#MacheStoriaè? – Crusader Kings e DEUS VULT: quando un’esclamazione fa politica

Pochi giorni fa, il noto sito di videogiochi “Rock, Paper, Shotgun” ha rilasciato un articolo dove spiegava le “10 cose che non sapete di Crusader Kings 3, il gioco della casa produttrice svedese Paradox”, usando un format molto popolare e molto amato su internet (basti vedere l’immenso successo di siti e canali youtube come Watch Mojo che usano quasi esclusivamente questo tipo di descrizione per i loro lavori).

Ma prima di tutto, urge spiegare di cosa stiamo parlando.

La saga di Crusader Kings, per chi non lo sapesse, è una saga di videogiochi gestionali e strategici ambientati nel periodo medioevale (o per lo meno, lo chiamiamo così noi storici), andando a coprire ogni singolo aspetto della vita di quel tempo, dandoci la possibilità di impersonare: Conti; Duchi; Principi; Re e Imperatori. Crusader Kings ( che da adesso abbrevierò con CK) è probabilmente uno dei giochi di ambientazione storica più amati di tutti i tempi, pari solo alla saga Total War della casa produttrice britannica Creative Assembly.

Tornando a noi e all’argomento dell’articolo, Rock Paper e Shotgun ha messo al sesto posto delle curiosità inerenti CK 3 (che uscirà questo 2020) questo

“Non ci sarà nessun Deus Vult

 Ma che cos’è questo Deus Vult, noto conosciuto anche come Deus lo Volt (versione volgare rispetto a quella latina)?

Nato intorno al 1096 per mano del religioso Pietro l’Eremita( Amiens,1050 – Neufmoustier, 8 luglio 1115 d.C), Deus Vult rappresentò il principale urlo di battaglia delle truppe cristiane durante la Prima Crociata (1096-1099 d.C) finanziata e promossa dal Pontefice Urbano II e dal Basileus (imperatore) Bizantino Alessio I Comneno.

L’obiettivo di questa poderosa mobilitazione (la più grande degli ultimi 500 anni probabilmente) era quello di riconquistare la sacra città di Gerusalemme e il Santo Sepolcro, caduti sotto l’egida musulmana a partire dal 637 d.C, durante la grande espansione araba a seguito dell’unificazione delle popolazioni della penisola araba sotto l’insegna dell’Islam. Per un’ Europa in piena crescita, popolosa e ben armata, questo affronto era divenuto insopportabile, inoltre, Gerusalemme e tutta la zona dell’attuale Palestina/Stato di Israele, era un punto cruciale per il commercio in tutto il Mediterraneo. 

Che dire, si unì l’utile (commercio) al dilettevole (religione)

La Prima Crociata finì nel 1099, con la presa di Gerusalemme da parte dei soldati crociati e il massacro delle persone di fede musulmana, ebraica e non cristiano cattoliche fedeli alla Chiesa Romana presenti all’interno della Città Santa, questa carneficina fu così terrificante che il cronachista provenzale Raimondo D’Aguilers scrisse disgustato che:

«nel portico di Salomone si cavalcava con il sangue fino alle ginocchia del cavaliere e alla briglia del cavallo»

Ora che abbiamo le basi per comprendere ciò che è successo, veniamo a ciò che ha scandalizzato la fandom di estrema destra di questo superlativo gioco.

La Paradox, come previo scritto sopra, ha deciso di non implementare il “Deus Vult” tra le urla di guerra che saranno presenti all’interno del nascituro CK3, essendosi accorta di come questa frase venisse usata da noti movimenti razzisti e sovranisti in giro per il mondo . La notizia, appena ha raggiunto i rotocalchi digitali del mondo informatico e videoludico, ha scatenato l’ira di questi personaggi, i quali sono pronti a baciare croci e rivendicare nature cristiane dell’ Europa che fino a prima manco conoscevano solo per un loro tornaconto. Sulla bacheca di CK2  su Steam(che per dover cronaca, ora la sua versione base la potete trovare gratis sulla piattaforma di Gabe Logan Newell) sono apparsi insulti e ridondanti “Deus Vult” uniti a recensioni negative, veleno per i giochi Steam, visto che esse sono ben visibili a tutti e influiscono sull’andamento economico del gioco della Software House, chi mai prenderebbe un gioco che tutti criticano, anche se fino a qualche giorno fa aveva un rating di “Molto Positivo” a volte anche “Estremamente Positivo”?

La colpa, purtroppo mi duole dirlo, è della Paradox.

La Software House si è genuflessa dinanzi a personaggi di dubbia morale, che utilizzano la storia e diverse frasi per fare una propaganda alquanto becera delle loro “idee”, ma queste frasi, queste parole, non sono figlie di ideologie comunque “Moderne”, se non secondo alcuni “Odierne”. 

Deus Vult, come dissi,nacque nel 1093 d.C, il P.N.F (Partito Nazionale Fascista) è stato fondato il 9 novembre 1921, quasi un millennio dopo, la mia domanda è

Come è possibile che questo urlo venga ritenuto fascista dalla Paradox e dalle persone che si “indignano” di sentirlo dire?

Allora dovremmo indignarci per ogni urlo o frase che viene detta da queste organizzazioni, sia fuorilegge che no, visto che ne usano un ampio arsenale, tra queste possiamo trovare:

  • Molon Labe ( μολὼν λαβέ): venne detto dal leggendario Re Leonida di Sparta, durante la battaglia delle Termopili  (Settembre 480 a.C) e vuol dire “venite a prenderle”, indicando le armi del suo esercito,in risposta alla richiesta del Re dei Re persiano Serse I di deporle e di arrendersi.
  • Alalà (Ἀλαλά): un antichissimo canto di guerra greco e una preghiera verso Ares, Dio della Guerra, divenne tristemente connesso al fascismo quando il Vate Gabriele D’Annunzio la unì al “Eia urlato da Alessandro Magno quando spronava il suo leggendario cavallo Bucefalo alla battaglia. E’ anche doveroso dire che nessun storico del tempo ci parla di questo urlo detto dal meraviglioso condottiero macedone, ergo, la frase potrebbe essere stata inventata da D’Annunzio stesso.

Tutti questi esempi, tutte queste frasi, sono state asportate dal loro vero ruolo che gli è stato dato dalla storia,divenendo strumenti di un’ideologia, che possa piacere oppure no (non sono qui per giudicare le scelte di nessuno), non ha alcun nesso con queste grida e queste esclamazioni.

La storia, negli ultimi anni, sta subendo una vera e propria violenza nei suoi confronti, stiamo cercando di dare un significato attuale e senza nessuna cognizione a società sparite da migliaia di anni

I Greci erano fascisti? Pericle era un nazionalista ? Ciro II il Grande era un comunista? Queste frasi, questi concetti, non hanno senso, rovinano la storia, perché stiamo parlando di qualcosa che non esiste più, il saluto romano tanto caro a certi esponenti politici, aveva radici molto più profonde rispetto alla loro ideologia, Settimo Severo non fu un Imperatore innovatore perché era di etnia africana, ma perché aveva una mente fine e pronta al cambiamento (anche se su di esso avrei da dire).

E’ sbagliato togliere frasi medievali perché si ricollegano al fascismo, è sbagliato cambiare l’etnia di determinati personaggi storici per essere “Politically correct”, è sbagliato giudicare eventi accaduti migliaia di anni fa con un punto di vista moderna, l’umanità stessa e la sua società sono cambiati tantissimo negli ultimi cinquant’anni, mi spiegate come sia possibile comprendere come ragionasse un Mitanni o un Assiro?

Questo voler togliere un fantomatico fascismo dalla storia, non fa altro che nutrire determinati ambienti populisti, che fanno di questo vittimismo una scusa per poter odiare, la Paradox ha voluto togliere una frase che riteneva fascista, il risultato è stato che lei stessa ha agito in maniera molto simile alle persone che voleva limitare, le quali ora, hanno molta più attenzione da parte dei media, visto che anche io, ci sono caduto e ho scritto di loro.

La Storia è una cosa, la Politica è tutt’altro, prima lo capiremo, meglio sarà per Cesare e tutti gli altri, i quali finalmente, potranno riposare in pace in tutti i libri storici e non in volantini di qualsiasi sorta.

Di recente la Paradox ha rilasciato un comunicato stampa, in cui asserisce che probabilmente non toglierà l’urlo di guerra, tutto ciò è apprezzabile, ma come si dice

Ormai il danno è fatto

         FONTI:

  1.  Rock Paper Shotgun
  2. Bisanzio e i Bizantini nelle fonti occidentali della seconda Crociata: Nicolò Giovanni Marino
  3. L’invenzione del nemico: Franco Cardini
  4. Gerusalemme, biografia di una città:Simon Sebag Montefiore

 

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