Jojo Rabbit: una recensione scritta tra le lacrime (CONTIENE SPOILER)

Di film sulla Seconda Guerra Mondiale, in particolar modo, quelli inerenti le tragedie dei massacri compiuti dai vari regimi, democratici e non, ne sono stati creati e ne abbiamo visti una pletora, ma raramente vi è stata la possibilità di vedere un lavoro come “Jojo Rabbit“, il quale unisce il genere comico/satirico (con una notevole dose di Black Humour) e quello drammatico, ma andiamo con ordine.

ORIGINI DEL FILM

Taika Waititi (Adolf Hitler) con Roman Griffin Davis (Jojo)

Scritto, diretto e recitato da Taika Waititi, il film è liberamente ispirato (anche se si prende numerose libertà) dal libro di Christine Leunens “Come semi d’autunno” 

Le riprese sono cominciate il 28 maggio 2018, tenendosi principalmente a Praga,tra febbraio e aprile del 2019 sono state poi effettuate alcune riprese aggiuntive, venendo poi presentato in anteprima al Toronto International Film Festival l’8 settembre 2019.

Il cast è formato sia da giovani attori che vere e proprie celebrità del grande schermo, come Scarlett Johansson ,Sam Rockwell e il comico Stephen Merchant.

SINOSSI DEL FILM

 

“Hanno fatto del loro meglio….”

Siamo nell’aprile del 1945, in una città (probabilmente la stessa Berlino) di una Germania Nazista ormai allo sbando e tenuto su solo da fanatici e illusi, troviamo il protagonista ,il giovane Johannes Betzler che vive insieme alla madre (un’ incredibile Scarlett Johansson) che lo chiama con affetto “Jojo” oppure “Maggiore Jojo, il migliore di tutti noi“.

Piccolo per la sua età (ha 10 anni) dal fisico gracile e l’aspetto diafano, Jojo è dotato di una grande fantasia e di un “fervente spirito nazista” parola e ideale che logicamente, non riesce a comprendere a pieno, risultando essere un bambino complessato e spesso bullizzato, avente come unico amico un ragazzino occhialuto e sovrappeso di nome Yorki.

Oltre a questo bambino che, sinceramente, mi ha ricordato molto il personaggio di Piggy del “Signore delle Mosche” di Golding, Johannes ha un amico immaginario, il quale è una versione amichevole e buffonesca del leader della Germania Nazista, Adolf Hitler, creato a seconda di come il bambino si immagina il Fuhrer in quel momento, la sua presenza la sua voce, il suo modo di fare e il suo stesso aspetto cambieranno col passare del film.

Jojo e Yorki, durante un fine settimana di addestramento organizzato dalla HitlerJugend (un’organizzazione del partito Nazista che si occupava di indottrinare le giovani menti all’ideologia dello stato hitleriano) capiscono che non saranno mai dei veri soldati, inoltre Jojo verrà preso di mira da due cadetti della Wehrmacht (l’esercito regolare tedesco) che lo obbligheranno ad uccidere un coniglio,al rifiuto del bambino, i due giovani soldati spezzeranno con violenza il collo al povero animale e cominceranno a chiamare Johannes “Jojo Rabbit”.

Ferito nell’orgoglio, Jojo cercherà di rivalersi il giorno dopo durante l’addestramento all’uso delle granate a stelo…fallendo miseramente e finendo sfregiato dallo scoppio di una di esse.

Una volta ripresosi, il piccolo troverà un “lavoro” presso il quartier generale più vicino, fornitogli dal Capitano Klenzendorf, un militare disilluso e conscio dell’imminente sconfitta tedesca, il quale preferisce bere e passare le giornate col suo compagno, il fedele e gentile Finkel (ndr: ricordiamoci che l’omosessualità nella Germania Nazista era un crimine punibile con la morte o il campo di concentramento, basti vedere la distruzione dell’ Institut für Sexualwissenschaft del 6 maggio 1933) piuttosto che lavorare, ma è anche un uomo di cuore e parola, nonché profondamente legato a Rosie, la madre del bambino.

Dopo una serie di Gag che fanno intendere la traiettoria (estremamente armoniosa) presa dal film , Johannes scoprirà il segreto di sua madre, essa infatti è da tempo parte della Resistenza tedesca, ovvero quel gruppo di persone che combattevano il giogo nazista da dentro (come il gruppo studentesco Weiße Rose, ovvero Rosa Bianca), destabilizzando il regime, proprio come il padre di Jojo, il quale credeva che stesse combattendo sul fronte come fedele soldato del Terzo Reich.

Rosie aveva nascosto in casa ciò che più di ogni cosa Jojo odiava al mondo, o almeno così credeva, una giovane donna ebrea, la quale era riuscita a scampare alle persecuzioni naziste, ciò cambierà totalmente la vita del bambino, ponendolo davanti ad una serie di pesanti scelte, complice anche la morte della madre per mano della feroce polizia segreta, la Gestapo, rappresentata da un inquietantissimo Stephen Merchant, il quale usa la sua spaventosa altezza (oltre i 2 metri) per rappresentare una figura minacciosa e incombente.

Il sacrificio di diversi personaggi e il liberarsi dal “controllo mentale” del suo amico immaginario porteranno Jojo a cambiare, a crescere, ad amare.

LA STRUTTURA DEL FILM

I volti del nazismo

Il film, come detto prima, sebbene sia stato presentato come una commedia, si rivela dopo i primi trenta minuti quello che è per davvero, ovvero una feroce e alquanto cruda satira verso i concetti portati avanti dalla macchina ideologica nazista, utilizzando anche battute dal sapore dark e immagini mai violente, ma di un certo impatto, come la scena di quanto Jojo scopre la morte di sua madre, rappresentata dalle sue meravigliose scarpette rosse e bianche, le quali sono sia un inno alla vita, ma anche un punto di riferimento per il bambino.

La storia prosegue con fare liscio, armonioso, non vi è un buco di trama, non vi è una battuta fuori luogo, ogni personaggio ha senso e pian pianino si inizia ad amare ed odiare ognuno di essi.

La musica è un mix di canzoni patriottiche del regime mescolate con canzoni pop e pacifiste, facendo comprendere come il film voglia non caricarci con troppa serietà, ma che ci voglia lasciare comunque un messaggio.

Le scene comiche, benché siano poche, sono veramente spassose, stile quella dei Cloni Nazisti (caricatura delle patetiche immagini patriottiche del regime hitleriano) e quella dell'”Heil-Hitlerare Tutti Assieme

I PERSONAGGI

Il cast del film

Qui si entra davvero in quello che rende “Jojo Rabbit” forse uno dei migliori film ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale degli ultimi anni.

I personaggi sono semplicemente qualcosa di meraviglioso, umani, pieni di difetti e di pregi, con molteplici sfaccettature , ognuno combatte una guerra personale, cercando di sopravvivere in un paese che sta morendo velocemente, sommerso dai molteplici nemici che gli hanno ordinato la “Resa Incondizionata“.

Il personaggio di Rosie, fatto da una Scarlett Johansson che supera ogni limite precedente alle sue capacità di attrice, è un concentrato di umanità incredibile. Donna dall’intelligenza vivace e sempre positiva, la mamma di Jojo ha una pazienza infinita nei confronti dell’unico figlio rimasto, il quale è completamente indottrinato ai dettami nazista e la considera una traditrice della patria, offendendola e dicendo che una donna non può fare il lavoro degli uomini. Rosie invece che offendersi, si traveste come se fosse suo marito (mettendosi la cenere del camino per farsi la barba) e comincia a interpretare il padre di Jojo, rimproverandolo per quello che aveva appena detto, per poi sentirsi rimproverare da sua “moglie” per quello che aveva appena fatto, portando il piccolo a ballare con “loro due assieme”. La sua morte, benché sia silenziosa e non violenta, rappresenta un momento angosciante, anche perché la guerra stava praticamente per finire… e lei non potrà vederla, uccisa da coloro che lei ha combattuto da sempre.

Altro personaggio incredibile è quello di Waititi, ovvero la versione immaginaria di Adolf Hitler. La scelta è accurata e molto pertinente a livello storico, visto che i bambini venivano letteralmente bombardati (o conventrizzati, come avrebbe detto lo spietato Ministro della Propaganda Joseph Goebbels) dall’odio nazionalsocialista, è quindi logico aspettarsi che un bambino di quel tempo volesse a tutti costi entrare nelle grazie del dittatore austriaco (ndr: il quale prese la cittadinanza tedesca solo tre anni dopo essere stato eletto, alla faccia dei vari “Prima gli……….”). Questo personaggio, all’inizio buffonesco e colorato, si presenterà col passare del tempo quello che era davvero Adolf Hitler, con tutta la sua crudeltà e la sua voglia di fare del male.

CONCLUSIONI

Taika Waititi, il regista

Jojo Rabbit” è un film che farà sia ridere che piangere, ma soprattutto farà pensare.

Quanto davvero sappiamo di chi discriminiamo? Quanto conosciamo della loro storia? Quanto ci facciamo plasmare dai media e da chi ci è intorno,il quale, magari ci parla di determinate idee “edulcorandole” oppure “inasprendole“a livello propagandistico?

Il film di Waititi ci insegna che ognuno di noi è speciale, ognuno di noi può fare la differenza e che bisogna sempre avere un proprio metro inerente la realtà, di agire e pensare con la propria testa…in fondo… a volte tutto ciò che si vuole è solamente “Danzare“.

BIOGRAFIA E FONTI

  • Christine Leunens, Come semi d’autunno, traduzione di Maurizia Balmelli
  • Paolo Ghezzi, La Rosa Bianca, un gruppo di resistenza al nazismo in nome della libertà, Edizioni Paoline
  • Robert S. Wistrich, Who’s who in Nazi Germany

Sull’Autore

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