#DalMondo: Nuove regole per l’integrazione proposte al Parlamento Europeo

A seguito degli attentati di stampo islamista a Parigi, Nizza, Vienna e Kabul, Francia, Germania e Austria hanno redatto una proposta per istituire misure più stringenti riguardo l’immigrazione. Nella bozza si propone di instaurare una serie di ‘obblighi’ chiaramente identificabili a cui i migranti dovrebbero sottostare in cambio delle politiche di inclusione dei governi. Tra queste, imparare la lingua del loro nuovo paese e occuparsi attivamente dell’integrazione dei propri figli. Si parla anche di istituire delle commissioni europee che si occupino di sovvenzionare e monitorare la formazione di figure di riferimento come gli imam. Resa pubblica questa settimana, la bozza ha messo a nudo le divisioni interne all’Europa. Proponiamo di seguito la traduzione dell’analisi che Daniel Boffey ne ha fatto il Guardian.

 

Alla luce degli ultimi attacchi terroristici di matrice islamica, i migranti che arrivano in Europa dovranno imparare la lingua del loro nuovo paese e incoraggiare i propri figli a integrarsi: ecco quanto si apprestano a sancire i governi europei tramite una dichiarazione redatta da Francia, Austria e Germania.

La controversa bozza della dichiarazione, che dovrebbe essere resa ufficiale dai ministri degli esteri europei venerdì, è sostenuta dal presidente francese, recentemente accusato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan di persecuzione religiosa a seguito dei suoi ultimi ammonimenti sul pericolo del separatismo islamico.

Nella bozza si aggiunge che Bruxelles dovrebbe finanziare l’educazione religiosa nelle comunità musulmane e che le ONG che pubblicano “contenuti ostili nei confronti dell’integrazione saranno escluse dal ricevere” supporti statali secondo i termini della delibera.

C’è tuttavia del disagio da parte degli altri governi europei riguardo alla forma attuale della bozza. Svezia, Lussemburgo e Olanda, tra gli altri, si sono tradizionalmente sempre schierati contro quei governi che valutano l’immigrazione attraverso la lente della sicurezza.

Additare una religione o un gruppo non è mai una risposta adeguata all’estremismo violento di singoli individui” secondo le parole di un ambasciatore Europeo. “Faremmo bene a ricordarci che abbracciare i valori fondamentali non è solo responsabilità dei migranti o delle comunità musulmane, ma di tutti noi. Dobbiamo stare attenti a non distruggere le nostre conquiste a causa delle colpe di altri”.

I diplomatici europei sono dell’opinione che, anche se la bozza dovesse essere ritirata prima di venerdì, Macron proverebbe a riproporla in occasione di un meeting dei 27 capi di stato e governo tra due settimane.

Nella lettera scritta da Macron al Financial Times in risposta a un articolo che criticava il suo approccio – ora eliminata dal sito del giornale – il presidente francese dichiarava che “non avrebbe permesso a nessuno di sostenere che la Francia, o il suo governo, alimentano il razzismo contro i musulmani”.

Nell’attuale bozza del decreto ministeriale si legge che i recenti attacchi terroristici a Conflans-Sainte-Honorine, Nizza e Vienna hanno rivelato “la misura della minaccia che dobbiamo affrontare con il terrorismo islamico”.

Insieme a una serie di proposte pratiche di stampo antiterrorista, tra cui la creazione di una backdoor per le comunicazioni criptate usate nelle app di messaggistica, la bozza propone una linea più dura riguardo la necessità di integrazione dei migranti.

“Un’integrazione efficace dei migranti che hanno un senso di appartenenza e di giustizia è di importanza cruciale per la coesione sociale delle nostre società moderne, plurali e aperte,” dice la bozza. “L’integrazione è una strada a doppio senso: dare appoggio ma aspettandosi qualcosa di più in cambio (fordern und fördern) è uno dei principi cardine. Questo significa che ci si aspetta dai migranti che facciano uno sforzo attivo per integrarsi quando gli viene offerto aiuto a fronte dell’integrazione tramite le misure di inclusione dei governi.

“Insieme al riconoscimento dei valori europei, integrazione significa prima di tutto imparare la lingua del nuovo paese, guadagnare abbastanza per sé stessi e la propria famiglia, e supportare l’integrazione dei propri figli…

“È necessario che si possa sanzionare il costante rifiuto di integrarsi più di quanto non sia stato possibile fare finora. Le organizzazioni che danno supporto a contenuti ostili all’integrazione saranno escluse dall’ottenimento di fondi pubblici”.

La dichiarazione suggerisce inoltre che dovrebbe essere la commissione europea a finanziare l’educazione religiosa e la formazione degli imam.

“Vogliamo sostenere i musulmani europei come nostri alleati nella lotta contro gli estremismi islamici se anche loro ne sono vittime. Vogliamo dar loro supporto nel loro sforzo di organizzare la loro religione indipendentemente da interferenze estranee. Dal nostro punto di vista è necessario sviluppare un linguaggio condiviso a livello europeo che distingua tra islam e islamismo nel senso di estremismo religiosamente motivato”.

Charles Michel, ex presidente del Belgio ora presidente del Consiglio europeo ha scritto su Twitter: “Per combattere l’ideologia dell’odio, dobbiamo istituire al più presto una commissione europea per formare gli imam in Europa. I messaggi online che glorificano il terrorismo devono essere repentinamente rimossi. Non ci deve essere spazio per i terroristi e chi li incita online”.

 

L’articolo originale di Daniel Boffey è disponibile qui.

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