The Deep Listener: Tra VR e augmented architecture – Jakob Kudsk alla Serpentine Gallery

The Deep Listener è un’opera di Jakob Kudsk Steensen, aperta al pubblico il 12 luglio e attualmente in mostra alla Serpentine Gallery di Londra. Il progetto si sviluppa lungo un percorso che attraversa i Kensington Gardens, appena fuori dalla galleria. Attraverso un misto di Virtual e Augmented reality (VR e AR) Kudsk si propone di richiamare l’attenzione dei visitatori sulla realtà ecologica dei giardini attraverso uno studio della relazione tra le piante, gli uccelli, gli insetti e gli agenti inquinanti presenti nel parco, raccontando l’estinzione, la conservazione e l’evoluzione dell’ecosistema. Allo stesso tempo l’ App attraverso cui The Deep Listener è visibile (e udibile) diviene un vero e proprio archivio digitale contenente alcune delle specie attualmente presenti nel parco.

The Deep Listener è stato scelto tra più di 350 proposte per costituire il primo padiglione di augmented architecture (lett. “architettura aumentata”) della Serpentine ed è stato realizzato in collaborazione con Google Arts & Culture e Sir David Adjaye. La augmented architecure entrerà a far parte del programma estivo annuale della galleria, affiancando il padiglione di architettura che ogni anno viene progettato da un diverso architetto e costruito nel giardino per ospitare eventi e serate di scambio artistico accessibili gratuitamente al pubblico. In questo modo sarà possibile esplorare nello stesso luogo le frontiere dell’architettura e della realtà aumentata, in un insieme tra realtà fisica e sperimentazione tecnologica.

Secondo Kusdk la VR, in questo contesto, permette di investigare e conoscere il mondo attorno a noi, di creare “senza le limitazioni della realtà fisica”. Questo non significa però che dalla realtà fisica si distacchi completamente. The Deep Listener infatti vuole semplicemente essere “un modo per udire più profondamente”. Per ascoltare con più attenzione l’ambiente naturale –  e sentire il suo grido di aiuto.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Il percorso dell’opera d’arte inizia davanti a una scultura, che è anche il primo lavoro fisico di Kudsk mai esposto. Una volta di fronte al lavoro, allo spettatore viene chiesto di scaricare la App “The Deep Listener” sul proprio smartphone. A questo punto il viaggio comincia. Con un insieme di elementi audiovisivi, testi e poesia vengono illustrate cinque specie che si trovano in diversi punti all’interno del parco. Arrivati in prossimità di ogni luogo contrassegnato sulla mappa il GPS inizierà a lampeggiare. Cliccando sul luogo desiderato sarà quindi possibile esplorare ognuna delle cinque specie.  La prima si trova proprio davanti alla scultura. L’ App si pone come guida nel percorso di ascolto.

 

I file audio sono stati registrati e poi ricomposti dal sound designer Matt McCorkle, già famoso per i suoi Soudnscapes. A ogni luogo corrisponde una traccia diversa, ciascuna formata da tre “livelli” di sound registrati in loco per formare un suono completamente nuovo. In questo modo è possibile sentire – letteralmente – i proverbiali suoni della natura, normalmente inaudibili all’orecchio umano. Il sound si modifica a seconda della posizione fisica dello spettatore per un raggio di 25 metri, dando così la possibilità di interagire con e modificare l’opera attraverso il proprio movimento.

La parte visiva dell’opera, realizzata da Kudsk, segue lo stesso principio. Dopo un’attenta osservazione del paesaggio naturale, e delle cinque specie scelte, gli elementi visivi caratteristici vengono “remixati” per creare un nuovo tipo di immaginario visivo. Invece di alienarci dal paesaggio fisico naturale, però, in questo caso la tecnologia diviene un mezzo per immergerci più profondamente in esso. Gli elementi disegnati in AR compaiono sullo schermo una volta che si inquadra il luogo di una delle specie, si muovono e cambiano sia autonomamente che a seconda della posizione del visitatore creando un nuovo universo, sovrapposto a quello fisicamente esistente.

Secondo il programmatore e designer di The Deep Listener, la AR è paragonabile alla tecnologia del microscopio: entrambe permettono di vedere (o sentire) cose a cui la limitatezza del nostro corpo non ci permetterebbe altrimenti di avere accesso. Anche l’obiettivo è, secondo Kudsk, il medesimo: la conoscenza.

Prima di realizzare l’opera Kudsk ha passato mesi dedicati alla ricerca nel parco. La sua filosofia infatti comprende sempre e necessariamente una lunga e attenta osservazione, con lo scopo di interiorizzare gli elementi naturali esistenti prima di passare alla fase creativa. Per aprirsi a prospettive nuove bisogna prendersi il tempo di prestare attenzione.

Nemmeno la scelta di rendere l’opera disponibile su smartphone è casuale. Lo scopo di questa decisione è rendere una tecnologia tendenzialmente considerata di nicchia disponibile a un pubblico più vasto possibile. Senza bisogno di costosi headset o apparecchiature specifiche, chiunque abbia un telefono in tasca può usufruire gratuitamente e semplicemente di The Deep Listener – e venire in contatto con una realtà e una tecnologia nuove.

L’opera accenna anche al tema di estinzione e de-estinzione. La de-estinzione, in particolare, è un tema molto dibattuto tra gli studiosi del panorama scientifico contemporaneo, sia dal punto di vista tecnico-scientifico che da quello etico. Attraverso questa pratica è infatti possibile ricreare una specie in AR tramite la raccolta di grandi quantità di uno specifico DNA. Si può? Ma soprattutto, si dovrebbe?

Secondo Kusdk che nella sua pratica personale preferisce concentrarsi sulla creazione piuttosto che sulla ricostruzione,i tentativi di riportare in vita artificialmente specie estinte o in via di estinzione è più un sintomo della nostra epoca che una soluzione a lungo termine.

Con The Deep Listener Jakob Kudsk ci offre un punto di vista nuovo su una nuova tecnologia e un nuovo universo, non antitetico, ma sovrapposto a quello che conosciamo.

 

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