Facebook dating – l’amore è una scienza social

Le foglie autunnali vengono spazzate via dal vento gelido di novembre e le prime piogge invernali inumidiscono i marciapiedi. Colori e paesaggi si fanno ogni giorno un po’ più freddi e si accendono le prime lucine di Natale. La stagione delle feste è alle porte, le avventure estive ormai un ricordo lontano – e inutile negarlo, sotto il piumone ci sentiamo tutti un po’ più soli.

La vita da single ha indiscutibilmente i suoi vantaggi – ma è ancora socialmente accettabile? A pensarci bene, non fa un po’ demodé? Tra le coppie innamorate che ci sorridono dai cartelloni pubblicitari e la réclame del panettone in TV, con la sciarpa tirata su fino alle orecchie e il cappotto chiuso, ci sentiamo davvero liberi di essere soli?

Se state cercando la vostra personale risposta a questa domanda l’ultimo suggerimento viene dalla più recente creatura di Mark Zuckerberg, Facebook Dating, ed è: no.

L’ultima invenzione del giovane milionario è un supplemento, una funzionalità aggiunta al social network che l’ha reso famoso. Disponibile già dallo scorso settembre negli Stati Uniti e in Italia dall’inizio del 2020, Facebook Dating sgomita per accaparrarsi la sua fetta nel mercato dei cuori solitari.

E Tinder? Nessuna concorrenza, apparentemente. Se il celebre sito di incontri lanciato nel 2012 da Hatch Labs si è guadagnato la fama di vetrina dei single – con tanto di mix and match – Facebook Dating sembra porsi e proporsi al consumatore su un livello completamente diverso, perfino antitetico.

Nessuno spazio per la superficialità. Facebook sa già tutto di noi: perché non dovrebbe essere in grado di trovarci anche l’anima gemella? Dopo tutto i dati parlano chiaro, soprattutto quando a fornirli siamo noi. Il servizio sarà gratuito e utilizzerà le informazioni generosamente provviste dagli utenti per metterli in contatto con chi sembri avere interessi simili. Saranno accessibili da terze parti? Non è chiaro.

Niente più fling e niente più one night stands, sembra ammonire Zuckerberg, Facebook Dating è per chi cerca l’amore. La nuova tendenza? Inseguire il per sempre felici e contenti, un ‘mi piace’ alla volta.

Un algoritmo elabora i nostri interessi basandosi sui ‘like’ a pagine e post, calcola la nostra compatibilità con gli altri utenti e ci mette in relazione con quelli che più probabilmente ci piaceranno, basandosi sulle passioni comuni. La scienza dell’amore è semplice calcolo. Ma può realmente funzionare? È davvero così semplice?

Come in ogni altro campo delle nostre vite sembriamo ossessionati dalle probabilità di successo, in una società che ci vuole sempre vittoriosi: prendersi il tempo di fallire è un lusso che ormai in pochi possono permettersi. Tanto più se si tratta di questioni di cuore. Dopo tutto ne va della nostra produttività.

Ma non c’è da temere, con Facebook Dating sarà tutto – finalmente – sotto controllo. Il controllo di chi è ancora da stabilirsi. Sembra tutto perfetto e potenzialmente funzionante, ma in ogni processo di ottimizzazione inevitabilmente qualcosa va perso.

E se gli utenti di Tinder hanno spesso chiari i propri intenti e sanno che cosa potrebbero perdere, con Facebook Dating si fa tutto più complesso. L’app non solo si pone come infrastruttura mediatrice per la ricerca di un contatto umano – cosa di per se già problematica – ma si arroga l’abilità di procurare ai propri consumatori l’Amore con la A maiuscola che vanno cercando, inserendolo inevitabilmente in una logica di scambio e di mercato.

Questo apre una serie di quesiti più esistenziali che pratici. Siamo sicuri ad esempio che i giusti presupposti per fondare una relazione siano da ricercarsi nelle somiglianze? Che ruolo giocano in questo contesto differenze e divergenze? I più grandi amori della storia e della letteratura raramente nascono da un punto comune.

Romeo e Giulietta di Hayez

Da Dante e Beatrice a Romeo e Giulietta, i protagonisti delle vicende amorose che hanno ispirato i più noti capolavori dell’arte non partono certo da un terreno condiviso. Jane Austin, Tolstoj e Dostoevskij dicono niente?

Tutte queste celebri storie sembrano parlarci di come superare ostacoli e difformità a fronte di un sentimento comune nutra e fortifichi una passione i cui presupposti non sono sempre e necessariamente dimostrabili a livello razionale.

Certo non ogni amore deve essere travagliato e pieno di avversità per essere un grande amore e, per dirla con Woody Allen, l’unico dato certo è che basta che funzioni – ma siamo sicuri di voler privare il Caso del suo ruolo quando si tratta di incontri? Di voler (o poter) gestire il nostro cuore con il tocco di due pollici su uno smarphone?

Basta che funzioni, Woody Allen

Le foglie continuano a inumidirsi sui marciapiedi mentre l’autunno diventa inverno, ma la luce che brilla nei nostri occhi è solo quella di uno schermo acceso, e quasi non ce ne accorgiamo più.

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