“Cos’è l’amore”: Don Joe fa rivivere Franco Califano

Pochi giorni fa, il 20 settembre per l’esattezza è uscito il nuovo singolo di Don Joe che ha come voce quella di due artisti romani appartenenti alla Lovegang: Ketama126 e Franco126. Ma non è finita qui: il ritornello è un emozionante lascito di Franco Califano.

Il 14 settembre il producer milanese lo annunciava su Instagram così:

Faccio questo mestiere da così tanto tempo che posso dire – senza falsa modestia- che sono poche le uscite sulla scena ancora capaci di emozionarmi.
Eppure quanto sto per annunciarvi non solo mi emoziona, ma mette i brividi.
Sono grato alla generosità di chi ha reso possibile tutto questo facendomi dono di una voce che arriva direttamente dal cielo.
E sono orgoglioso di annunciarvi che nel singolo “Cos’è l’amore” in uscita il 20 Settembre, insieme alle voci di @ketama126 e @franchino126 troverete quella di uomo ancora amatissimo e indimenticabile
Signore e signori… FRANCO CALIFANO“.

Un ritornello che rievoca il Califfo:

“[…] Non c’è argomento oltre l’amore
Non c’è niente’altro da cantare
Ma pochi sanno il suo valore
Qualcuno accenna il suo dolore
Tanto fa rima con il cuore
                                                                              Ma pochi sanno che cos’è” (Cos’è l’amore, Franco Califano, ritornello)

Già tra le prime righe rivive il carattere, lo spirito quasi cinico, disilluso e romantico allo stesso tempo del Maestro. Califano infatti sembra criticare anche postumo, chiunque scriva o canti d’amore come se non ci fosse nient’altro di cui parlare, come se chiunque sia in grado di spiegare questo sentimento pur non provandolo, solo perché magari va di moda.

Immagine di Franco Califano utilizzata da Don Joe sul profilo Instagram

Si apre così la canzone, con questo interrogativo posto con sfida dal cantautore romano; d’altronde Califano ha sempre dichiarato di aver conquistato moltissime ragazze, già in età preadolescenziale avendo avuto il suo primo rapporto con la madre di un suo amico. Proprio per il suo fascino e le sue esperienze da dongiovanni che ha ispirato moltissimi ragazzi della sua epoca e non, proprio come Ketama126 che su Instagram ha dichiarato:

Ho realizzato uno dei miei più grandi sogni […]  ho duettato con uno dei più grandi cantanti e autori che la musica italiana ma soprattutto romana abbia mai avuto: Franco Califano, Aka il califfo aka il Maestro, ovvero colui che mi ha insegnato tutto ciò che so sulle donne.

Ed è per questo che il rapper risponde con la sua strofa al quesito; l’approccio è quello hardcore e truce, il carattere è freddo, distaccato e irruento. Ketama infatti subito dichiara di non sapere cos’è l’amore, ma fa riferimento all’amplesso, al puro sesso carnale. Parole che parlano di un amore decadente, un uomo che non riesce a dichiarare i propri sentimenti o che forse non ne ha, visto che il suo cuore è in grado di spezzarsi solo perché “lo facciamo hardcore” (Cos’è l’amore, Ketama126):

Io non so cos’è l’amore
Ma so che io la voglio e lei lo vuole […]
Non credermi quando ti dico che t’amo (nah), sono solo ubriaco“. (Ibidem)

Ketama126

Neanche Franco126 sa rispondere alla domanda “cos’è l’amore”, canta invece in maniera malinconica di un amore platonico. Un amore come quello narrato da Dante Alighieri nel Canto V dell’Inferno in cui parla di Paolo e Francesca, lo stile è totalmente differente rispetto a quello dell’altro membro della Lovegang. Il suo rapporto è quello di due “anime inquiete” che si dissolvono tra “banchi di nubi“; l’immergersi  in “fiumi di dubbi” per poi uscirne trasformati riprende Dante e Virgilio che, una volta immersi nel Letè lavano le proprie anime purificandole, per dimenticare le loro colpe terrene. I due amanti però ne escono “un po’ disillusi, un po’ più insicuri“.

E’ molto diverso rispetto alla prima strofa in cui è evidente un distacco emotivo, un non farsi coinvolgere sentimentalmente. Solo su una cosa i due rapper romani sono d’accordo: entrambi non sanno cos’è l’amore; la loro è più un’interpretazione di quello che hanno dentro, di quello che provano. Per Franco126 forse quel sentimento che tanto lo tormenta è una contraddizione che si riduce a degli ossimori:

Non so cos’è l’amore, forse è una contraddizione
Una lucida follia, un bluff a carte scoperte
Stringersi forte soltanto per lasciarsi andare via” (Cos’è l”amore, Franco126)

Così come, in una visione più ampia del testo possono essere considerati un ossimoro le strofe di Ketama e Franco126, con due visioni diverse: fisico e astratto, carne e spirito in contrapposizione. Malinconico e romantico Franco sembra arrendersi ad una spiegazione, ricordandoci di guardare nel profondo perché nonostante tutto ci sono dei sentimenti:

Non so cos’è l’amore, ma piango sempre quando il giorno muore…” (Ibidem)

Franco126

Entrambi i versi finali delle due strofe parlano di cuore:

Nel mio cuore nevica (yah), aspetto primavera (ehi)
Dentro il mio cuore nevica (brr) e solo tu puoi scioglierla” (Ketama126)

“E un tuffo al cuore mi ricorderà di te, chissà perché” (Franco126)

Il primo canta di un cuore freddo, ghiacciato e quindi solido; il secondo invece usa il verbo “tuffo” come ad indicare uno stato liquido, dopo aver parlato di lacrime e fiumi. Sta qui la bravura dei due nel far combaciare le strofe pur essendo totalmente diverse come a dire che: gli opposti si attraggono e fanno un pezzo insieme.

Il tutto è orchestrato e diretto magistralmente da Don Joe che con dei violini campionati riesce ad esprimersi pur non cantando, rievocando quella romanità, quella solennità che meglio si addice col ritornello postumo di Califano. Celebrare un mito della musica italiana in chiave moderna, in modo da far conoscere anche ai più giovani, chi era il Maestro.

Sull’Autore

Appassionato di cinema, letteratura, musica e tutto ciò che è cultura. Affamato di sapere. Cerco la precisione in ogni dove, sono i dettagli che fanno la differenza. Spero di scrivere per lavoro un giorno, nel frattempo, scrivo per passione.

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