The Undoing: un conturbante thriller psicologico

The Undoing – Le verità non dette, miniserie in sei puntate da poco uscita su Sky Italia e su NowTV, sta già facendo parlare moltissimo di sé. Negli Stati Uniti è andata in onda a partire da ottobre su HBO, canale via cavo che è sempre una garanzia di qualità – anche stavolta.

Il cast è stellare: Hugh Grant, Nicole Kidman, Donald Sutherland e la nostra Matilda de Angelis, vista di recente nel film Netflix L’incredibile storia dell’Isola Delle Rose. L’ideatore e lo sceneggiatore della serie è David E. Kelley (già noto per Big Little Lies, altra serie con la Kidman) per la regia di Susanne Bier. La storia si basa sul romanzo Una famiglia felice di Jean Hanff Korelitz.
I Fraser si presentano davvero come una famiglia felice, all’apparenza uguale a tutte le altre. Ma basta la prima puntata per rendersi conto che è, al contrario, infelice a modo suo, per dirla alla Tolstoj. Jonathan Fraser (Hugh Grant) è uno stimato oncologo pediatrico inglese, trapiantato ormai da decenni a New York. Sembra un uomo generoso, equilibrato e ironico, sempre pronto a sdrammatizzare nonostante la sua dura professione.

Sua moglie Grace (Nicole Kidman) è una psicoterapeuta specializzata in terapia di coppia, brava a smascherare gli inganni e i segreti che si celano nei meandri dei matrimoni tossici, convinta che non si possa portare avanti una relazione basata sulla menzogna, che danneggia entrambi i partner. I due hanno un figlio, Henry, da poco entrato nella pubertà, un ragazzino sveglio e perspicace. La loro vita procede lungo i binari di una serena routine, fatta di lavoro, chiacchiere sulla scuola di Henry e sul suo desiderio di adottare un cane, e sull’affiatamento che i due coniugi mostrano di avere.

Ma all’improvviso qualcosa turba il tranquillo fluire. Grace è invitata ad una riunione con le mamme dei compagni di scuola di suo figlio, un comitato che sta organizzando una serata di raccolta fondi. E lì, in mezzo alle tante matriarche snob dell’Upper Class, Grace incontra per la prima volta Elena Alves (Matilda de Angelis). È una vera apparizione, sia sacra che profana: Elena sta allattando sua figlia neonata, senza curarsi della presenza delle altre donne.

Grace rimane colpita da lei, dalla sua bellezza procace e irriverente. Elena è conturbante, aggressiva al limite dello strafottente, ma allo stesso tempo cela nel suo sguardo una profonda tristezza, una cupa disperazione, un estremo bisogno di affetto e salvezza. Matilda de Angelis spicca per bravura e presenza scenica: è come una dea antica, materna e feconda, ma al contempo feroce e affamata di attenzioni, d’amore, di vita. La sua presenza provoca negli spettatori un forte stordimento, mettendo in ombra persino la Kidman.

The Undoing

Matilda de Angelis, che interpreta Elena Alves in The Undoing

Sembra quasi che Grace ne rimanga invaghita, impressione che si rafforza quando incontra di nuovo Elena nello spogliatoio di un centro benessere. Elena si staglia dinanzi a Grace nuda e fiera, ma a parole si mostra fragile e insicura e cerca un legame con lei, nonché la sua approvazione. Ma qualcosa in Elena non torna: sembra sia quasi ossessionata da Grace.
Il grande punto di svolta arriva dopo la serata di raccolta fondi organizzata dalla scuola, alla quale partecipano i Fraser e anche Elena, che si presenta da sola e attira le attenzioni di tutti gli uomini presenti. La ragazza se ne va poi in fretta e furia e ha con Grace un fugace incontro in ascensore: “Grazie per la tua gentilezza” le dice, e la bacia sulle labbra dolcemente. Confusa e stordita, Grace rincasa. È sola, aspetta suo marito Jonathan che è stato chiamato per un’emergenza medica. Quando torna, lui la sveglia e i due fanno l’amore.
La mattina dopo, la vita di tutti cambia: il corpo senza vita di Elena viene ritrovato nel suo studio (Elena era un’artista) in un lago di sangue. L’assassino si è accanito su di lei così selvaggiamente che il suo viso è del tutto irriconoscibile, brutalmente martoriato. A scoprirla, il suo povero figlio Miguel, coetaneo di Henry.
The Undoing è un thriller psicologico, un giallo costruito e portato avanti sapientemente che ruota attorno alla domanda: chi ha ucciso Elena?

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Subito dopo la sua morte, Jonathan scompare misteriosamente, e si scopre che lui ed Elena erano stati amanti. Tutto sembra suggerire che il colpevole sia lui. Ma la faccenda non è così scontata.
Anche il marito di Elena, Fernando, avrebbe potuto compiere quell’insano gesto, reso cieco dalla gelosia. E se l’omicidio fosse invece stato compiuto da Henry, il figlio di Grace e Jonathan? Forse il ragazzino aveva scoperto la tresca del padre e perso la testa. E se fosse invece stata la stessa Grace, immortalata dalle telecamere mentre passeggia nei pressi del luogo del delitto poco prima che esso abbia luogo?
Le domande sono tante, lasciamo che sia la visione di questa splendida serie a rispondere.

Ma ciò su cui vale la pena riflettere, è quel non detto che la serie porta a galla, quel che possiamo leggere tra le righe. Grace scopre che suo marito le è stato infedele (e non solo con Elena) e viene catapultata in una realtà simile a quella di tanti suoi pazienti. Eppure, quando capita a lei, non ha la forza necessaria per respingere del tutto suo marito. La domanda che la assilla è: “Mio marito, oltre ad essere un infedele, è anche un assassino?”.
No, Grace non lo crede. Ma per la prima volta si ritrova ad aver paura di lui, si rende conto che sa davvero poco, quasi nulla dell’infanzia e dell’adolescenza di suo marito. Quest’ultimo ha completamente tagliato i ponti con la sua famiglia in Inghilterra. Perché Grace non ha mai dato peso a tutto ciò? È forse accaduto qualcosa, quando Jonathan era ragazzo, che l’ha traumatizzato e che lui ha rimosso? E come si collega, tutto ciò, ad Elena?

The Undoing

Hugh Grant, che interpreta Jonathan Fraser

The Undoing non è solo un giallo intrigante che tiene incollati allo schermo, è anche un viaggio psicologico che ci fa rendere conto che non potremo mai conoscere davvero chi amiamo, per quanto forte e profondo sia il legame che abbiamo intessuto, per quanto enorme sia ciò che condividiamo — una casa, un figlio, una vita. Amare e fidarsi resteranno sempre un salto nel buio, che può rivelarsi pericoloso, straniante, destabilizzante.

Un plauso all’interpretazione di Hugh Grant (se ne avete l’occasione cercate di vedere almeno alcune scene in lingua originale: vale davvero la pena): è magistrale, fenomenale, una delle sue performance migliori. Il suo personaggio ammalia, seduce, è irresistibile, un po’ come quello di Elena. Ma allo stesso tempo fa infiammare: non solo perché attrae, ma anche perché più si procede con la visione più si comprende che Jonathan è un inguaribile bugiardo, che tende a falsificare, mistificare, ad autogiustificarsi. Ed è bravissimo a farlo. Può quindi, un abile mentitore, essere anche un omicida?
E sono solamente le emozioni negative, portate all’estremo (rabbia, gelosia, invidia, amore morboso), a condurre a un gesto irrimediabile come l’assassinio? Oppure ci sono persone che, per una sorta di inclinazione naturale, sono portate a commettere azioni deplorevoli?

Sono tutte questioni che The Undoing porta in superficie. Vale davvero la pena di vedere la serie, che rischia già di entrare nella top 10 delle migliori serie dell’anno.

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Sull’Autore

Classe 1987. Sono nata e vivo a Gorizia, ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia presso l’Università degli Studi di Trieste nel 2015. Collaboro con le riviste “Charta sporca” (per la quale scrivo recensioni di film e articoli su tematiche filosofiche), “Friuli Sera” (dove analizzo opere di Street Poetry e Street Art nella rubrica “Poesia di strada”) e con “La Chiave di Sophia”. In passato ho scritto per due quotidiani locali, “Il Piccolo” e “Il Messaggero Veneto” di Gorizia. A maggio 2017 la casa editrice Historica ha pubblicato il mio racconto “Imago” nell’antologia “Racconti friulani-giuliani” e di recente è stato pubblicato un mio saggio su “Esercizi filosofici”. Le mie passioni sono la scrittura, la filosofia, il cinema, i libri e l’insegnamento.

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