Scendiamo in piazza, ancora

L’articolo 21 della Costituzione italiana recita al primo comma: tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Quello scempio che abbiamo visto in questi giorni a Milano, Torino, Roma, Napoli, ecc… non è libertà di manifestare, è pura violenza, ovviamente facendo peculiari distinzioni dei manifestanti, perché nelle piazze non c’erano solo ristoratori, lavoratori della musica, dello spettacolo, ma anche gruppi che amano usare questo becero squadrismo.

Naturalmente dove c’è un minimo di tensione sociale, questi personaggi riescono ad aizzare le folle aggravando la situazione, e protestare per aiutare i commercianti, devastando le vetrine e rubando merce ai commercianti, è una cosa che solo loro possono fare. Il manifestare è un diritto di tutti, lo dice la Costituzione, e noi come patria di Cesare Beccaria, ci affidiamo alla fonte più importante della nostra giurisdizione.

Ma quando questa ondata di proteste finirà, spero velocemente, mi auguro che ne nascano di nuove, sempre importanti, come queste che stiamo affrontando.

Per cominciare, serve una protesta contro la mafia, la camorra, la ndrangheta, e tutte quelle associazioni a delinquere che vivono grazie alla violenza sulle altre persone. Possiamo continuare facendo una protesta in cui si chiede lo scioglimento di partiti o movimenti che richiamano le ideologie fasciste, naziste e comuniste, condannando ogni tipo di apologia di questi sistemi.

Continuiamo le proteste, serve una sulle pari opportunità, in particolare per i diritti delle donne, come il pareggiamento del salario delle donne con quello degli uomini. Non dimentichiamo di protestare sulla vendita di armi all’estero, quelle che vendiamo annualmente a Regno Unito, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e la Turchia, che vengono usate per attaccare i confini dei paesi di origine dei migranti che arrivano in Europa (Egitto, Siria, Libano, Iran).

E noi giovani andiamo a protestare contro la disoccupazione giovanile, contro l’evasione fiscale, i salari bassi e la ricerca sociale.

La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci, recitava Isaac Asimov. Abbiamo il diritto di protestare, ma voi volete essere violenti? Vediamo se scendete in piazza anche per queste cose.

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