“Senza filtri, senza vergogna”: intervista a Madia, modella curvy

Sono qua con Madia Garganese, ventitre anni, milanese e modella curvy. Madia, raccontami innanzitutto com’è iniziata la tua avventura.
Ho iniziato a posare circa tre anni fa e in realtà è successo praticamente per caso. A quei tempi lavoravo in fabbrica, in una catena di montaggio, ricevevo spesso richieste per posare ma rifiutavo sempre. Questo perché lavoravo ma soprattutto perché fisicamente non mi piacevo per niente. Dopo un anno in quella fabbrica fui licenziata assieme a tanti altri per una revisione del personale, a quei tempi una mia amica posava e così mi ha spinta a provare a fare un set fotografico e mi ha accompagnata.

So che ora è diventato un lavoro vero e proprio e posi a tempo pieno, sei stata anche comparsa per un videoclip dei nostrani Lacuna Coil. Come ha influenzato questo lavoro la tua vita?
Si esatto, il tutto è cominciato per caso ma ora è diventato un vero lavoro, oltre che una mia grande passione. Ho cominciato facendo normali foto da vestita perché appunto mi vergognavo del mio corpo, poi piano piano sono stata convinta a provare a posare nuda e ho scoperto che mi piaceva di più, nonostante non mi piacessi io. Nel mio primo anno di shooting ogni volta che ricevevo gli scatti dai fotografi sceglievo sempre quelli dove sembravo più magra o dove i miei rotolini erano nascosti e la ciccia non si vedeva, ero insicura e si vedeva anche dal mio viso nelle foto. Ho sempre ricevuto insulti sul mio corpo, dalle scuole medie, e avevo paura di richiamarne il doppio. Poi sono cominciati ad arrivarmi i primi messaggi di gratitudine di ragazze ed anche ragazzi, che mi ringraziavano per quello che facevo. Là ho capito che grazie al mio percorso potevo aiutare oltre a me stessa molte altre persone. In questi ultimi tre anni sono cambiata radicalmente, sono diventata molto più sicura di me e anzi, ho scoperto che il mio punto di forza è proprio quello di mostrarmi per come sono! Senza filtri, senza vergogna. Ora sono molto felice perché non ho più vergogna ad uscire di casa o anche solo a pubblicare una foto dove mi si vede la pancia, o le braccia grosse.

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A proposito di questo: sui social parli spesso di bodypositive, cosa rappresenta questa parola per te?
Per me il bodypositive rappresenta lo stare bene con sé stessi. Molto spesso mi accusano di promuovere l’obesità ma vi posso giurare che da me non sentirete mai dire neanche una volta “grasso è bello” o “le ossa diamole ai cani”, perché il bodypositive è semplicemente amore per sé stessi o per gli altri. Grassi, magri, alti, bassi, chiunque merita di sentirsi bene. Anni fa non ero così. Nel 2015 pesavo circa sessanta chili. Allo specchio mi vedevo comunque grassa, il più delle volte mi vestivo larga e male per non far vedere le mie forme. Facevo diete stupide e drastiche, tipo una volta ho mangiato solo frutta per tre mesi e sono finita al pronto soccorso con un mal di pancia fortissimo. Il secondo anno di superiori appena mangiavo qualcosa con una scusa andavo in bagno per vomitare tutto, è stato un periodo durato pochi mesi ma distruttivo. In casa la situazione era orribile e mi sfogavo aprendo il frigo ma poi mi sentivo in colpa, coi miei genitori che mi facevano pressioni anche perché ingrassavo. Non mi piacevo, quando mi guardavo alle specchio piangevo, nei camerini dei negozi avevo le crisi isteriche perché non trovavo vestiti che riuscissero a nascondere il mio corpo. Eppure ripeto, pesavo sessanta chili. Ora ne peso molti di più e vivo serenamente. Le maggiori difficoltà sono tutte nel nostro cervello. Mi facevo condizionare dalle mie insicurezze, dagli insulti, da cosa mi dicevano gli altri e da come mi volevano gli altri. Una persona può anche essere bellissima ma se non sta bene con sé stessa non serve a niente, perché la serenità arriva da dentro. È un percorso lungo e complicato ma la stima e la sicurezza di sé sono tutto. Ora non compro i vestiti in base alla loro capacità di coprirmi. Ora le mie curve le valorizzo, perché ora finalmente quando mi guardo alle specchio mi piaccio.  Io non faccio i set fotografici per far vedere alle persone che grasso è bello, per me il bodypositive è far capire a tutti che si può essere felici e ci si può sentire belle e sexy anche se non piacciamo agli altri. Perché una persona che non si piace deve avere vergogna ad uscire di casa? Perché qualsiasi persona deve temere i giudizi delle persone, gli insulti e le critiche? Ognuno può decidere cosa essere e chi essere. Se una persona ha dei chili di troppo e li vuole perdere è un suo sacrosanto diritto, ma dovrebbe avere anche la possibilità di farlo in totale serenità. Conosco una ragazza che ogni giorno si insulta e si dice che si fa schifo. Ha problemi a socializzare, problemi a stare bene insieme alle persone, e da tutta la colpa al suo fisico. Continua a ripetersi che quando riuscirà a dimagrire allora le cose cambieranno, ma non è così. La spinta deve partire da dentro e per poter cambiare in meglio ci si deve voler bene, ci si deve amare. Non ci si deve flagellare e torturare.

Riguardo i social media invece tu come li vivi? So che oltre alla tua grossa fetta di fan hai anche tanti dei cosidetti “haters”.
Ho passato anni a stare male per gli haters, a piangere e a “farmi il sangue amaro”. Ora ciò che dicono o fanno contro di me non mi tocca neanche più, anzi, più insistono e più io continuo a testa alta per la mia strada.

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Video credits: Luisa Mazzanti

È sicuramente un’ottima scelta, complimenti. Riguardo invece i tuoi progetti futuri, c’è qualcosa che vuoi svelarci?
Purtroppo non posso rivelare molto per via della solita esclusiva, vi posso solo dire che nel 2020 usciranno molti editoriali interessanti e ci sono in ballo un sacco di progetti e di idee. Mi piacerebbe anche cominciare a viaggiare all’estero per lavoro e insomma, speriamo che le cose vadano bene.

Splendido, non posso che augurarti un sincero in bocca al lupo allora. Ti saluto con un’ultima domanda: cosa consigli a chi, come te, vuole affacciarsi a questo mondo?
Il miglior consiglio che posso dare è di essere forti. Mettendosi in mostra e posando in un certo modo inevitabilmente si attirano molte critiche ed insulti ma non ci si deve dare peso. Ognuno ha il diritto di stare bene con sé stesso e di fare quello che vuole col proprio corpo indipendentemente da ciò che dicono gli altri. Non fatevi buttare giù, siate sicuri di voi stessi e soprattutto siate voi stessi. Io ne approfitto per ringraziarti del tempo che mi hai dedicato, sono felice di poter dare una mia visione sul mondo della fotografia di nudo e soprattutto sul bodypositive. Spero che possa servire anche ad altre persone per acquisire sicurezza e perché no, magari iniziare a mettersi in gioco!

Ringrazio io a te per la piacevole chiacchierata, un saluto da me e tutta la Redazione.

Photo e video credits: Luisa Mazzanti

Sull’Autore

Cresciuto a punk-rock, 56kb e saggi sull'anarchismo sulla costa della Sardegna orientale, mi sono laureato a Bologna in Comunicazione con una tesi su web 2.0 e cyber-utopismo. Dal 2015 mi occupo di Digital Strategies nell'ambito di startup innovative. Un'ossessiva e mai sazia curiosità verso il mondo esterno ed i processi mediatici e socio-culturali che lo sottendono son ciò che mi han spinto a creare Mangiatori di Cervello, del quale sono il Direttore e Digital Strategist.

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