La prima omosessuale sulla copertina di un videogioco

Ebbene sì, Blizzard ancora una volta si dimostra una software house cinque passi avanti a tutti: nell’ultimo fumetto ufficiale di casa Blizzard scopriamo che Tracer, mascotte del loro titolo di punta Overwatch, è lesbica.

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Ma procediamo con ordine: durante il Blizzcon, una ragazza tra il pubblico del palco principale chiese a Jeff Kaplan, game director di Overwatch, se i fan avrebbero visto novità in merito agli aspetti LGBT del titolo. Kaplan rispose molto chiaramente che sì, in tempi brevi avremmo visto novità sotto questo aspetto.

La notizia lasciò molto interdetti i fan: molti temevano che questa scelta nascesse non spontaneamente, ma che fosse piuttosto dettata da una chiara e precisa volontà di strizzare l’occhio a quella fetta di pubblico nota come Social Justice Warrior. I SJW sono quella categoria di utenti di internet fastidiosamente progressisti, pronti a vedere omofobia e sessismo in ogni dove, anche dove non vi sono. Una sorta di bigotti al contrario.

È importante sottolineare come noi in realtà sapessimo l’orientamento sessuale di diversi personaggi e di come questo influisse direttamente o indirettamente sulla loro storia personale: Widowmaker uccise il marito dopo aver subito un lavaggio del cervello, Ana e Pharah sono madre e figlia. Quindi era quantomeno intellettualmente onesto pensare che in un pool di 23 persone eterogenee ci fosse almeno un gay o una lesbica.

Widowmaker in visita alla tomba del marito

Widowmaker in visita alla tomba del marito

L’importante, da parte di Blizzard, era presentare l’omosessualità del personaggio non come fine a se stessa,  ma inserita in una narrazione convincente e coerente.  E così è stato fatto.

Ieri è uscito il decimo fumetto su Overwatch, e ognuno di essi è incentrato su un singolo personaggio o una coppia. In questo caso il protagonista della storia è Tracer, la mascotte del gioco presente anche in copertina, che vediamo intenta alla ricerca di un regalo di natale per qualcuno. Questo qualcuno si rivela essere Emily, la sua compagna, e vediamo le due baciarsi. La vignetta nella narrazione fumettistica si inserisce normalmente, senza particolari climax e senza darle particolare risalto: si tratta di un bacio naturale, spontaneo e genuino, come ogni bacio tra amanti dovrebbe essere.

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Questo bacio è importante perché, come già detto in apertura, è la prima volta che vediamo un personaggio con una così alta importanza all’interno di un videogioco (tripla A) apertamente omosessuale. Finora la comunità LGBT si è vista relegata ai ruoli di personaggi secondari, macchiette, comparse, tutti più o meno di relativamente poca importanza. Ma Tracer è IL personaggio, uno dei più amati, quello presente in copertina in tutti i 21 (al lancio) giocabili.

Qui sorgono i primi spunti di riflessione, che non vogliono essere assolutamente una critica, ma appunto questioni su cui riflettere.

Tracer è, appunto, una dei tanti personaggi (23, per l’esattezza), non è la sola protagonista del gioco singleplayer, bensì una delle tante in un multiplayer online. Non è richiesta immedesimazione, non siamo costretti a convivere con lei per l’intera durata dell’esperienza videoludica. Quindi sì, un ottimo passo, un primo passo in avanti, ma di strada ce n’è ancora tanta da fare.
Il secondo spunto è invece più complesso e riguarda il rapporto di Blizzard coi propri fan. Da sempre infatti la software house ha prodotto materiale fanservice, cioè che strizzasse l’occhio al proprio pubblico prevalentemente maschile, con immagini di personaggi femminili seminudi o in pose accattivanti. Tracer stessa era stata al centro di una polemica nata per motivi simili: secondo la madre di un’utente era ritratta infatti in una posa troppo sexy, che metteva troppo in evidenza il sedere della ragazza. Per tutta risposta Blizzard modificò la posa con una che evidenziasse ancor più il lato B, a dimostrare quanto di fatto, alla casa di sviluppo, sterili polemiche del genere scivolassero addosso.

Anche in questo bacio Blizzard sta strizzando l’occhio ai suoi fan: una coppia di lesbiche è molto più facile da accettare che una coppia di uomini, per quanto le persone possano essere progressiste o assolutamente non omofobe. Purtroppo nella società di adesso è comunque ancora più facile accettare la vista di due donne che si baciano piuttosto che di due uomini, e per i fan a cui piacciono le donne (la maggioranza) questo risulta un “eye candy“, un contentino per gli occhi niente male, visti anche i caratteri che contraddistinguono Emily, come i capelli rosso fiamma.

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Tirando le somme, la mossa di Blizzard è stata importante per muovere i primi passi nella giusta direzione. Ora sta alle altre software house cogliere l’implicito invito e proseguire verso la creazione di personaggi sì omosessuali, ma che lo siano non come contentino ma soprattutto come scelta del character designer, inserendo il suo orientamento sessuale all’interno della narrazione dell’esperienza.

Sull’Autore

da sempre avido lettore, mi interesso di tutto ciò che riguarda internet, videogiochi e fumetti. qualcuno potrebbe dire "cultura nerd", ma trovo che sia decisamente limitante come definizione. studio Semiotica, che in parole povere può essere definita come la disciplina che studia le attribuzioni di significato.

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