Un giorno di pioggia a New York

Un giorno di pioggia a New York  Woody Allen

Il “tutto può succedere”, il destino, l’imprevedibile futuro

Un giorno di pioggia a New York è un film dal cast giovane rivolto ai giovani. La nuova generazione di chi è in transizione fra studio e lavoro vive in un mondo che può confondere. Tempi e luoghi sono dilatati, mentre tante (troppe?) possibilità rendono il futuro quasi sempre incerto. Quale percorso di studi  intraprendere? In quale, fra le migliaia di specializzazioni e sotto specializzazioni, incasellare la vita futura? In quale città o stato? Troverò il lavoro dei miei sogni?

I due protagonisti Elle Fanning e Timothée Chalamet, una innamorata coppia nata al college, rappresentano rispettivamente chi ha le idee chiare e si sente sulla strada giusta per raggiungere l’obbiettivo e chi sta percorrendo una strada senza sapere ancora il nome della via.

Ashleigh (Elle Fanning) sa bene dove sta andando, vuole essere una giornalista ed è a New York per intervistare un famoso regista. Dal carattere solare, a tratti ingenua e sempre positiva, va a bilanciare la romantica malinconia del suo fidanzato. Gatsby (Timothée Chalamet) è il tipico rampollo di buona famiglia, intelligente, bravo pianista, con il fiuto per il gioco d’azzardo. Si presenta malinconico, legato a musica e luoghi di altri tempi, amante dai cieli plumbei e piovosi. Sembra essere circondato dall’alone di chi appartiene a un’altra epoca. Forse la New York anni ’20 del Great Gatsby, da cui prende il nome il suo personaggio?

Se Ashleigh vive l’esperienza a New York come un mezzo per raggiungere un futuro a lungo termine, Gatsby pensa a un futuro più vicino, considerando il weekend a New York fine a se stesso. Programma la giornata per godersi la sua amata città di origine che conosce come le sue tasche per condividerla con la sua fidanzata. Vuole fare il giro in carrozza per Central Park, visitare musei, frequentare i ristoranti migliori sfruttando la sua ultima vincita al poker.

L’imprevisto…

Se l’intervista al regista doveva occupare solo un’ora della perfetta giornata newyorkese, ecco che Ashleigh viene risucchiata dal caos del mondo vero, trovandosi a rincorrere per la città il regista in crisi creativa, finendo a una festa con un attore famoso trovato agli Studio, ecc… L’ingenua studentessa del college, con un immaginario idealizzato del mondo del cinema e di quello che lo circonda, si trova a vederne ogni retroscena, acquisendo un disincanto ma senza delusione.

Il tutto può succedere…

Le vicende di Ashleigh sono la prova di come tutto può succedere, anche l’inaspettato, quante possibilità ci sono di trovarsi a vent’anni alla festa più esclusiva a fianco dell’attore più richiesto del momento? Per quanto si possa programmare una giornata, figuriamoci una vita, il colpo di scena è sempre dietro l’angolo.

E visto che a ogni azione c’è una reazione, a subire gli imprevisti di Ashleigh vediamo un Gatsby solitario per le strade di New York con la pioggia che possiamo interpretare come il correlativo oggettivo di Gatsby, in senso positivo però.

Il destino…

L’animo malinconico del personaggio ama i cieli grigi e Central Park sotto la pioggia, più i suoi programmi prendono la piega più imprevedibile, più la pioggia cade, accompagnando Gatsby in ogni momento.  Mentre una voce fuori campo scandisce i suoi pensieri fra una tappa e l’altra, vediamo subentrare forse il destino (più che l’imprevisto). Gatsby è un ragazzo confuso in cerca del suo futuro, va a New York pensando solo di godersi la città con Ashleigh, ma si ritrova invece da solo a ripercorrere i luoghi del proprio passato incontrando e ritrovandosi con le persone dello stesso passato. In questa giornata scopre la verità sulla madre; capisce che la sua strada non è l’università confinata al nord ma è la vita a New York, un luogo di cui si sente parte come gli alberi di Central Park; e soprattutto scopre un nuovo amore. Nel caos, Gatsby trova un proprio ordine.

Ho scritto queste poche righe di getto, percependole caotiche come le idee di Gatsby e confuse come la giornata di Ashleigh.

Quindi, care nuove generazioni, prendiamo il caos come viene, perché i piani mandati in fumo dall’inizio alla fine potrebbero rivelarci la via che il destino ha in serbo per noi.

Sull’Autore

Copywriter per lavoro, writer per passione. Laureata in lettere moderne e scienze linguistiche. Master in management degli eventi espositivi, perché attratta da qualsiasi museo o esposizione artistica. Scrivo di mostre, eventi culturali e serie tv. Libri? Li divoro.

Articoli Collegati