Emmys 2019: vincitori, vinti, sorprese e addii

La 71esima edizione degli Emmy Awards, gli Oscar della televisione statunitense, è andata in onda al Microsoft Theater di Los Angeles il 22 settembre — in Italia è stata trasmessa in diretta da Rai 4 nella notte tra il 22 e il 23.
A contendersi gli ambiti premi non c’erano solo gli attori e le attrici, i registi e gli sceneggiatori, ma soprattutto i networks: Prime Video, HBO, Netflix in testa.
Sono state premiate le serie tv, ma anche le miniserie (in inglese “limited series“), i film e gli show televisivi.

Tra le miniserie ha trionfato, non certo a sorpresa, Chernobyl (miglior regia di una miniserie, miglior sceneggiatura di una miniserie e miglior miniserie), i cui autori hanno ribadito l’importanza e il valore della verità e del narrare la storia e la realtà in televisione.

Come miglior film televisivo l’Emmy è andato a Bandersnatch, episodio interattivo di Black Mirror (Netflix).

Significativo è stato il discorso di Michelle Williams, vincitrice dell’Emmy come miglior attrice protagonista in un film o miniserie per Fosse/Verdon. La Williams ha sottolineato quanto sia fondamentale mettere uomini e donne sullo stesso piano, perché purtroppo la disparità tra gli stipendi femminili e maschili è ancora tanta, in tutti gli ambiti lavorativi.

The Marvelous Mrs. Maisel — La fantastica signora Maisel, che era data per favorita nella categoria comedy, porta a casa un premio per Alex Borstein, miglior attrice non protagonista in una serie comedy e l’equivalente award al maschile per Tony Shalhoub, interprete del padre della signora Maisel, esilarante e irriverente comica degli anni ’50 (le prime due stagioni della serie sono disponibili su Amazon Prime ed è in arrivo una terza il 6 dicembre).

Molto clamore intorno alla serie (che troviamo su Prime Video) Fleabag, prodotta da BBC Three e Amazon Studios e arrivata alla seconda (e pare ultima) stagione. La serie, tratta da uno spettacolo teatrale scritto proprio dalla talentuosa protagonista Phoebe Waller-Bridge, racconta la vita disfunzionale e bizzarra di una giovane londinese e si aggiudica la statuetta come miglior serie comedy (soffiandola appunto a The Marvelous Mrs. Maisel). La Waller-Bridge ha vinto inoltre l’Emmy come miglior attrice protagonista in una serie comedy. Una vittoria British, essendo una produzione tutta inglese.

L’attrice non protagonista per una serie drama che è stata premiata è invece Julia Garner per la serie Netflix Ozark. Niente Emmys per le attrici di Game of Thrones nominate: Emilia Clarke, Lena Headey, Maisie Williams, Sophie Turner e Gwendoline Christie. Ozark vince anche come miglior regia di una serie drammatica (il premio è andato a Jason Bateman).

L’Emmy per la migliore attrice protagonista in una serie drammatica va invece a una sorpresa Jodie Comer per Killing Eve, che sale sul palco quasi senza parole e visibilmente emozionata — aveva delle avversarie abbastanza monumentali, tra cui Sandra Oh, sua collega e co-protagonista nella serie, in cui la Comer interpretata una killer psicopatica ossessionata dalla Oh, agente dell’MI-5 inglese (in Italia la serie, prodotta da BBC America, è reperibile su Tim Vision). Per miglior attore protagonista in una serie drammatica vince invece Billy Porter per Pose, serie del network FX ambientata alla fine degli anni ’80 e incentrata sul mondo LGBT e sulla allora nascente cultura ball. Riconoscimento importante per Porter, primo attore afroamericano e gay dichiarato a vincere un Emmy.

Ma passiamo alla serie cult per eccellenza che ha chiuso i battenti lo scorso maggio in mezzo alla tanta delusione di fans e critici: Game of Thrones. Dal 2011 la serie ha ricevuto letteralmente una caterva di statuette, ma quest’anno tutti si chiedevano come sarebbe andata. Peter Dinklage vince l’Emmy come miglior attore non protagonista in una serie drama: commosso sale sul palco ringraziando di far parte di una comunità che è «tolleranza e diversità» e ricordando i dieci anni passati a lavorare a Il Trono di Spade: «Sono stati anni di sudate e di persone speciali». Un Emmy meritato, si può dirlo, perché, che il discusso finale di GoT sia piaciuto o meno, resta il fatto che è stato proprio Peter Dinklage a reggerlo, portandolo sulle sue spalle.

Game of Thrones ha finito per essere il “vinto vincitore”, dicendoci addio per sempre portandosi a casa l’Emmy per miglior serie drammatica (vinto forse più per le intere passate stagioni piuttosto che per l’ultima).

Polemiche riguardanti l’ultima stagione a parte, è un traguardo importante per una serie che ci ha accompagnati per quasi dieci anni e ha dato vita al mondo fantasy creato da George R.R. Martin, presente anche lui sul palco al momento della premiazione assieme a tutto il cast riunito per l’ultima volta e agli immancabili D&D, David Benioff e D.B. Weiss, i più che mai grati ideatori e sceneggiatori a cui GoT ha cambiato la vita. Il trionfo di Game of Thrones segna forse un’epoca, quella della ritualità: il piccolo schermo si è sempre basato sull’appuntamento fisso settimanale, e negli ultimi anni Il Trono di Spade ha incarnato perfettamente questo prototipo televisivo. Aspettiamo tutti, con trepidante attesa, i prequels previsti: uno dovrebbe avere per protagonista Naomi Watts, l’altro dovrebbe raccontare la storia dei Targaryen.

Di questi Emmy 2019 ricorderemo le mise eleganti e semplici delle attrici più in vista, l’enorme e scintillante cappello di Billy Porter e il fatto che sembra emergere, televisivamente parlando, una nuova tendenza: vanno di più le miniserie, perché essendo composte da meno episodi, possono puntare a una qualità più alta. D’altro canto, però, il catalogo delle miniserie va aggiornato continuamente, per assicurarsi sempre un pubblico.

«È l’era di platino della televisione», ha detto il direttore della Television Academy. «Le persone oggi, quando si incontrano, si chiedono come stanno e subito dopo si informano su cosa l’altro sta guardando ultimamente. La tv è centrale nella nostra società e non è più solo intrattenimento».

Una curiosità: la celebre statuetta è fatta di metalli leggeri ed è placcata d’oro, viene consegnata sul palco ma se il vincitore/la vincitrice vuole portarsela a casa, deve pagare 400 dollari!

Di seguito la lista di tutti i nominati e i vincitori (in grassetto):

Miglior serie drammatica
Better Call Saul
Bodyguard
Game of Thrones
Killing Eve
Ozark
Pose
Succession
This Is Us

Miglior serie comedy
Barry
Fleabag
The Good Place
The Marvelous Mrs. Maisel
Russian Doll
Schitt’s Creek
Veep

Miglior miniserie o film
Chernobyl
Escape at Dannemora
Fosse/Verdon
Sharp Objects
When They See Us

Miglior attrice protagonista in una serie drammatica
Emilia Clarke, Game of Thrones
Jodie Comer, Killing Eve
Viola Davis, How to Get Away with Murder
Laura Linney, Ozark
Mandy Moore, This Is Us
Sandra Oh, Killing Eve
Robin Wright, House of Cards

Miglior attore protagonista in una serie drammatica
Jason Bateman, Ozark
Sterling K. Brown, This Is Us
Kit Harington, Game of Thrones
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Billy Porter, Pose
Milo Ventimiglia, This Is Us

Migliore attrice protagonista in una serie comedy
Christina Applegate, Dead to Me
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Natasha Lyonne, Russian Doll
Catherine O’Hara, Schitt’s Creek
Phoebe Waller-Bridge, Fleabag

Migliore attore protagonista in una serie comedy
Anthony Anderson, Black-ish
Don Cheadle, Black Monday
Ted Danson, The Good Place
Michael Douglas, The Kominsky Method
Bill Hader, Barry
Eugene Levy, Schitt’s Creek

Migliore attrice protagonista in una miniserie o in un film
Amy Adams, Sharp Objects
Patricia Arquette, Escape at Dannemora
Aunjanue Ellis, When They See Us
Joey King, The Act
Niecy Nash, When They See Us
Michelle Williams, Fosse/Verdon

Migliore attore protagonista in una miniserie o in un film
Mahershala Ali, True Detective
Benicio Del Toro, Escape at Dannemora
Hugh Grant, A Very English Scandal
Jared Harris, Chernobyl
Jharrel Jerome, When They See Us
Sam Rockwell, Fosse/Verdon

Miglior varietà talk
Daily Show With Trevor Noah
Full Frontal With Samantha Bee
Last Week Tonight With John Oliver
The Late Show With Stephen Colbert
Jimmy Kimmel Live!
The Late Late Show With James Corden

Miglior film televisivo
Bandersnatch: Black Mirror
Brexit
Deadwood: The Movie
King Lear
My Dinner with Hervé

Migliore attore non protagonista in una serie comedy
Stephen Root, Barry
Anthony Carrigan, Barry
Tony Shalhoub, The Marvelous Mrs. Maisel
Henry Winkler, Barry
Alan Arkin, The Kominsky Method
Tony Hale, Veep

Migliore attrice non protagonista in una serie comedy
Sarah Goldberg, Barry
Olivia Colman, Fleabag
Kate McKinnon, Saturday Night Live
Sian Clifford, Fleabag
Betty Gilpin, Glow
Alex Borstein, The Marvelous Mrs. Maisel
Marin Hinkle, The Marvelous Mrs. Maisel
Anna Chlumsky, Veep

Migliore attrice non protagonista in una serie drammatica
Lena Heady, Game of Thrones
Maisie Williams, Game of Thrones
Gwendoline Christie, Game of Thrones
Sophie Turner, Game of Thrones
Fiona Shaw, Killing Eve
Julia Garner, Ozark

Migliore attore non protagonista in una serie drammatica
Johnathan Banks, Better Call Saul
Giancarlo Esposito, Better Call Saul
Alfie Allen, Game of Thrones
Nikolaj Coster-Waldau, Game of Thrones
Peter Dinklage, Game of Thrones
Michael Kelly, House of Cards
Chris Sullivan, This Is Us

Migliore attrice non protagonista in una miniserie o in un film
Emily Watson, Chernobyl
Patricia Clarkson, Sharp Objects
Marsha Stephanie Blake, When They See Us
Margaret Qualley, Fosse/Verdon
Patricia Arquette, The Act
Vera Farmiga, When They See Us

Migliore attore non protagonista in una miniserie o in un film
Ben Whishaw, A Very English Scandal
Paul Dano, Escape At Dannemora
Stellan Skarsgård, Chernobyl
Michael K. Williams, When They See Us
Asante Blackk, When They See Us
John Leguizamo, When They See Us

Miglior reality show competitivo
The Amazing Race
American Ninja Warrior
Nailed It!
RuPaul’s Drag Race
Top Chef
The Voice

Miglior varietà a sketch
At Home With Amy Sedaris
Documentary Now!
Drunk History
I Love You, America With Sarah Silverman
Saturday Night Live
Who Is America?

Miglior varietà talk-show
Full Frontal With Samantha Bee
Jimmy Kimmel Live!
Last Week Tonight With John Oliver
The Daily Show With Trevor Noah
The Late Late Show With James Corden
The Late Show With Stephen Colbert

Miglior sceneggiatura di una serie drammatica
Peter Gould and Thomas Schnauz, “Winner,” Better Call Saul
Jed Mercurio, “Episode 1,” Bodyguard
David Benioff and D.B. Weiss, “The Iron Throne,” Game of Thrones
Emerald Fennell, “Nice And Neat,” Killing Eve
Jesse Armstrong, “Nobody Is Ever Missing,” Succession
Bruce Miller and Kira Snyder, “Holly,” The Handmaid’s Tale

Miglior sceneggiatura di una serie comedy
Bill Hader and Alec Berg “ronny/lily,” Barry
Phoebe Waller-Bridge, “Episode 1,” Fleabag
Maya Erskine and Anna Konkle, “Anna Ishii-Peters,” PEN15
Allison Silverman, “A Warm Body,” Russian Doll
Amy Poehler, Natasha Lyonne and Leslye Headland, “Nothing In This World Is Easy,” Russian Doll
Dylan Morgan and Josh Siegal, “Janet(s)” The Good Place
David Mandel, “Veep,” Veep

Miglior sceneggiatura di una miniserie, film o speciale drammatico
A Very English Scandal
Chernobyl
Escape At Dannemora, “Episode 6”
Escape At Dannemora, “Episode 7”
Fosse/Verdon
When They See Us

Miglior sceneggiatura di un programma varietà
Documentary Now!
Full Frontal With Samantha Bee
Last Week Tonight With John Oliver
Late Night With Seth Meyers
Saturday Night Live
The Late Show With Stephen Colbert

Miglior regia di una serie drammatica
David Benioff and D.B. Weiss, “The Iron Throne,” Game of Thrones
David Nutter, “The Last of the Starks,” Game of Thrones
Miguel Sapochnik, “The Long Night,” Game of Thrones
Lisa Brühlmann, “Desperate Times,” Killing Eve
Jason Bateman, “Reparations,” Ozark
Adam McKay, “Celebration,” Succession
Daina Reid, “Holly,” The Handmaid’s Tale

Miglior regia di una serie comedy
Alec Berg, “The Audition,” Barry
Bill Hader, “ronny/lily,” Barry
Harry Bradbeer, “Episode 1,” Fleabag
Mark Cendrowski, “The Stockholm Syndrome,” The Big Bang Theory
Amy Sherman-Palladino, “All Alone,” The Marvelous Mrs. Maisel
Daniel Palladino, “We’re Going to the Catskills!” The Marvelous Mrs. Maisel

Miglior regia di una miniserie o un film
Stephen Frears, A Very English Scandal
Johan Renck, Chernobyl
Ben Stiller, Escape at Dannemora
Jessica Yu, “Glory,” Fosse/Verdon
Thomas Kail, “Who’s Got the Pain,” Fosse/Verdon
Ava DuVernay, When They See Us

Miglior regia di un programma varietà
Alex Buono and Rhys Thomas, Documentary Now!
Derek Waters, Drunk History
Paul Pennolino, Last Week Tonight With John Oliver
Don Roy King, Saturday Night Live
Jim Hoskinson, The Late Show With Stephen Colbert
Sacha Baron Cohen, Nathan Fielder, Daniel Gray Longino and Dan Mazer, Who Is America?

Sull’Autore

Classe 1987. Sono nata e vivo a Gorizia, ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia presso l’Università degli Studi di Trieste nel 2015. Collaboro con le riviste “Charta sporca” (per la quale scrivo recensioni di film e articoli su tematiche filosofiche), “Friuli Sera” (dove analizzo opere di Street Poetry e Street Art nella rubrica “Poesia di strada”) e con “La Chiave di Sophia”. In passato ho scritto per due quotidiani locali, “Il Piccolo” e “Il Messaggero Veneto” di Gorizia. A maggio 2017 la casa editrice Historica ha pubblicato il mio racconto “Imago” nell’antologia “Racconti friulani-giuliani” e di recente è stato pubblicato un mio saggio su “Esercizi filosofici”. Le mie passioni sono la scrittura, la filosofia, il cinema, i libri e l’insegnamento.

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