Russia blocca Telegram ma gli utenti aumentano

Telegram l’app di messaggistica che conta oltre 200 milioni di utenti in tutto il mondo, nata dapprima come app di sola messaggistica ed in seguito implementata con la possibilità di creare canali, è stata bloccata in tutto il territorio russo.

Contrariamente alle aspettative delle autorità però gli utenti non hanno abbandonato la piattaforma, trovando modi per aggirare il divieto.

Come funzionano i “canali” di Telegram

I canali di Telegram seguono le dinamiche dei gruppi dei social network più famosi. La differenza principale è data dall’assenza di un algoritmo che regolamenti il news feed, i commenti, i mi piace e così via.
In questo modo le notizie veicolate e la loro visualizzazione dipendono solo dalla volontà dell’autore.

Per far parte di questi canali è sufficiente iscriversi come si farebbe in un gruppo aperto su Facebook; dopo aver ricercato il canale e aver fatto click su “iscriviti” si riceveranno notifiche ogni qualvolta venga pubblicato un nuovo contenuto (video, foto, articolo, audio) esattamente come fosse un sms.

Cosa spaventa le autorità russe

Non è un caso che i canali di Telegram siano diventati così popolari in Russia se si considera la condizione dei media tradizionali (crisi, mancanza di professionisti, argomenti e siti censurati).

I canali sono diventati così una piattaforma per l’accesso indipendente e gratuito alle informazioni.

L’informazione ai tempi di Telegram

Il reperimento di informazioni nelle app di messaggistica è diverso rispetto a quello dei media tradizionali e social network:

  • I messaggi – e le notizie – sono segnalati da notifiche direttamente sullo smartphone.
  • La leggibilità e la velocità della diffusione delle informazioni sono molto più elevate rispetto a prima.

Se un articolo diffuso tramite un media tradizionale poteva – e forse potrebbe ancora – avere 50-60 mila visualizzazioni nell’arco temporale di 3-4 ore, è verisimile che un canale possa avere lo stesso numero di visualizzazioni nei primi minuti a seguito della pubblicazione.

La reazione degli utenti alla censura di Telegram in Russia

Il 13 aprile scorso la corte Tagansky di Mosca ha deciso di bloccare l’app di Telegram.

Il rifiuto da parte di Durov (fondatore di Telegram) di fornire le chiavi di crittografia dell’app alle autorità russe ha scatenato la decisione di censurarne l’utilizzo su tutto il territorio nazionale.

La privacy non si vende e i diritti umani non possono essere sacrificati per paura o avidità” Pavel Durov, fondatore della piattaforma di messaggistica sul rifiuto di fornire le chiavi per decriptare le conversazioni tra utenti

Già a seguito dell’attentato di Parigi del novembre 2015 Durov si era espresso in difesa di Telegram sottolineando di avere a cuore la sicurezza degli utenti della piattaforma.

Per noi il limite è chiaro: criticare le autorità locali, contestare lo status quo e discutere di politica non crea nessun problema. Al contrario, promuovere la violenza, o spingere ad azioni che possono nuocere a persone innocenti, pone un problema”, aveva dichiarato Durov.

Ciò che non era stato previsto dal governo russo era però la reazione della community.

I dati dimostrano infatti che la decisione di bloccare Telegram non ha scoraggiato i tanti utenti dell’app ma anzi, li ha spinti a trovare un modo per aggirare il blocco e poter continuare ad utilizzarla.

La decisione delle autorità era prevedibile, come afferma InsideTelegram: “a quanto pare gli utenti russi già nei giorni scorsi si aspettavano che il verdetto del tribunale fosse a favore del blocco. Moltissimi sono corsi ai ripari già da tempo utilizzando soluzioni come i bot @socks5_bot”.

Secondo “le statistiche fatte e offerte da Tgstat” si può notare come “la copertura totale dei 10 canali più grandi e seguiti in Russia non solo non ha subito un calo, ma che è addirittura cresciuta. Solo uno dei canali nella top 10 ha visto una diminuzione delle visualizzazioni.”

Sull’Autore

Social Media Manager e Copywriter, amo scrivere e non mi stanco mai di conoscere e di mettermi alla prova. Da grande mi immagino al fianco di Kylo Ren al governo della galassia.

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