Nietzsche e FSKNGL: Snitch E Impicci, apollineo e dionisiaco

Secondo Friedrich Wilhelm Nietzsche la novità della tragedia greca nasce dall’incontro tra lo spirito apollineo e quello dionisiaco. Nel brano Snitch E Impicci è presente questa dicotomia in grado di scindere il testo e unirlo allo stesso tempo, danzando tra passato e presente.
Lo spirito apollineo è ordine e armonia delle forme, mentre lo spirito dionisiaco è ebbrezza ed esaltazione entusiastica priva di forma: il primo domina l’arte plastica, il secondo pervade la musica. […] nelle tragedie di Eschilo e Sofocle sarebbe infatti avvenuto il miracolo dell’unione tra l’entusiastica accettazione della vita che si esprime nell’ebbrezza creativa e nella passione sensuale (elemento d.) e il tentativo di risolvere e superare il caos in forme limpide e armoniche (elemento a.).” (Treccani, Dizionario di filosofia)

Ascoltando il pezzo si può notare la presenza delle figure di Apollo e Dioniso: che possono essere rappresentati rispettivamente da Chiello e Taxi B in contrapposizione con Sapobully e Drefgold.

Nella prima parte del brano si può ascoltare un beat soft, armonioso, cadenzato che fa da sfondo a un ritornello quasi cantato; trasmette positività e incarna la spensieratezza di una gioventù che “non vuole snitch nel gang, che pensa al cash, a guadagnare e sta pagando i propri sbagli”, vi è una consapevolezza di sé. Molto più rilassato è anche il tono della voce di Taxi B, che l’orecchio fatica a riconoscere perché lontano dal timbro a cui era abituato. Vi è come una maturità dell’artista, il quale si culla dolcemente nel suo sogno:

Ogni mese un nuovo Moncler, mi alzo, ripiano alto
Come il Monte Bianco, ma più fresca in tasca 
Ogni mese un nuovo Moncler
Mi alzo di grado, un anno quasi maresciallo” (Snitch E Impicci, Taxi B)

Una visione onirica, dovuta probabilmente all’uso di sostanze stupefacenti in cui “a malapena cammino, ho preso quella roba viola” (ibidem). Il dolore quindi è avvolto all’interno del velo di Maya, l’unico in grado di redimere la vita e il dolore, con una patina di bello; in realtà tutto si riduce all’apparenza, ultramondana.

Ma si sta per assistere alla nascita della tragedia. Dionisio infatti che rappresenta l’ebbrezza, l’orgiastico, poiché “l’esaltazione in cui l’elemento soggettivo svanisce in un completo oblio di sé” (La nascita della tragedia, F. Nietzsche, 1872), sta per oltrepassare questo individualismo.

Con il grido mistico di giubilo di Dioniso viene spezzato l’incantesimo della individuazione e si apre la via che conduce alle Madri dell’essere, al più intimo cuore delle cose.” (ibidem)

E’ il grido di Taxi B che spezza l’incantesimo all’interno del brano Snitch E Impicci, con il suo “FSKNGL!!!“; anche il cambio beat mira ad  introdurre gli invasati di Dioniso: Sapobully e Drefgold sembrano danzare, su questo ritmo sfrenato, occulto e cerimoniale. Il velo di Maya si è squarciato, il bello è costretto ad affrontare la realtà, gli impicci fatti per possedere determinate cose (denaro, abiti costosi come quelli di Gucci ecc.); è il dramma che Dioniso pone davanti al suo spettatore che, divenuto satiro, finisce per essere trascinato in questo vortice. E “nell’effetto complessivo della tragedia il peso del dionisiaco torna a dominareessa si chiude con un suono che non sarebbe mai potuto risuonare nel regno dell’arte apollineo” (ibidem); verso la fine di questo esperimento musicale, il brano assume la sua forma originaria, lo stile che contraddistingue la FSK SATELLITE. L’apollineo costretto a piegarsi al dionisiaco.

Komparemo Gigi, facevamo impicci
Avevamo già Gucci, ma facendo flexing
Brothemo Bully, giocavamo a Bully
Adesso siamo belli, adesso siamo furbi
“(Snitch E Impicci, Sapobully & Drefgold)

Infine, la formula della gioia eterna del divenire – di cui Nietzsche parla in Ecce Homo – è da ricercare nella frase che chiude il testo:

E infatti adesso, ho grandi tasche” (Ibidem, Drefgold)

Che rappresenterebbe il sì alla vita anche nei suoi problemi più oscuri e avversi, la volontà di vita, che nell’immolare i suoi esemplari più alti sente la gioia della propria inesauribilità […], al di là di terrore e pietà, siamo noi stessi la gioia eterna del divenire.” (Ecce Homo, F. Nietzsche)

Ma in quella gioia è compresa anche la gioia dell’annientare, ecco perché tutto ciò è dionisiaco: non si ha paura, terrore né si ha bisogno di una catarsi dalle proprie passioni.

Tutto è riconducibile a noi, a quello che facciamo, alle nostre tasche, divenute così grandi per contenere quella frenetica – tipica della gioventù – voglia di vivere.

 

Sull’Autore

Caporedattore della sezione Intrattenimento. Cerca la precisione in ogni dove, perché per lui sono i dettagli che fanno la differenza.

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