Georges de La Tour, l’Europa della luce

In questa fase di riaperture, anche mostre e musei sono pronti a ripartire.

Ha così riaperto a Milano, a Palazzo Reale, dal 28 maggio, la mostra Georges de La Tour: l’Europa della luce. Inaugurata il 7 febbraio scorso aveva avuto da subito una buona risposta da parte di pubblico e stampa, con centinaia di prenotazioni attivate. Grazie alla proroga da parte dei 28 musei prestatori da 3 continenti, fino al 27 settembre la mostra è di nuovo fruibile al pubblico.

Che cosa aspettarsi
Si tratta della prima mostra di Georges de La Tours in Italia, che, attraverso mirati confronti tra i capolavori del Maestro francese e quelli di altri grandi del suo tempo – tra cui Gerrit van Honthorst, Paulus Bor, Trophime Bigot – porta una nuova riflessione sulla pittura dal naturale e sulle sperimentazioni luministiche. Vengono così affrontati i profondi interrogativi che ancora avvolgono l’opera di questo misterioso artista. Un’esposizione unica considerato che, come sottolineò Roberto Longhi, in Italia non vi è conservata nessuna opera di La Tour e sono circa 40 le opere certamente attribuite al Maestro, di cui in mostra ne sono esposte 15, più una attribuita.

Artista e ispirazione

Pittore del seicento dalla biografia lacunosa, Georges de La Tour compare spesso nei saggi insieme a Caravaggio. A partire dai soggetti, come dimostra l’opera Il denaro versato, La Tour si avvicina al Maestro rivoluzionario nella scelta della gente umile, rappresentata in un realismo essenziale fortemente drammatizzato dall’uso del chiaro-scuro. Luci e ombre che dimostrano, a parer mio, l’ispirazione del lavoro di la Tour a quello di un’opera come la Vocazione di San Matteo di Caravaggio (1599-1600).

Il lavoro di La Tour non si ferma a soggetti e situazioni quotidiane terrene. L’artista vanta una lunga lista di soggetti religiosi tra cui una Maddalena Penitente, di cui è impossibile non notare la spiccata intensità motiva.

Georges de La Tour, Maddalena penitente, 1635 – 1640, Olio su tela, 113 x 92,7 cm, National Gallery of Art, Washington D.C., Stati Uniti

Le opere esposte

Maddalena penitente (National Gallery of Art di Washington D.C., 1635-1640 circa); La rissa tra musici mendicanti (J. Paul Getty Museum, 1625-1630 circa); Suonatore di Ghironda col cane (Musée du Mont-de-Piété di Bergues, 1622-1625); Il denaro versato (Lviv –Ucraina, Galleria Nazionale di pittura, 1625-1627), tra i più interessanti esiti del percorso pittorico di De La Tour, scena connotata da un altissimo livello di tensione; I giocatori di dadi (Stockton-on-Tees, Preston Park Museum & Grounds, 1650-1651); La negazione di Pietro (Nantes, Musée des Beaux-Arts, 1650), dove La Tour somma agli effetti di luce dei notturni il carattere drammatico del tradimento dell’apostolo; Giobbe deriso dalla moglie (Epinal, Musée départemental d’Art ancien e contemporain, 1650 circa), particolarmente rappresentativo del lavoro sulla luce svolto dal Maestro; Giovane che soffia su un tizzone (Digione, Musée des Beaux-Arts, 1640 circa);  Educazione della Vergine (New York, Frick Collection, 1650 circa).

Completano le opere autografe di La Tour altri dipinti a tema religioso: i due ritratti di apostoli, San Giacomo Minore e San Giuda Taddeo dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi; San Filippo dal Chrysler Museum of Art di Norfolk; San Giovanni Battista nel deserto dal Museo de La Tour di Vic- sur-Seille, città natale del pittore. E due ritratti – Old man e Old woman – dai Fine Arts Museums di San Francisco.
Il percorso della mostra è arricchito da una ventina di opere di artisti coevi come Paulus Bor, Jan Lievens, Throphime Bigot, Frans Hals, Jan van Bijlert, Gerrit Van Honthorst (noto in Italia come Gherardo delle Notti), Adam de Coster, Carlo Saraceni.

Per non perdere l’occasione di vedere opere non conservate in Italia, ecco le modalità di accesso alla mostra: https://www.palazzorealemilano.it/nuove-regole-di-accesso 

Sull’Autore

Copywriter per lavoro, writer per passione. Laureata in lettere moderne e scienze linguistiche. Master in management degli eventi espositivi, perché attratta da qualsiasi museo o esposizione artistica. Scrivo di mostre, eventi culturali e serie tv. Libri? Li divoro.

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