avviene attraverso un processo chiamato “batteriofago modificato”. L’obiettivo è quello di suscitare la risposta immunitaria nelle cavità nasali, insieme ad altri specifici tessuti, come quelli dei polmoni nel tratto respiratorio inferiore. Alcune particelle all’interno del vaccino dovrebbero a questo punto essere in grado di entrare nelle cellule e iniziare a produrre corpuscoli simili a quelli del virus, ma innocui per l’organismo, in modo da suscitare la risposta del sistema immunitario e proteggere il soggetto dall’infezione nociva. La stessa sostanza dovrebbe inoltre produrre particelle alternative che si leghino ai ricettori cellulari a cui altrimenti si legherebbero quelle di SARS-Cov-2, in modo da limitare la possibile diffusione. Così, il vaccino dovrebbe riuscire sia a immunizzare il soggetto che a limitare la severità dell’infezione: potrebbe quindi essere usato sia come vaccino che come terapia.

 

Pro e contro dei vaccini spay

I vaccini nasali, nuovi nell’ambito del Covid-19, non sono tuttavia sconosciuti in campo medico: vengono ordinariamente utilizzati contro l’influenza. Se da un lato sono più facili da somministrare e decisamente meno invasivi dei vaccini tradizionali, presentano una serie di delicate criticità. Prima di tutto il rischio che le mucose nasali, che spesso impediscono a sostanze esterne di entrare nell’organismo, non permettano che il vaccino venga assorbito. In secondo luogo, ma questo potrebbe non essere il caso del vaccino contro il Covid-19, studiando i vaccini spray già in uso, i ricercatori hanno osservato un’efficacia decisamente minore nei bambini.

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