Serie TV: non se ne può più fare a meno, un fenomeno globale

Ce n’è per tutti i gusti, da vedere su qualsiasi dispositivo mobile e tramite diversi abbonamenti. Sono le serie TV che ci tengono incollati agli schermi e che spesso diventano fenomeni sociali come “La casa di carta”.

Criminali, adolescenti, psicoanalisti e assassini: ce n’è per tutti i gusti

Un mondo iper-connesso e un accesso a Internet sempre più alla portata di tutti, hanno modificato le nostre abitudini in tutti i settori, basti pensare a quello lavorativo, con l’introduzione dello smart working, a quello del gioco online, con la possibilità di effettuare scommesse live come su bet365, fino a arrivare alla possibilità di “visitare” virtualmente musei e luoghi di interesse culturale. Ma uno degli elementi di maggior risonanza legati al mondo di internet è sicuramente quello delle serie TV. Gli argomenti trattati sono innumerevoli: si passa dalle crisi adolescenziali di “Elite” su Netflix a come evitare la prigione in seguito a un delitto nella serie TV “Le regole del delitto perfetto”, altre sono biografie più o meno romanzate di personaggi storici e della cultura contemporanea, della musica o addirittura di criminali. Uno dei motivi principali del successo delle serie TV è un vero e proprio “affetto” che il fruitore nutre per il o più personaggi con cui si “incontra” davanti allo schermo più volte durante la giornata e più volte durante la settimana. Ciò crea dei veri e propri fenomeni sociali, come quello de “La casa di carta”, che ha introdotto una vera e propria simbologia riconoscibile in tutto il mondo, caratterizzata dalle tute rosse, le maschere di Dalì e l’inno “Bella ciao”, nonostante si tratti sempre e comunque di criminali.

Da Rin Tin Tin a “The New Pope”: l’evoluzione del concetto di serie TV

Le serie TV appassionano ormai ogni fascia d’età capace di accedere ai contenuti on-demand. Tante cose sono cambiate nel mondo delle serie TV, se solo si pensa alla prima mai trasmessa in Italia: “Le avventure di Rin Tin Tin” proposta dalla Rai nel 1956. Da allora, in primis, ne è cambiata la fruizione: si è passati da un’attesa “infinita” del nuovo episodio, al moderno zapping fra centinaia di serie TV diverse, dove c’è anche chi ne guarda svariate alla volta o chi le comincia tutte e non ne finisce una. Un’altra differenza enorme con il concetto di serie TV del passato sono gli argomenti trattati: se prima erano un motivo per “attirare” sul divano tutta la famiglia, adesso che la fruizione è su richiesta, sceneggiatori e registi possono dare sfogo a tutta la loro creatività. Questo è uno dei motivi per cui anche registi di successo come Paolo Sorrentino, si sono avvicinati a questo genere potendo mettere in scena soggetti di assoluto livello, come “The New Pope”, serie seguito di “The Young Pope”, entrambe dirette dal regista napoletano e trasmesse da Sky in cui recita un cast di qualità indescrivibile composto dai maggiori esponenti di Hollywood e della scuola italiana, con Jude Law, Silvio Orlando, John Malkovich, Sharon Stone e Stefano Accorsi solo per citarne alcuni.

Il genere della serie televisiva ha conosciuto un’evoluzione che forse molti non si aspettavano, introducendo elementi di qualità prima tipici solo del genere cinematografico. La facilità con cui si può usufruire di questi contenuti ha favorito il boom di questo genere, che nel 2019, in Italia, vede 9 italiani su 10 guardare contenuti online.

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