I BLANKK si raccontano: “questo è Gemini, il nostro cosmo”

Sono qua con Marco e Andrea, componenti del duo elettronico BLANKK. Bene ragazzi, raccontatemi come siete nati e cosa vi ha spinto a creare questo progetto.
Marco: Siamo nati un anno e mezzo fa nell’abitazione di via Mazzini 108 a Bologna per puro caso. Io ascoltavo le produzioni di Andrea e ho pensato potesse rivelarsi produttivo unire le forze facendo la musica che più ci connota.
Andrea: In effetti come ascolti siamo sempre stati molto vicini e questo ci ha dato anche modo di confrontarci creativamente. Da qui abbiamo deciso di formare un duo elettronico.

A proposito di questo: nell’era digitale sembra basti avere un piccolo software e il gioco è fatto, si spostano due sample e si fa una canzone. La questione è più complessa, ovviamente, ed avere una certa sensibilità nonché know-how musicali è un plus da non sottovalutare. Quali sono, dunque, i vostri background musicali ed artistici?
Marco: Diciamo che oltre a know how musicale da possedere necessariamente serve una gran preparazione, specialmente per tutto quel che riguarda il cosiddetto sound design, tema verso il quale Andrea è estremamente skillato. Oltre questo di sicuro un software performante potrebbe rendere il workflow più scorrevole, ma tutto sta nella capacità di scegliere e trovare i giusti suoni con cui creare le melodie più adatte a quel che si vuole esprimere.

La scena dei grossi nomi dell’elettronica italiana è formata principalmente dai vari Carola e artisti della techno e post-dance. Le sonorità elettroniche in salsa ibiza, per capirci. All’estero invece abbiamo David Guetta e Steve Aoki con la loro dance-house. Ma oltre questo c’è un’altra elettronica, più sofistica e “intellettuale”, per così dire. Come quella di Jon Hopkins con la sua ambient o bonobo con la sua chill-“quasi psichedelica”. Voi, immagino, vi sentiate più parte della seconda scuola, quella bonobiana, o mi sbaglio?Andrea: Qui il discorso diventa più complesso. Oggi sembra che se non inserisci elementi techno all’interno del tuo album sei fuori dal tempo e dalla creatività. Un esempio concreto sono proprio Hopkins e Bonobo che, anche avendo tirato fuori degli album fantastici, non sono riusciti però a discostarsi dalla matrice techno “modaiola”. Noi forse facciamo parte di una terza fazione, che cerca di ridurre al minimo le imposizioni “alla moda” per far spazio, invece, a sperimentazione e ricerca.
Marco: Condivido appieno quanto detto. Per quanto siano bravi gli artisti da te citati comunque non rispondono alle nostre esigenze. Pertanto il nostro obiettivo primario è quello di riuscire a generare un’elettronica “spontanea”.

“Sperimentazione” in effetti è la prima impressione che si ha ascoltandovi. Io ho avuto il piacere di ascoltare in anteprima Alhena, il vostro singolo che va ad anticipare Gemini, un vero e proprio concept album che uscirà con la Beltra Records. Mi raccontate la genesi di questo vostro primo lavoro?
Andrea: Gemini è un progetto che portiamo avanti ormai da un anno, ed è il nostro album di presentazione, la presentazione del “nostro universo” diciamo. È connessione tramite coordinate astronomiche alla costellazione Gemini. Il nostro universo composto da emozioni, speranze e sensazioni. Gemini è il luogo dove entriamo in contatto con la parte più profonda di noi. Un portale sonoro che apre la visione al nostro cosmo. Attraverso quest’album raccontiamo, con suoni ed atmosfere familiari, il malessere, la rabbia e l’insicurezza di esistere al mondo in questo periodo storico. La controparte estremamente fiduciosa e “illuminata” invece controbilancia il “buio”, rappresentando quindi il dualismo del nostro segno che ci unisce e contraddistingue. Una sorta di doppio album, insomma.
Marco: Non posso aggiungere altro, questa è l’essenza pura di Gemini.

L’elettronica è certamente un sound che si presta molto al tema “festival”. C’è qualche festival et similia particolare che vi attrae e al quale vi piacerebbe, magari, partecipare in futuro? E poi, invece, qualche festival, anche nostrano, al quale potremmo andare a vedervi live?
Andrea: Effettivamente fino ad ora abbiamo già partecipato a diversi festival musicali sparsi per l’Italia. Quelli che ci interessano di più sono sicuramente il Terraforma (Italia), l’Atonal Festival (Germania), il Lost Festival (Italia), e il Bologna Elettrica (Italia), al quale abbiamo già partecipato. A dire il vero ce ne sono così tanti che ci interessano – anche non settoriali – che è difficile ora ricordarli tutti! Io personalmente ho anche la passione per i tribal gate festival: sono un ottimo appuntamento con buona musica e cultura da tutto il mondo, immersi in splendide location naturali.
Marco: Pertanto se avessimo la possibilità di parteciparvi ne saremo certamente onorati!

Benissimo ragazzi, io vi ringrazio per la chiacchierata e vi auguro un sincero in bocca al lupo per Gemini!

Intervista a cura di Alessandro Loddo

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