La ricerca del pop perfetto: torna il dandy Rufus Wainwright

Rufus Wainwright è dannatamente bravo, e lo sa. Dopo otto anni di progetti teatral-musicali, tour spossanti con scenografie barocche si torna alla musica. Il progetto Unfollow the rules era già pronto da qualche mese, ameno da aprile, ed è slittato a casa dell’emergenza Covid-19. Un disco che si presenta come un punto e a capo, il ritorno alla ricerca della forma di pop perfetto, una dichiarazione d’intenti romantica e anacronistica.Rufus Wainwright Announces New LP and 2020 Tour Dates | SPIN

Un disco elegantemente classico, dal suono non innovativo ma estremamente preciso e studiato. Dietro a tutto il lavoro aleggia la figura di Mitchell Froom, già produttore di Paul McCartney, Bob Dylan e Peter Gabriel. Trouble in paradise apre le danze e se ne è subito rapiti: andamento frizzante e intarsi arrangiativi squisitamente glam pop. Le due ballate pianistiche Unfollow the rules Romantical man occhieggiano al piano man Billy Joel, e sono anche le due performance vocali migliori del disco. Ma anche episodi jazz blues come You ain’t big lasciano intendere quanto Wainwright si senta sicuro nello spaziare tra diversi generi e stili.

La seconda parte del disco (quanto vorrei poter dire il lato B!) è leggermente più debole, gli stili si uniformano e i toni si abbassano. C’è da dire che Rufus Wainwright potrebbe cantare anche le analisi del sangue e ci piacerebbe lo stesso, ma ho dovuto premere rewind un paio di volte (quanto vorrei poter dire riavvolgere il nastro… ok, basta) convinto che stesse cantando in italiano. Aguzzando l’orecchio, in My little you durante un vocalizzo lo si sente dire “in the Conservatorio Musicale Luigi Cherubini”. Il disco si chiude con Devils and angels che odora un po’ di Muse dei tempi andati e con Alone time, una ballata gospel pop abbastanza anonima, ma perfetta per concludere.

Più che anacronistico o romantico, è il concetto della forma-pop nel 2020 che deve farci riflettere. Cos’è il pop oggi? Cercarne la forma perfetta vorrebbe dire andare a pescare da stilemi passati o stravolgerlo, deformarlo per creare qualcosa di nuovo? Ed ecco perché questo disco si chiama Unfollow the rules.

 

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