#Lafinestrasulporcile: Biancaneve e i sette nani

La Finestra sul Porcile è una rubrica cinematografica settimanale sincera a cura di Giuseppe Coppola e Alessandro Loddo

Film: Biancaneve e i sette nani, 1937

 Tratto dalla fiaba splatter-gore dei Grimm Brothers, ora entrambi sisters, dato il recente cambio di sesso. Biancaneve e sette i nani è sicuramente una delle fiabe più famose al mondo, il cui film realizzato da Walt Disney, antisemita misogino genio creativo ha portato alla fama mondiale.

Biancaneve, o Bellanova Bellaneve per gli amici viene da una nobile famiglia di zappaterra veneti, i classici aristocratici cresciuti a rutti e bestemmie come unico linguaggio. Bellaneve cresce con la sua matrigna, Hunziker Grimilde. La malvagia Hunziker ha sempre trovato soddisfazione nello Schermo Magico, che ogni giorno ribadisce la sua bellezza e sbeffeggia quella delle giornaliste impegnate all’estero con i capelli grigi e con addosso sempre la stessa maglietta.

Un giorno, però, lo Schermo Magico le dice “ok vabbè vabbè sei bella ma sei anche scema in culo, senza offesa eh, ma senza aver sposato quel cantante col naso sempre chiuso non saresti diventata nessuno”. Ed è qua che la matrigna inizia a covare rabbia cieca per la nostra sventurata Bellaneve. La donna allora ordina alle guardie reali di chiamare il cacciatore e portare Bellaneve nel bosco per ucciderla, ma a causa di un refuso le guardie affidano la povera Bellaneve ad un calciatore. E così questo la porta nel bosco e anziché ucciderla le dice “aò, mortacci, ma mica ciò capito bbene che ce devo de farci cun te, daje scappa e famo finta de niente, aò!”.

Spaventata allora Bellaneve trova rifugio nei boschi di Mestre, in una casa di nani negri, nanegri, instancabili agricoltori irregolari provenienti da una rarissima tribù africana dove i pigmei a confronto sono giganti. La nostra protagonista da subito si innamora di loro, tant’è che fa di tutto per poterli regolarizzare, basta solo che continuino a lavorare per lei, che non ha voglia di fare un cazzo.

Qua sotto il video della canzone della famosa colonna sonora, rimasta impressa nella mente di diverse generazioni.

video

Un giorno però la malvagia Hunziker Grimilde scopre che Bellaneve è ancora viva, ed allora, travestita da Gabibbo, va da lei a portarle in regalo uno smartphone col 5G. Dono inaspettato che la povera accetta e per, il quale, contrae immediatamente il vairus Covid19 e, muore. Ed è allora che i nanegri, tornati a casa dopo appena 12 ore di lavoro sui campi (lavoro per fortuna messo in regola, grazie all’aiuto della loro ospite Bellaneve, con la paga base di ben 24 centesimi l’ora), la trovano morta. Tristi e affranti, non avendo il coraggio di seppellirla, la mettono in una bara di cristallo, e fanno di tutto perché Necrofilo non approfitti della situazione.

Il finale, a lieto fine nel puro stile disneyano, vede un Principe Azzurro (perchè in overdose da viagra) arrivare a cavallo dalle lontane terre etrusche con le fattezze di un politico toscano privo di ego, che non appena scorge la giovane morta dichiara: “Se potesse parlare, direbbe: riapriamo tutto!”, e se ne va a bordo del suo cavallo zoppo, seguito dalla moltitudine dei suoi fedeli sudditi: due tartarughe e un pangolino storpio.

E vissero per sempre felici e congiunti. 

biancaneve e i sette nani

La famosa scena in cui Bellaneve chiede ai nani se è vero che sono dotati della virtù meno apparente.

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