Van Gogh alive – The experience: viaggiare in una chiesa

Al giorno d’oggi, quante volte capita di prolungare una mostra per la troppa affluenza? Pochissime, anzi mai. Eppure a Bologna questo succede con la mostra Van Gogh alive – the Experience, ospitata presso l’ex chiesetta di San Mattia (Via Sant’Isaia 14), che rimarrà allestita fino al prossimo 15 Novembre, invece che chiudere com’era previsto lo scorso luglio. Le stesse scuole emiliane hanno insistito perché questo avvenisse, così da poter portare gli alunni a settembre alla scoperta di uno dei più grandi artisti della storia mondiale. Ciò che cattura? Il modo nuovo e incisivo di questa mostra multimediale. Studiare sui libri è stimolante, ma cosa succede se possiamo apprendere quello che c’è scritto vivendo un’esperienza diretta?

Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert (Olanda), e morirà nel 1890 a Auvers-sur-Ois. All’inizio della sua carriera, l’artista si forma sullo stile realista della Scuola di Barbizon per poi seguire le tematiche del maestro Millet, da cui trarrà ispirazione per le sue prime tele. Successivamente subirà l’influenza della pittura impressionista, corrente particolarmente in voga all’epoca e, infine, delle stampe giapponesi.

Per il suo stile inconfondibile, che apre le porte all’espressionismo, senz’altro fondamentali saranno anche altri incontri come quelli con Lautrec e Gaugin. Tra l’altro è proprio con quest’ultimo che Van Gogh avrà un rapporto patriarcale e violento che culminerà, dopo un acceso litigio, con il famoso episodio del taglio dell’orecchio di Van Gogh stesso. Geniale e travagliato, il pittore soffrì per tanti anni di disturbi psichici gravissimi che tormentarono i suoi giorni e la sua arte, tanto che, quando nell’ultima fase della sua vita la malattia si fece più accesa, i suoi dipinti iniziarono a costellarsi di cipressi, corvi… tutte immagini legate all’idea di morte.

Van Gogh alive-the Experience

Van Gogh alive-the Experience

All’interno della mostra che ammalia Bologna, già stata allestita in Australia, Stati Uniti e Paesi Bassi, i visitatori trovano un percorso multi sensoriale costituito da più di tremila immagini proiettate sulle pareti, sul pavimento, sulle colonne e addirittura sul soffitto della chiesa, per un totale di 30 minuti consecutivi di video. Le luci sono basse e lo spettatore, una volta entrato in sala, viene accompagnato dalle musiche di Vivaldi, Ledbury, Schubert, Satie, Godard e altri maestri che cullano i suoi passi, come fosse nel vivo di una performance. Veniamo allora catapultati in un’altra dimensione, quasi come se facessimo ingresso nell’inconscio dell’artista, nei meandri del suo spirito caotico e meraviglioso.

Si tratteggia un animo controverso e in continua lotta interiore, quello di un uomo che nonostante tutto ama la vita, che si arrovella sulle possibilità d’incontro con l’altro e forse soprattutto con sé.

“Il modo per conoscere la vita è amare molte cose”
Scrive nelle sue lettere al fratello Theo, suo primo confidente e amico.

Ecco allora un grido, un inno alla vita che improvvisamente ci fa sentire vicini ad un genio intoccabile, in tutta la sua malinconica follia.

Van Gogh alive-the Experience

Van Gogh Alive, Bologna

Sull’Autore

Classe 1996. Sospesa tra le Marche e l'Emilia. Vive a Bologna, dove cerca risposte alle sue domande. Studia Lettere Moderne e collabora anche con il blog Parte del Discorso. Curiosa di tutto, esperta di niente.

Articoli Collegati