Aspettando il grande schermo: 5 film del cuore che fanno bene alla mente

Mentre aprile vira rapido verso maggio, l’Italia è ancora ferma. La fase 2 pare dietro l’angolo, ma – purtroppo – non per tutti. La situazione, attualmente, differisce di regione in regione. Quel che è certo, è che ci viene chiesto ancora di attendere e di mostrare estrema cautela. Il mondo dell’intrattenimento è ormai colonizzato dalle piattaforme streaming, quelle che conosciamo e utilizziamo già da anni, quelle che abbiamo imparato a conoscere ora per riempire le nostre serate (o pomeriggi, mattine, nottate…) a casa. Ma chi, come la sottoscritta, ama il cinema, si ritrova a fantasticare di sale cinematografiche e poltroncine rosse, di quel profumo di pop corn, della fila alla cassa (senza distanziamento, anzi tendendo l’orecchio per sentire cosa vanno a vedere gli altri), di un biglietto stretto in mano e messo in tasca (lo si ritroverà per caso, chissà quanto tempo dopo). E poi i trailer, le luci che si abbassano fino a spegnersi e la magia che inizia. Tutto questo manca terribilmente. Ma siccome dalle difficoltà nascono le opportunità, sono fiduciosa: si sente già parlare di ipotesi quali un ritorno dei drive-in, o di semplici cinema all’aperto con i dovuti distanziamenti sociali.

Ma è ancora presto per dirlo – pazientiamo. E nel frattempo? Per fortuna sono tante le piattaforme (anche gratuite, vedi ad esempio RaiPlay) che permettono di godersi il buon vecchio cinema. Segnalo anche la pregevole iniziativa di MYmovies, che da più di un mese ha creato (sempre gratuitamente) un’esperienza che si avvicina molto a quella della sala cinematografica. Sale virtuali, con una programmazione, e la possibilità di scegliere i film che più ci ispirano, scelti tra grandi classici, cinema straniero purtroppo poco noto in Italia (coreano, tedesco, giapponese) o comunque cinema d’autore. Ma anche documentari, film pensati per il mondo della scuola, prime visioni. Partecipano, per citare alcune case di distribuzione o festival cinematografici: Bim Distribuzione, Far East Film Festival, Rai Cinema, Torino Underground, Tucker Film. L’unica “pecca” è che bisogna prenotarsi nella sala virtuale prima che i posti si esauriscano.
Anche molte cineteche hanno permesso di fruire gratuitamente dei loro contenuti cinematografici (la Cineteca di Milano, per dirne una).

Il cinema mostra ancora una volta la sua potenza, la sua forza, la sua meraviglia. Sa curare, distrarre, emozionare, far ridere, spaventare, ribaltare, svuotare la mente, arricchirla, elevarla. E di queste belle “botte” emotive, abbiamo tutti bisogno, ora. Cerchiamo il film di cui abbiamo bisogno, quello segnato in una lista e che non abbiamo ancora avuto tempo di vedere. Rivediamo una pellicola che abbiamo amato da bambini. Viaggiamo lontano, nel tempo e nello spazio, seguendo con la mente e con gli occhi paesaggi che ora non possiamo raggiungere.

Ecco cinque pillole cinematografiche per voi, giusto per dare ai cinefili come me qualche buono spunto – in attesa di riprovare ancora l’emozione davanti a quel grande schermo.

1. Non ci resta che piangere di e con Roberto Benigni e Massimo Troisi. Del 1984, è un film che forse non è, purtroppo, molto conosciuto. Parla di due amici, maestro e bidello nella stessa scuola, che per evitare di attendere presso un passaggio a livello, imboccano in auto una stradina sconosciuta, una scorciatoia nella campagna toscana. La macchina si ferma, arriva la sera e un temporale, ma per fortuna c’è un agriturismo… ma la mattina dopo, i due si accorgono con sgomento che non sono quando credono di essere, bensì “Nel 1400, quasi 1500!”. Un capolavoro del cinema italiano che fa morire dal ridere e che andrebbe visto e rivisto (io lo faccio almeno una volta all’anno).


2. La finestra sul cortile, un film di Alfred Hitchcock del 1954, con James Stewart e Grace Kelly. Un classico oggi più che mai azzeccato, la storia ce la ricordiamo quasi tutti: un uomo è costretto a casa, semi immobilizzato a causa di una gamba rotta, e si diverte a guardare dalla finestra, giorno e notte. Fino a che quel suo voyeurismo non diventa qualcosa di pericoloso. Va visto perché, chissà, magari anche noi potremmo scoprire qualcosa di “interessante” sui nostri vicini…
3. Compagni di scuola
di e con Carlo Verdone, del 1988. Uno dei suoi film migliori, pieno di gag divertenti e battute storiche, ma anche denso di malinconia e di vitalità. Forse, viste le scuole chiuse, un film un po’ dolce-amaro. Ma la nostalgia per i banchi e per i compagni di scuola va anch’essa esperita e non nascosta. Nel film, un gruppo di ex compagni di classe si ritrova in una splendida villa dopo un paio di decenni dalla fine del liceo. Vecchi amori, tiri mancini, vite miserabili e solitudini, si mescolano alla voglia di ridere ancora, come sui banchi di scuola, quando la vita era più melodrammatica ma anche più semplice e genuina.


4. Forrest Gump (1994) di Robert Zemeckis e con uno straordinario Tom Hanks (autodefinitosi “papà del Covid-19”, perché l’ha contratto, assieme a sua moglie, in Australia, ma è guarito ed è da poco apparso in tv al Saturday Night Live). Il film è un viaggio nel tempo, che inizia nell’Alabama degli anni ’40-’50. “Corri Forrest, corri!” è un tormentone noto ai più. Forrest Gump è un personaggio cinematografico stupefacente: un ragazzo un po’ tardo ma mai stupido – “Stupido è chi lo stupido fa!” – che involontariamente vive tutte le tappe più importanti della recente storia statunitense. Da Elvis alla guerra nel “Viet-fottuto-nam”, passando per gli hippies e le Pantere nere, Kennedy e Nixon, persino per la nascente Apple (“A un certo punto investii in una specie di società di frutta” dice Forrest). E, purtroppo, anche un altro maledetto virus, l’Aids. Forrest vive la vita ingenuamente e totalmente, facendo quello che sente di voler e dover fare – correre per il paese intero, pescare gamberi con il tenente Dan, amare la sua Jenny, amica più specialissima e inseparabile, una formidabile e bellissima Robin Wright. Per me, si sarà capito, è un film del cuore. Guardatelo, vi sfido a non darmi ragione.


5. Fantasia, perché un film d’animazione non poteva mancare (e perché adesso abbiamo Disney Plus anche in Italia). È una pellicola vecchia, vecchissima: non ci crederete, ma è del 1940! Ma come sa trascinare via Fantasia… La musica classica si coniuga con un’animazione che oggi nemmeno ci ricordiamo più, fatta di disegni e colori di un’altra epoca, di mondi fatati, centauri, dei dell’Olimpo, funghi, ippopotami, coccodrilli e struzzi che danzano, di un Topolino apprendista stregone che combina un guaio enorme e riceve una pedata sul sedere, di storie evoluzionistiche con dinosauri e glaciazioni, e infine diavoli infernali e processioni religiose che riportano verso la luce. Un viaggio che abbiamo di certo fatto da bambini, ma che oggi più che mai meritiamo di concederci.

Sull’Autore

Classe 1987. Sono nata e vivo a Gorizia, ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia presso l’Università degli Studi di Trieste nel 2015. Collaboro con le riviste “Charta sporca” (per la quale scrivo recensioni di film e articoli su tematiche filosofiche), “Friuli Sera” (dove analizzo opere di Street Poetry e Street Art nella rubrica “Poesia di strada”) e con “La Chiave di Sophia”. In passato ho scritto per due quotidiani locali, “Il Piccolo” e “Il Messaggero Veneto” di Gorizia. A maggio 2017 la casa editrice Historica ha pubblicato il mio racconto “Imago” nell’antologia “Racconti friulani-giuliani” e di recente è stato pubblicato un mio saggio su “Esercizi filosofici”. Le mie passioni sono la scrittura, la filosofia, il cinema, i libri e l’insegnamento.

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