La svolta ambient di Nicolas Jaar

Il recente percorso artistico di Nicholas Jaar sorprende molti. Il successo per lui è arrivato da giovanissimo (Nicolas, statunitense-cileno, è nato nel 1990) grazie all’attenzione dei dj di tutto il mondo che inserivano le sue composizioni nei loro sets. Sin da subito, sia addetti ai lavori che fan hanno decretato per la sua musica elettronica sensuale ed elegante la capacità di essere adatta per ogni tipo di ambiente e occasione, anche per l’ascolto individuale. 

Ma da un po’ di tempo Nicolas Jaar dà l’impressione di essere in fuga dal proprio successo, dal proprio personaggio, dallo stile che lo ha reso famoso, con esiti non necessariamente negativi. Due anni fa, un disco raffinato, sotto il nome fittizio di Against all logic. Adesso invece, una svolta ancora più estrema: nel nuovo disco Telas, quattro lunghe tracce ambient “in stato liquido”: un disco tanto indecifrabile quanto stimolante.

Il termine “sperimentale”, che è spesso usato a sproposito, per definire semplicemente opere bizzarre e inusuali, è nel caso di Telas più che appropriato. A tappeti elettronici o melodie minimali si mischiano strumenti classici suonati come il violoncello, voci o percussioni etniche. Non c’è volontà di produrre una composizione commerciale o che occhieggi al pubblico. Manca volutamente il beat in quattro, nessun brano ci dà la possibilità di “battere il tempo con il piede”, ma costringe ascoltare con pazienza l’avvicendarsi dei suoni e degli ambienti.

Nicolas Jaar: il nuovo album “Telas” esce a luglio, ascolta due ...

Un progetto che non è solo musicale, ma viaggia di pari passo con il visual curato da Somnath Bhatt. Per godere infatti di un’esperienza completa e un po’ diversa dal solito il consiglio è quello di non ascoltare il disco in streaming, ma di accedere al sito del progetto, dove la musica dell’album si avvicenda alla grafica interattiva. Scorrendo nello spazio liquido, il panorama sonoro cambia e anche lo sfondo con le sue grafiche fluttuanti. Un primo passo verso le album-app di cui si parla da tempo o un semplice esperimento contro ogni logica?

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