Oulu: il punto G della Finlandia hi-tech

Sono da tre settimane in Finlandia; mi trovo a 8 chilometri dal Circolo Polare Artico, fa freddo e le renne attraversano le strade con una nonchalance che nemmeno Gigi Hadid sulla passerella di Victoria’s Secret.

Da quando sono arrivata a Rovaniemi, capitale della regione della Lapponia finlandese, non ho fatto altro che stupirmi. Qui, alla modica cifra di 20 euro, puoi avere una connessione 4G ultra-veloce per PC, tablet, smartphone e ogni cosa che Odino abbia reso possibile; inoltre, il GPS e la rete mobile funzionano anche nella taiga più sperduta. Qui sollevi lo sguardo e “puff”, un’aurora boreale e, se mai ti venisse voglia di celebrare l’evento con una birra o un pacco di patatine, ti basterebbe sfoderare tutto il potere del tuo smartphone per connetterti ad Aukioloajat.com, scoprendo così in pochi secondi come raggiungere il supermarket aperto più vicino. Qui ti aggiri inevitabilmente sperduto per i supermercati, non comprendendo né perché la carne di maiale venga chiamata in tre modi diversi, né perché un piccolo peperone venga confezionato singolarmente e costi come un uovo Fabergé: quando però arrivi alla cassa, la magnificenza del pagamento contactless si mostra in tutto il suo splendore e allora, messe da parte le tue perplessità, ti prepari a scoprire che cos’altro abbia in serbo per te questa terra così singolare.

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La mia fascinazione per la Finlandia è nata nel Novembre 2015, quando scoprii The Good Life, “la rivista francese maschile ibrida di business & lifestyle” fondata nel 2011 da Laurent Blanc e giunta in cartaceo in Italia nel 2016. Sul sito della rivista trovai un articolo molto interessante (link originale: Oulu, La Silicon Valley polaire) su una città che si trova a circa 200 chilometri da Rovaniemi, Oulu, affacciata sul Golfo di Botnia e meglio conosciuta per il suo legame con l’industria Nokia, che lì ha sede. Nel 2014, con l’acquisizione di quest’ultima da parte della Microsoft (che recentemente si è ritirata dal mercato finlandese) e con il licenziamento di più di 12.000 lavoratori, divenne la triste protagonista di una crisi apparentemente inarrestabile, arginatasi soltanto grazie alla voglia di reinventarsi dei suoi cittadini. Immergendosi negli ambiti dell’innovazione, delle start-up e della SMART society, Oulu è tornata alla ribalta, coniugando la propria essenzialità dal sapore  finlandese con una passione viscerale per il progresso tech.

Ad oggi Oulu è la città leader in Scandinavia per la ricerca universitaria nell’ambito delle telecomunicazioni, grazie anche al Centro nazionale finlandese per la ricerca (Valtion teknillinen tutkimuskeskus, VTT), e al parco tecnologico nell’area universitaria di Linnanmaa. La cosiddetta “Silicon Valley del Nord” è riuscita a creare oltre 10.000 nuovi posti di lavoro nel campo tecnologico, diventando competitiva non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. L’ultima stoccata vincente da parte della cittadina finlandese è stata l’apertura, finanziata e curata principalmente dall’Università di Oulu e dal VTT, di uno dei primi test per la rete 5G in Europa. Trovandovi nei pressi dell’università di Oulu, vi sarebbe impossibile trovarla: i nostri smartphone non possono rilevare ancora questa rete che, tuttavia, su cellulari volutamente potenziati, appare con l’innocuo nome “24427”. La 5G però è tutt’altro che innocua e, anzi, ha le potenzialità per rivoluzionare tutte le nostre vite.

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5G è la sigla che indica la quinta generazione di tecnologie necessarie per la comunicazione mobile; entro il 2020 dovrebbe debuttare su scala mondiale e promettere velocità di trasferimento altissime e nuovi modi di sfruttare il traffico dati e di connettere più persone e dispositivi. Il sistema delle “G” funziona per implementazione, apportando consistenti miglioramenti e arricchendo le caratteristiche delle versioni precedenti: se nel 1991, anno d’esordio della 2G, la trasmissione dati era impensabile, con l’avvento della 3G, l’internet mobile è divenuto realtà e ha posto le basi per la corrente 4G, progettata per apporre delle migliorie per quanto concerne lo streaming, la telefonia via IP e le modalità di cloud computing. La 5G, tuttavia, non ha ancora dei solidi standard: si sente parlare di essa solo in funzione di mirabolanti promesse, tra le quali una velocità 1000 volte superiore rispetto alla 4G, l’integrazione di tecnologie digitali in ambiti urbani e, proprietà di rilievo per tutti gli adolescenti del pianeta, la possibilità di scaricare un film di 2 ore in 12 secondi (vd. Ted Rappaport talks about 5G).

Occorrerà almeno un decennio prima di vedere la 5G su larga scala e alcune delle aspettative legate ad essa potrebbero essere deluse, ma “BRACE YOURSELVES, 5G is coming!”. La Corea del Sud, altro leader nel campo tech, mostrerà pubblicamente la rete 5G in occasione delle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang, previste per il 2018: l’Università di Oulu, in collaborazione con il Centre for Wireless Communications (CWC), è stata selezionata per dimostrare la nuova tecnologia proprio in tale occasione e il suo ruolo sarà quello di sviluppare le soluzioni per le onde radio ad alta frequenza necessarie per integrare il mobile network di supporto alla 5G: un bel salto in avanti, per quella che fino agli anni cinquanta era una cittadina di pescatori le cui passioni primarie erano fare saune, bere succo di mirtillo e mangiare salmone.

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