Il Risiko della Luna

    Jeff Bezos, fondatore di Amazon e Blue Origin

Dopo aver conquistato il mercato dell’e-commerce, Jeff Bezos ed il suo team è pronto anche a conquistare lo spazio. Dopo Elon Musk, anche il fondatore di Amazon ha deciso di implementare notevolmente i suoi sforzi nella corsa alla conquista spaziale.

La sua società Blue Origin ha annunciato in una conferenza tenutasi lo scorso 9 Maggio a Washington un nuovo progetto per piantare una nuova bandiera, questa volta privata, sulla superficie lunare. Per ora c’è solo il modello, un guscio esterno; niente sostanza. Ma già il fatto che un magnate tecnologico così importante stia solo ipotizzando di iniziare un progetto così ambizioso fa tintinnare diverse campanelle di “allarme”. Il reale obiettivo non è conquistare ancora una volta la Luna, ma poter sfruttare le risorse minerarie che offre il nostro satellite: potassio, silicio, alluminio,etc.

Per un approdo definitivo si parla del 2024, con un insieme di gru ed escavatrici pronte ad avviare l’estrazione. Si parla anche di un allunaggio umano contemporaneo a quello dei macchinari, ma per poter trasportare tutti i materiali sino alla Luna i motori del satellite debbono essere assai più potenti di quelli sin d’ora costruiti. Le ricerche per un sistema di propulsione adatto sono in alto mare.

Chi invece ha già portato una sonda con successo sul satellite è l’agenzia spaziale cinese CNSA. Lo scorso 2 Gennaio, la sonda Chang’e 4 è atterrata con successo sul suolo lunare nell’emisfero buio. Un risultato molto importante per tutto il mondo delle esplorazioni spaziali, ma soprattutto un grande successo per le  politche spaziali del governo cinese che già dai lontani anni ’50 ha investito molto nel settore.

Suolo lunare visto dalla sonda Chang’e 4

La Cina però non si vuole fermare alla Luna, ma ambisce a risultati ben maggiori. La CNSA vuole inviare una missione robotica di andata e ritorno per visitare un asteroide ed una cometa. La missione dovrebbe partire nel 2024. Se dovesse andare a buon fine, sarebbe la terza missione che torna sulla Terra da un asteroide – la prima a riuscirci fu la missione giapponese Hayabusa nel 2010 .

Anche i  cugini giapponesi sono pronti a sfoderare le loro armi migliori. Lo scorso febbraio una sonda, denominata Hayabusa 2, è atterrata con successo sulla superficie dell’asteroide Ryugu per raccogliere campioni per studiarne la composizione. La missione dovrebbe tornare sul nostro pianeta per l’anno prossimo.

Non dimentichiamoci poi degli Stati Uniti. Sotto lo slogan “Make America Great Again” il presidente Donald Trump mal cela l’intenzione di creare un progetto militare volto alla conquista del cielo. La conferma arriva in un tweet dello scorso anno: “Space Force all the way”.

E proprio martedì scorso è arrivata la conferma dell’impegno economico della Casa Bianca: si parla di circa 1,6 bilioni di dollari per riportare gli USA sulla Luna.

Tweet della Nasa che annuncia i nuovi investimenti

Una Space Force si rende necessaria perché competitor e avversari potenziali come Cina e Russia hanno già reso lo spazio un dominio di combattimento e gli Stati Uniti non si tireranno indietro di fronte a questa sfida, dichiara Mike Pence, vice-presidente della Casa Bianca. Parole davvero forti che segnano l’ingresso di un forte competitor: la Russia.

E’ già noto il fatto che numerosi satelliti russi siano in orbita attorno al nostro pianeta che, a quanto dichiara nel 2018 il Segretario USA del Dipartimento di Stato per il controllo Yleem Poblete, compiono orbite incoerenti rispetto al quelle dichiarate ufficialmente.

“Lo scorso anno il Ministero della Difesa russo ha schierato un sistema per l’ispezione in orbita dei satelliti. Le manovre da noi osservate sono incoerenti con le attività dichiarate. Non sappiamo per certo di cosa si tratta e non c’è modo di verificarlo, ma le intenzioni russe riguardo a questo satellite non sono chiare”.

Famoso tweet di Donald Trump che apre ad uno spazio militarizzato

Dopo Russia, Usa – con Blue Origin, Space X e Nasa -, Giappone e Cina, non sembra manchi più nessuno. Ma i due liocorni, per sfortuna degli altri contender, non mancano, affatto. ESAEuropean Space Agency – e ISPRIndian Space Research Organisation – sono pronte e ben attrezzate. L’agenzia indiana negli scorsi anni ha già messo a segno l’approdo su Marte, mentre ESA è pronta a conquistare “politicamente” la Stazione Spaziale Internazionale con promozione a comandante dell’astronauta  Luca Parmitano, primo italiano alla guida dell’ISS.

“Sono onorato che il programma della Stazione Spaziale mi abbia scelto per questo ruolo, ed allo stesso tempo sono toccato da questo compito”, dichiara dopo la nomina il tenente colonnello dell’Aeronautica Militare.

Ci sono assolutamente tutte le carte in regola per una nuova corsa allo spazio, e per di più con protagonisti agguerriti, ben attrezzati e con investimenti economici sostanziosi. Lo spazio sarà nuova terra di colonie e conquiste territoriali? O almeno il nostro cielo sarà libero dalle grandi potenze?

“E la Terra sentii nell’Universo.
Sentii fremendo ch’è del cielo anch’ella,
e mi vidi quaggiù piccolo e sperso,
errare, tra le stelle, in una stella.”

Giovanni Pascoli da “Il bolide”

Fonti:

ESA, NASA, IL SOLE 24 ORE, SCIENTIFIC AMERICA, NATURE, THE CONVERSATION

 

 

 

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