Twitter blocca le inserzioni pubblicitarie a sfondo politico

In un mondo dove i social network sono divenuti fonte di informazione e strumento di campagne promozionali, nonché politiche, ecco arrivare una decisione che spiazza tutti.

Twitter ha annunciato un cambiamento importante: dal mese di novembre bloccherà le inserzioni pubblicitarie a sfondo politico sulla sua piattaforma in tutto il mondo.

Una presa di posizione forte e precisa che sicuramente cambierà le carte in tavola e le strategie di comunicazione da parte del mondo politico. Si tratta di una scelta che risponde alle numerose e crescenti critiche sulla disinformazione promossa dai politici sui social media e dall’utilizzo strumentalizzato che ne viene fatto.

Il social network

L’Amministratore Delegato di Twitter – Jack Dorsey –  spiega così il perché di questa scelta:La pubblicità su internet è molto potente ed efficace, ma comporta significativi rischi politici laddove può essere usata per influenzare voti. Questo non ha nulla a che fare con la libertà di espressione. Ha a che fare con il pagare per raggiungere un pubblico più ampio, ma questo ha significative conseguenze difficili da gestire per l’architettura democratica.”

 Il duello con Facebook


La rivoluzione in casa Twitter non arriva in un momento casuale, tutt’altro. Nelle scorse settimane Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, ha sottolineato come le pubblicità politiche siano una componente essenziale del diritto di espressione, motivo per cui sarebbe inopportuno bloccarle.

Prendendo un esempio nostrano, come Matteo Salvini, emergono numeri importanti che validano questa affermazione. Nell’ultimo mese, la Lega ha speso circa 124mila euro in pubblicità per la sua pagina Facebook. Tra i contenuti sponsorizzati, ci sono notizie di cronaca capaci di gonfiare il suo consenso, come quelle relative a stupri, rapine o simili commessi da immigrati.

Tweet dall’account ufficiale di Matteo Salvini

 

D’altro canto, invece, in molti hanno evidenziato i rischi connessi a questa visione, tanto che la candidata democratica americana Elizabeth Warren ha comprato uno spazio sulla piattaforma per diffondere una notizia falsa per dimostrare al patron di Facebook la pericolosità della sua convinzione.

Scelta spartiacque

Quella di Twitter sembra essere quindi una decisione coraggiosa, proprio nel momento in cui le inserzioni pubblicitarie hanno un peso importante nell’indotto societario. La piattaforma non è nata come strumento di propaganda politica e i segnali recenti hanno dimostrato il rischio che diventasse tale. Per questo è stato giusto intervenire per preservare la sua natura e l’integrità dei suoi utenti, nonché la nobiltà del diritto all’informazione e non al diritto – acquisito – della disinformazione.

E se Twitter ha deciso quindi di eliminare la pubblicità politica a pagamento perché in contrasto con la libertà di parola, Facebook ha deciso di continuare per questa via proprio per difendere l’espressione libera della politica.

Due modi diversi di vedere il mondo, che non porteranno alla scomparsa dei contenuti politici, ma almeno gli utenti saranno consapevoli dell’esistenza della libertà di espressione a pagamento.

Sull’Autore

Sono cresciuta a pane, amore e ... digitale, seppur sono nata in un'era analogica. Instancabile sognatrice e curiosa del mondo, sono bramosa di cultura di ogni genere. Ricerco sempre il dettaglio e la perfezione. Amo viaggiare e conoscere nuovi posti.

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