Carl Brave e l’umorismo pirandelliano

«Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che parata così […] riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico» (L’umorismo, Pirandello L.)

E’ questa la definizione che Luigi Pirandello dà dell’umorismo all’interno del suo saggio e lo fa con il famoso esempio della “vecchia imbellettata“. La riflessione nata all’interno dello scrittore siciliano è la stessa che emerge all’ascolto di alcuni brani di Carl Brave. Sì perché i testi del cantante romano sembrano essere intrisi di quell’umorismo pirandelliano.

Pianto Noisy e Fratellì: dal sentimento del contrario all’umorismo

Quante volte ascoltando l’album Notti Brave avete cantato a squarciagola Pianto Noisy? Magari non badando alla triste storia raccontata? O magari consapevoli ma talmente presi dal ritmo e dalle rime che cantavate e basta?
Questo cantare con enfasi, nonostante i testi pieni di disagio e degrado umano, corrisponde al ridere di Pirandello quando vede la “vecchia imbellettata”. Se ci si sofferma sui testi di brani come Pianto Noisy e Fratellì infatti si può avvertire “il sentimento del contrario“. Questo sentimento era stato posto da Pirandello alla base delle sue opere teatrali: «la capacità di ‘sentire’ contemporaneamente gli opposti, di percepire il diritto e il rovescio d’una stessa realtà, senza imprigionarne il fluire in una forma rigida» (Treccani alla voce Luigi Pirandello).

Questo fluire e raccontare gli opposti è già il segno di una certa maturità artistica e rivela la profondità nell’osservare, nel “sentire” come scrisse Pirandello:

«Ebbene, noi vedremo che nella concezione di ogni opera umoristica, la riflessione non si nasconde, non resta invisibile, non resta cioè quasi una forma del sentimento, quasi uno specchio in cui il sentimento si rimira; ma gli si pone innanzi, da giudice; lo analizza, spassionandosene; ne scompone l’immagine; da questa analisi però, da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira: quello che potrebbe chiamarsi, e che io difatti chiamo il sentimento del contrario» (L’umorismo, Pirandello L.)

Proprio in Pianto Noisy vi è questa analisi, questa scomposizione:

Io per terra come un verme, come una radice
Lei si tocca la narice
Sorride ma non è felice

La scrittura per immagini spesso usata da Carl Brave in questa traccia assume quell’aria pirandelliana, introspettiva. Suona come un monito per gli sbagli fatti, ora cantati in modo da non ripeterli più. “La riflessione non si nasconde” anzi, oscilla come il famoso pendolo di Schopenhauer tra amore per la droga e amore per sé stessi. Inoltre la frase “sorride ma non è felice” non racchiude forse l’essenza di quel sentimento del contrario?

La tua pelle di seta, ho scordato quello che eri
I tuoi nei, bei momenti tuoi, quelli miei
I sorrisi quelli veri a trentadue quando non c’era lei

Sta in queste righe quello che costituisce la ragione, la “sostanza” dell’umorismo: «La riflessione, durante la concezione, come durante l’esecuzione dell’opera d’arte, non resta certamente inattiva: assiste al nascere e al crescere dell’opera, ne segue le fasi progressive e ne gode, raccosta i vari elementi, li coordina, li compara. La coscienza non rischiara tutto lo spirito; segnatamente per l’artista essa non è un lume distinto dal pensiero, che permetta alla volontà di attingere in lei come in un tesoro d’immagini e d’idee. La coscienza, insomma, non è una potenza creatrice, ma lo specchio interiore in cui il pensiero si rimira; si può dire anzi ch’essa sia il pensiero che vede sé stesso, assistendo a quello che esso fa spontaneamente» (Ibidem)

Pirandello spiega che quando l’opera nasce, la riflessione è già presente. E’ questa che spinge l’artista, senza che esso se ne renda conto, a impregnare il testo di quelle che potremmo chiamare “confessioni” a cui chiaramente seguono dei pentimenti“. La riflessione crea, la coscienza rispecchia.

Quanto detto finora risulta più evidente guardando il video dell’ultimo brano Fratellì.
“Pirandello sembra farsi carico della sofferenza dei suoi personaggi che, guardando la realtà altra che si sono creati, di quella sofferenza si disfano, lasciandola sulle spalle dell’autore e del lettore.” (Treccani, Lezione su Pirandello e L’umorismo)

E proprio sulle spalle di Carl Brave si poggiano due bustine di cocaina con il quale il cantante “dialoga”. Questo videoclip spiega la percezione del riso legato all’umorismo. A differenza di quello comico, è turbato e ostacolato da qualcosa che si trova all’interno della scena stessa.

Il riso umoristico è diverso perché su esso agisce il sentimento del contrario, appare dunque come una “specie di proiezione della stessa attività fantastica, che nasce dal fantasma come l’ombra dal corpo” (L’umorismo, L. Pirandello). L’immagine che nasce dal primo sentimento (quella che fa scaturire la risata guardando la vecchia imbellettata) viene scomposta e ri-analizzata dando vita ad un’altra immagine che appare come il suo contrario (quella che fa cessare il riso alla visione della vecchia). Così facendo dunque si evidenziano le incongruità, tutto ciò che è umoristico, e che dunque incute ansia, disagio. Nel video di Fratellì questa processo è lapalissiano: l’atto di assumere una sostanza come la cocaina viene scomposto. Dalla banconota arrotolata alla “pista” pronta per essere sniffata, passando per la sigaretta (altro metodo con cui la sostanza può essere assunta).

Immagine tratta dal video di Fratellì

Attraverso l’umorismo le vicende diventano paradossali, certe situazioni sono portate all’estremo: l’obiettivo è quello di far ragionare sull’assurdità dell’esistenza che − secondo Pirandello − è dominata dalla sofferenza e dalla solitudine. Quindi se il sentimento del contrario (come si è detto prima) scompone la realtà, il carattere del personaggio entra nell’animo dell’autore, ricomponendo la verità della sua realtà. Per Pirandello questo processo è inevitabile, così facendo nasce uno sdoppiamento parallelo a quello dei suoi personaggiovvero: l’autore si rispecchia in questi, riuscendo ad osservare da fuori tutto quello che accade all’interno.
Al minuto 2.24 del video, questo sdoppiamento si può osservare in quanto Carl Brave sembra essere cambiato, dopo essere stato “seppellito” dalla droga. E’ la chiave di volta che serve per comprendere il significato del brano: chi è dipendente non si rende conto effetivamente di quanto lo sia, per far sì che ciò avvenga bisogna guardarsi da un’altra prospettiva, dall’esterno, proprio come suggerisce Pirandello.

A fratelli’, smettila, smettila con quella roba lì
Daje fratellino, smettila, smettila e daje, non fa’ così

Alla fine del video l’individuo rimasto da solo è l’icona della riflessione sull’esistenza della concezione pirandelliana. Una visione pessimista che permette allo scrittore siciliano di osservare tutti quei cambiamenti. Così il cantante si polverizza ad accentuare la spersonalizzazione e l’alienazione dell’uomo moderno. Ma questa è un’altra analisi.

Basta ricordare il “testamento” che Luigi Pirandello lasciò prima di morire: «IV. Bruciatemi. E il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere; perché niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me.». Il finale di Fratellì sembra esaudire questo suo desiderio.

 

Sull’Autore

Ho 22 anni, studio Comunicazione, tecnologie e culture digitali e sono caporedattore della sezione Intrattenimento. Attualmente vivo a Roma. Cerco la precisione in ogni dove perché per me sono i dettagli che fanno la differenza. Dal 2017 parlo con artisti di ogni tipo: da JAGO a Dutch Nazari, le interviste le trovate tutte qui su MdC.

Articoli Collegati