Preparazione e sport: quando il cervello conta più del corpo

È  ormai universalmente accettato che la “testa” e la giusta predisposizione mentale siano uno degli elementi alla base del successo nello sport. D’altronde la mente è il motore del nostro corpo e in qualsiasi attività quotidiana se non siamo nel giusto stato emotivo perdiamo entusiasmo e voglia di fare, influendo negativamente sulle performance. Per questo motivo il cervello deve essere allenato tanto quanto il corpo e con tecniche specifiche. In qualsiasi disciplina sportiva il risultato è dato dalla somma di abilità tecniche/tattiche, preparazione fisica e mentale. Ma quali sono gli sport  in cui la preparazione mentale conta di più?

Una delle discipline in cui la preparazione mentale assume un’importanza fondamentale nella prestazione è sicuramente il tennis. Come pochissimi altri sport, il tennis è un’attività di tipo “Open Skill” in cui il giocatore si trova di fronte a situazioni estremamente mutevoli. Proprio per questo oggi non è più sufficiente essere preparati soltanto tecnicamente, tatticamente, fisicamente per un atleta di alto livello. Le evoluzioni delle metodologie d’allenamento hanno portato il livello di gioco a uno standard diffuso altissimo, e a una situazione in cui a determinare la differenza tra un buon giocatore e un campione sono aspetti che vanno oltre il mero dato fisico e il talento.

Stelle del tennis come Federer, Djokovic e Nadal non sono soltanto atleti straordinari: sono soprattutto persone che hanno lavorato sulla propria mente e hanno affinato partita dopo partita la tenuta psicologica nelle situazioni più difficili e imprevedibili che si presentano su un campo di tennis. È questa la ricetta dei loro successi.

Un altro settore in cui la preparazione mentale è decisiva è quello degli sport di combattimento e contatto. Soprattutto durante la gara l’importanza del giusto “stato mentale” dell’atleta determina spesso la differenza tra successo e sconfitta. I fighter più esperti, infatti, riescono a concentrarsi al massimo sul combattimento così da gestire la sua evoluzione con apparente rilassatezza e mantenendo allo stesso tempo energie preziose ed efficienza prestativa durante tutto il corso del match. Doti che, come quelle fisiche, vanno allenate quotidianamente.

È qui che entra in gioco la figura del mental coach. Quello che fino a qualche anno fa era identificato come un personaggio quasi “folkloristico” e di dubbia utilità è diventato un professionista fondamentale per una preparazione atletica che voglia definirsi completa. Affidarsi e dare fiducia a un esperto del campo permette di focalizzare gli obiettivi da raggiungere, di capire quali sono i punti di forza e le debolezze dell’atleta e di sfruttarle al massimo e di sviluppare quella capacità di visualizzazione in grado di predisporre il corretto stato mentale positivo al momento della performance.

Uno degli sport più legati all’equilibrio psicologico dell’atleta è il poker sportivo. Disciplina della mente per eccellenza, il poker sportivo ha perso negli ultimi anni buona parte delle sue connotazioni negative e grazie all’arrivo del professionismo ha iniziato a essere considerato come uno sport a tutti gli effetti. Uno sport in cui l’allenamento fisico va di pari passo con quello mentale.

La capacità di interpretare i segnali degli avversari, il proprio approccio alla partita, il mindset attivo e non passivo sono tutte doti perfettamente allenabili e determinano il successo delle prestazioni al tavolo verde. L’obiettivo dell’allenamento è chiaro: mantenere la concentrazione e la freddezza quando subentra la stanchezza e quando le cose non vanno come previsto. Concentrazione e freddezza fondamentali in ogni fase della partita, dalle mani di preflop alla conclusione di ogni singolo turno.

Oggi sono moltissimi i campioni che si affidano ai mental trainer per migliorare vari aspetti del proprio gioco. Tre, in particolare, i settori su cui lavorare: la capacità analitica, il mindset dentro e fuori dal tavolo e il decision making. La prima è quella capacità che permette di valutare con obiettività il proprio livello prestazionale, analizzandone pregi e difetti e individuando i campi su cui intervenire. Lavorando con un esperto i pokeristi professionisti riescono a far emergere i propri punti di forza, riducono l’incidenze delle paure, sia durante la singola partita che nella gestione del bankroll, e riescono a sviluppare un approccio propositivo alla disciplina.

Il poker sportivo, infine, è uno sport fatto di decisioni. Lavorare sull’aspetto mentale del decision making è fondamentale per controllare tutte le variabili che si presentano durante una partita e per fare le scelte giuste a seconda degli avversari e delle fasi del torneo.

L’importanza della preparazione mentale è ormai riconosciuta anche negli sport di squadra, dove spiccano gli esempi di calcio e basket. Nonostante il risultato in queste discipline dipenda da una moltitudine di aspetti e dalla “somma” delle prestazioni dei singoli, la figura del mental coach diventa fondamentale. È lo è nella misura in cui riesce a tirare fuori il meglio da ogni giocatore, creando un allenamento mentale specifico volto a esaltarne i punti di forza e a ridurne le debolezze. Ma soprattutto è importante per mantenere il livello delle performance costante lungo tutto l’arco della stagione.

Capita spesso di vedere calciatori o intere squadre incappare in momenti positivi o negativi nel corso di un’annata sportiva o addirittura nella stessa partita, e la causa è molto spesso lo stress. Uno stress causato in molti casi dall’incapacità di abbassare velocemente la tensione dopo l’incontro e produrre l’adrenalina necessaria prima di affrontare la partita successiva. Per questo si lavora sulla mente: per permettere al calciatore di raggiungere un equilibrio tecnico-tattico e mentale e affrontare più impegni in serie senza picchi negativi.

La corretta preparazione mentale può fare moltissima differenza anche nel basket. Sia dal punto di vista del singolo che della crescita dell’intera squadra. La pallacanestro è uno sport che richiede moltissima concentrazione nell’esecuzione del singolo gesto tecnico e nell’approccio alle varie fasi di gioco.

Il cestista deve essere sempre pronto e deve essere sempre lucido. È la stessa “struttura” del gioco con i suoi continui ribaltamenti di fronte a richiederlo. Il basket è uno sport dalle mille situazioni in cui serve lucidità nel tiro, nell’esecuzione degli schemi e nei ripiegamenti difensivi, ma soprattutto la capacità di “resettare” la mente dopo un errore. E qui entra in gioco l’importanza dell’equilibrio mentale e del mental coach che ha come primo compito quello di insegnare all’atleta a gestire sé stesso e a individuare i propri punti di forza e debolezze.

Sull’Autore

Tutti gli articoli pubblicati sotto questo profilo sono lettere alla Redazione, contributi dei nostri lettori, pubbliredazionali, comunicati stampa et similia.