#ilgirodelmondo: Amman

Ci sono parti del mondo che, a causa della situazione socio-politica, sono altamente sconsigliate ai turisti. Uno di questi è sicuramente il Medio Oriente, soprattutto dopo l’avvento del sedicente Stato Islamico che ha destabilizzato molti Paesi dell’area. Eppure, ce ne sono che invece rimangono delle mete sicure – e bellissime – anche per i viaggiatori meno temerari: una tra tutte è la piccola Giordania. Sviluppata su venti colli di diverse altitudini, la sua capitale, Amman, è una città stupenda e incredibilmente sicura: i tassi di criminalità sono più bassi di quelli di molte città italiane, benchè si possa assistere talvolta a spettacoli di straziante povertà.

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La Cittadella di Amman

Incastonata tra il deserto e la valle del Giordano, Amman è la città più popolosa del Paese e anche una di quelle con la storia più antica della regione: la prima civiltà ad averla abitata risale al Neolitico, ma fu dominata nei secoli da assini, persiani, greci e romani. Il segno del passaggio di questi popoli si nota particolarmente nella “vecchia Amman”, ovvero la zona delle colline centrali, dove si trovano la Cittadella (dalla quale si può ammirare un paesaggio mozzafiato) e i resti del Foro Romano.
Anche per un italiano abituato all’architettura classica, trovare monumenti così ben conservati quali il Tempio di Ercole, l’Odeon e il teatro romano  così distanti da casa è una bella sorpresa.
Per approfondire la storia della città, vale la pena una visita al Museo Archeologico Nazionale.

Essendo un paese a maggioranza musulmana, è normale la mattina svegliarsi con il suono del richiamo alla preghiera che risuona per tutte le vie della città. Per chi volesse scoprire questo lato della cultura giordana, è possibile entrare nella bella Moschea di Re Abdullah, l’unica visitabile dai non musulmani. Fortemente caratteristica è anche la zona del “centro commerciale” della città, fatto di viuzze strette dai forti profumi di spezie. Immancabile è il Souk Al Bukhrieh, ricco di bancarelle che vendono frutta, verdura, spezie ma anche tappeti, kefieh e, perchè no, cartoline e qualche souvenir pacchiano.

Gli amanti dell’arte possono trovare pane per i propri denti nel quartiere di Jabal Al Weibdeh: una parte tranquilla e poco visitata della città dove respirare un’atmosfera più autentica e rilassata, visitando le tante piccole gallerie d’arte locali. Il centro artististico di Darat Al-Funun è particolarmente consigliato: con il suo rigoglioso e curato giardino e la sua vista esclusiva sulla città dal patio rialzato è lo scenario suggestivo di vari concerti e spettacoli.

In Rainbow Street si trovano tanti piccoli cafè affollati, all’interno dei quali è l’ideale ordinare un tè tipico e fermarsi a fumarsi una “shisha“, ovvero la pipa aromatizzata caratteristica della cultura araba. Tra gli street food che vanno assolutamente assaggiati ci sono due dolci, “knafeh” e “tamarie” e tante pietanze salate, come i falafel – reperibili anche in Italia, sì, ma ad Amman sono tutta un’altra storia – e la sharma. Per un momento di relax, è fortemente consigliata una visita a una delle tante spa disseminate per il centro: è l’occasione buona per provare un autentico bagno turco e godersi scrub con i sali del vicino Mar Morto a prezzi ridicoli.

Sull’Autore

Studentessa di Giornalismo e Diritti Umani a Parigi. Appassionata di troppe cose per elencarle tutte. Per MDC mi occupo di viaggi e polemiche.

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