104: la carica dei falsi invalidi

Ennesimo boom di richieste di trasferimento di docenti, sfruttando la legge 104, specialmente in determinate regioni del sud; accade così che, docenti che non vantano alcun servizio preruolo, con pochi punti o con semplicemente un concorso vinto qualche anno fa, sorpassano docenti con molta anzianità di servizio, sia nei trasferimenti che nelle assegnazioni provvisorie.

Dopo lo scandalo di Agrigento, dove il pm ha fatto notificare 54 avvisi di garanzia inerente l’inchiesta “la fabbrica dei falsi invalidi” e il licenziamento di 4 insegnanti per “false documentazioni”, dopo lo stesso scandalo avvenuto in provincia di Salerno, con 7 professori nel mirino dell’inchiesta su false 104, continua la strana patologia che colpisce troppi insegnanti del sud, che ottenendo la 104, superano per diritto i propri colleghi in graduatoria, nei trasferimenti e nelle assegnazioni.

L’art.29 del CCNL 2016/18, prevede che si possa licenziare e agire in nome della legge qualora si fosse in presenza di dichiarazioni false e mendaci, che abbiano l’effetto di far conseguire un vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale.

Non toccando i diritti di chi veramente necessita di tale legge, diversi insegnanti e gruppi di insegnanti hanno chiesto che le visite venissero effettuate in ospedali militari per garantire trasparenza e oggettività.

Anche il MIUR e i ministri atti alla pubblica istruzione, visti i numeri inerenti tale presenza di 104 nelle scuole, dovrebbero ottemperare a una più approfondita valutazione critica.

Valutazione critica che dovrebbe nascere già, semplicemente, analizzando i dati ed equiparando quante sono le 104 personali utilizzate da insegnanti del nord che al nord stesso si stabiliscono e quante quelle nate subito dopo l’inserimento in ruolo, o di poco antecedenti, inerenti insegnanti del sud che si inseriscono in graduatorie in regioni del nord e poi riscendono al sud proprio grazie alle 104 personali.

Sono oltre centomila gli insegnanti che siedono dietro le cattedre, tenendo lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado, circa il 15% del totale del corpo docente in Italia, un esercito che mai nessuno ha voluto contabilizzare veramente, dimostrandosi un vero buco nero nel sistema scolastico, uno scarica barile tra Inps e pubblica amministrazione.

Solo per avere un’idea, nel settore  privato le persone che ricorrono alla legge 104 sono circa l’1,5% sul totale dei lavoratori, mentre nella scuola questa percentuale cresce, complessivamente, sino al 13%.

Una classifica pro regione statistica? Eccola:

In una scuola della Sardegna usufruisce della legge 104 quasi il 19% degli insegnanti, in Umbria più del 17%, in Sicilia quasi il 17 %, alla pari di Lazio e Puglia mentre se ci spostiamo al nord passiamo al 9% del Piemonte, del Veneto e della Toscana.

Forse non interessa censire realmente queste situazioni, eppure già da un’analisi molto semplice si nota la differenza sostanziale tra zone d’Italia.

Tutto ciò crea la condizione assurda secondo la quale è impossibile per tutta la carriera scolastica essere trasferiti ad esempio in Sicilia, se non si “diventa” disabili.

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