L’attualità di Trono di Spade, è il momento di ascoltare Jon?

Parallelismi: che cosa insegnano le serie tv e perché si possono considerare uno specchio del nostro tempo. Forse ora è necessario ascoltare Jon Snow… ?

La storia ci insegna, sembra la frase più trita e ritrita ma proprio per questo si è arrogata il diritto di verità. Ogni momento difficile della storia, ogni crisi e periodo buio, ha avuto la sua luce nelle manifestazioni artistiche, voce di protesta, di manifesto di libertà d’espressione, di voce per illuminare la coscienza collettiva assopita. Basti pensare a quanta arte e letteratura è nata nel Medioevo.  Bocaccio ha scritto il Decameron disegnando perfettamente la crisi economica e sociale del tempo. Dante ha schematizzato e gerarchizzato un sistema di valori a cui facciamo riferimento ancora oggi. Giotto ha disegnato progetti iconografici e decorativi ispirati ai più grandi teologi conosciuti. Fino a balzare alla storia più recente, quanta letteratura è nata nei momenti più bui del Novecento? Parlo di prosa e poesia, quest’ultima spesso sottovalutata ma serbatoio di immaginari nati dal loro tempo.

Arrivando ai giorni nostri, notiamo come siano cambiate le forme artistiche, il primato spetta sicuramente all’immagine statica e in movimento. Pittori famosi hanno lasciato il posto a fotografi famosi; scrittori famosi dividono le loro fatiche con sceneggiatori altrettanto talentuosi per dare ancora più vita ai loro personaggi. E qui arriviamo al punto. Come un tempo Boccaccio e Giotto reagivano alla loro situazione storica a colpi di novelle e iconografie, così oggi la serie tv e cinema sono specchio del nostro tempo. Non si tratta solo di mero intrattenimento, ma anche di strumento di descrizione e spunto di riflessione. Perché vuoi o non vuoi sono diventati i contenuti più accessibili in assoluto. Si pensi a quante piattaforme abbiamo accesso, a quanto è grande la fetta di popolazione mondiale che può accedere a questi contenuti (legalmente e non).

Nasce, se così si può chiamare, una letteratura delle serie tv, specchio del mondo di oggi. Ad esempio, Chernobyl sensibilizza e racconta verità poco raccontate alle generazioni successive al disastro. L’adolescente o il neoadulto del 2019 (fascia dai 15 ai 35 anni) viene “educato” inconsapevolmente (positivamente) mentre si sta rilassando su Netflix. Dopo aver visto questa serie sarà certamente più informato, potrà avere lo stimolo a documentarsi ulteriormente e considererà il tema con una mente diversa e più consapevole. Non sarà la salvezza del mondo, ma potrebbe esserlo qualora la salvaguardia del mondo cadesse in mano a persone consapevoli e sensibilizzate.

Si potrebbe andare avanti all’infinito prendendo in analisi quelle serie tv e film che nascono dal loro tempo. Con Chernobyl sicuramente il salto da fiction a realtà è immediato. Tuttavia esistono altre storie che, seppur ambientate in tempi e immaginari non vicini ai nostri, sono l’esatto specchio di oggi.

Il nocciolo della questione

Ed ecco arrivare al nocciolo della questione dopo una lunga introduzione, cioè alla serie che ha spopolato, Game of Thrones – Trono di spade.

Ma perché ha spopolato? Perché racconta e spiega giochi di potere, di psicologie, di vita. Ognuno di noi si è ritrovato in un personaggio o in un’azione, si è ritrovato a riflettere sui comportamenti trasferendoli su di sé, “io avrei fatto/avrei detto…”.

Ma guardiamola più da lontano, studiamo la macro-situazione e il messaggio che ne deriva.

  1. Il Trono che comanda i Sette Regni rimane vuoto, le casate più forti si sentono in diritto di avere il comando supremo e/o un’autonomia rispetto a chi siede sul Trono. Cominciano una lotta per assumerne il comando, una lotta dettata quindi da interessi personali, ridotti a una singola casata e sudditi di essa.

2. A un certo punto si delinea la minaccia dei non morti, pronti a cancellare tutti i vivi. Focalizziamoci su questo tutti: si tratta di una situazione che supera gli interessi individuali.

Il problema tuttavia viene negato da questi tutti, tranne che dai testimoni diretti che hanno visti l’esercito dei non morti.

3. Jon Snow deve convincere “tutti” che questa minaccia supera di gran lunga la minaccia di “chi si siederà sul trono al posto mio” perché se si realizza la minaccia collettiva, la seconda esiste.

4. I negazionisti cambiano posizione all’ultimo momento e finalmente la Madre dei Draghi concede il suo esercito sconfinato, lo mette a disposizione non più di se stessa, del suo trono e dei suoi sudditi, ma del bene collettivo, del bene del mondo, dell’umanità si può dire, della vita di tutti gli uomini che popolano i Sette Regni.

Non c’è bisogno di dire come finisce la serie,

passiamo al parallelismo.

I Sette Regni non sono forse il nostro mondo (Africa, America, Asia, Europa, Oceania, Poli)?

La lotta per il Trono di Spade, non è una lotta di supremazia che si stanno facendo ora i nostri potenti? Questi non stanno forse guardando esclusivamente all’interesse del proprio orticello, senza pensare al resto dei Sette Regni, del mondo?

L’esercito dei non morti abbiamo detto essere la minaccia alla vita, la fine dell’umanità e dei Sette Regni. Qual è ora la minaccia all’umanità e al mondo intero? Non è forse un inquinamento senza criterio? Un cambiamento climatico che sta cuocendo il pianeta? Un rispetto quasi nullo per le popolazioni che vivono sotto la soglia dei diritti umani? Non è forse questa la fine del mondo, la nostra minaccia più grade? Da sempre le nazioni, gli stati, le popolazioni si sono dichiarate guerra per avere una supremazia economica, territoriale, di potere, ma è ancora il caso di negare la minaccia attuale dando priorità agli interessi individuali? L’Artico e l’Amazzonia in fiamme, gli tsunami e i terremoti non sono ancora percepiti come quel “non morto” portato ad Approdo del Re e gettato ai piedi

di Cersei Lannister?

Non è il caso di abbandonare i particolarismi interni? Di far fronte comune, guardare il mondo in macro e capire che il pianeta ci chiede aiuto? Sembra che sia ancora più importante affermare una supremazia a qualunque costo.

Non siamo forse ancora in quel punto della serie in cui Jon Snow corre come un matto per convincere  i vivi che la morte sta arrivando e nessuno lo ascolta se non tre gatti?

Non siamo forse in quel momento in cui Jon dice di abbandonare la lotta che gli uomini stanno facendo fra loro, perché se continuano non ci sarà più un trono su cui sedersi e un mondo da governare? Jon vuole convincere i potenti dei Sette Regni a smettere di farsi guerra a vicenda e a unire le loro forze per il bene comune, per la sopravvivenza del mondo e dell’umanità intera.

Non è forse quello di cui abbiamo bisogno anche noi ora? Di ascoltare chi ci dice che i non morti stanno arrivando,  far fronte comune e riordinare le priorità? Non siamo ancora arrivati alla fine del mondo, quindi perché non prevenire? Perché non perseguire i propri scopi individuali, in modo consapevole cercando di non danneggiare la casa in cui tutti viviamo e i suoi abitanti? 

Rimane forse, come ultima soluzione, far fare ai nostri potenti delle sedute collettive di Trono di spade e popcorn?

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