30 anni dopo la Madonna Litta di Leonardo torna in Italia

Al Museo Poldi Pezzoli di Milano è in corso Leonardo e la Madonna Litta, una mostra di grandissimo rilievo, in cui viene esposto eccezionalmente a Milano, per la prima volta dopo quasi trent’anni, il celebre dipinto dell’Ermitage.

Continuano ad essere celebrati i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, in questo caso con una mostra innovativa che fa tornare in Italia, dopo 30 anni, la Madonna Litta dall’Ermitage. Attorno a questo capolavoro, troviamo un nucleo selezionato di opere eseguite da Leonardo e dai suoi allievi più vicini, provenienti da collezioni di tutto il mondo.

Insomma, una mostra unica che raccoglie molte delle caratteristiche peculiari tipiche della Fondazione Bracco, Main Partner in questa occasione. La Fondazione ha infatti sostenuto un’articolata campagna di analisi diagnostiche su alcune delle opere esposte. Le analisi (radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore…), eseguite secondo un protocollo comune, hanno dato vita a interessanti e costruttivi confronti; hanno infatti permesso di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto: dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.

La Madonna Litta è strettamente legata alla città di Milano. Eseguita nel capoluogo lombardo (1490 circa), mostra notevoli affinità stilistiche con la seconda versione della Vergine delle Rocce conservata alla National Gallery di Londra. Nel Ducato conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di copie e derivazioni eseguite da artisti lombardi che ci sono pervenute. Nell’Ottocento, inoltre, era l’opera più rinomata di una delle più importanti collezioni di opere d’arte milanesi, quella dei duchi Litta, conservata nel grande palazzo di Corso Magenta. L’Ermitage l’acquistò nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese (1819-1866).

L’importanza iconografica della Madonna Litta

Con la Madonna Litta Leonardo modifica l’iconografia del tema introducendo il motivo del cardellino in mano al Bambino (simbolo della futura Passione del Cristo). Inoltre, subentra con questa opera l’elemento temporale della narrativa. Come nella Vergine delle Rocce, è il cugino di Gesù, San Giovanni Battista, a svolgere il ruolo del profeta del Sacrificio e quindi della Salvazione. Qui la presenza di San Giovannino è implicita nello sguardo del Bambino Gesù diretto fuori dal campo, per cui allo stesso osservatore è attribuito il ruolo del profeta salvatore. Il tema della Madonna del Latte ebbe grande diffusione in Lombardia ad opera di allievi e seguaci di Leonardo. Al Bambino sono conferiti atteggiamenti per lo più leggiadri e giocosi che ben si addicono a un momento domestico. (Fonte: Leonardo e la Pulzella di Camaiore, catalogo a cura di Carlo Pedretti)

La mostra raccoglie e confronta.

Nella mostra la Madonna Litta è affiancata a un altro capolavoro nato da una raffinata
composizione di Leonardo, la Madonna con il Bambino del Museo Poldi Pezzoli. Il dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffio è accostabile, dal punto di vista stilistico, alla prima versione della Vergine delle Rocce del Louvre. Nella prima metà dell’Ottocento anche la Madonna con il Bambino apparteneva alla collezione dei duchi Litta (fu acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1864): sarà quindi un’importante occasione poter riunire nuovamente a Milano, dopo oltre un secolo e mezzo, questi due dipinti leonardeschi raffiguranti la Madonna con il Bambino. Nella mostra è presentato inoltre un altro quadro del Poldi Pezzoli che raffigura la Madonna allattante. Riferito a un anonimo artista lombardo, attivo nel primo decennio del Cinquecento, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta più interessanti e di migliore qualità che ci siano pervenute.

Saranno inoltre presenti altri dipinti raffiguranti la Madonna con il Bambino di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca, che permetteranno di illustrare come Leonardo e i suoi più stretti seguaci abbiano affrontato dal punto di vista compositivo questo diffusissimo soggetto.

Fra i disegni in mostra uno studio riferibile con sicurezza alla mano di Leonardo, eseguito a punta metallica. Custodito alla Biblioteca Ambrosiana, raffigura un profilo femminile e un occhio dalla palpebra nettamente delineata, che si confronta molto bene con gli occhi della Vergine nel dipinto dell’Ermitage.

Inoltre, vediamo alcuni studi di Boltraffio che si legano alla testa del Bambino e ai panneggi della Madonna Litta e della Madonna con il Bambino del Poldi Pezzoli (conservati rispettivamente a Parigi, Fondation Custodia, Collection Frits Lugt; a Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett; a Oxford, Christ Church College).

Sull’Autore

Copywriter per lavoro, writer per passione. Laureata in lettere moderne e scienze linguistiche. Master in management degli eventi espositivi, perché attratta da qualsiasi museo o esposizione artistica. Scrivo di mostre, eventi culturali e serie tv. Libri? Li divoro.

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