Lizzie Siddal è una poetessa

Non si legge molto in giro di Lizzie Siddal, ma quando si legge di lei, le informazioni sono più o meno queste: Lizzie Siddal era una modella, anzi LA modella dei pittori preraffaelliti; da modella e musa di quello che è forse il più famoso dei Preraffaelliti, Dante Gabriel Rossetti, è poi diventata sua moglie.

In realtà c’è altro da dire su Lizzie. Non moltissimo, in effetti, perché la sua vicenda biografica prima dell’incontro coi Preraffelliti non è nota, e di quello che è successo dopo si sa lo stretto indispensabile, sia per mancanza di documenti e testimonianze, sia, forse, per mancanza di curiosità verso questa pittrice e poetessa ottocentesca che, nel suo piccolo, portò novità sia in campo pittorico che poetico.

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Lovers listening to music, Lizzie Siddal (1854)

Lizzie Siddal è di una bellezza eterea, diversa e magnetica, data forse dalla sua figura alta ed esile, forse dal suo pallore, forse dai lunghi capelli rossi.

Ogni Preraffaellita vuole che posi per una propria opera, proprio perché il suo aspetto così poco vittoriano si adatta perfettamente ad un tipo di pittura che si propone di abbandonare i dettami della Royal Academy (che si rifà alla tecnica pittorica da Raffaello in poi) e di recuperare la pittura precedente non solo nelle tecniche ma anche nell’immaginario a cui attingere: il medioevo, le dame, i cavalieri, gli amori cavallereschi e molto tormentati.

 

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Pippa passes, Lizzie Siddal (1854)

Il suo volto diventa molto popolare, il suo stile influenza un’epoca

Il suo portamento, il fatto di indossare abiti dal taglio medievaleggiante e senza corsetto (a differenza di tutte le altre donne vittoriane che senza corsetto non mettono un piede fuori di casa) fanno di Lizzie un’icona di stile.

Il suo volto è su quasi tutti i dipinti più conosciuti dell’epoca: Millais vuole lei per dipingere la sua Ophelia suicida, Dante Gabriel Rossetti ne fa la sua modella esclusiva.

 

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Beata Beatrix,  Dante Gabriel Rossetti (ca 1864-70)

 

Lizzie è molto benvoluta all’interno della cerchia dei Preraffaelliti, John Ruskin diventa per lei quasi un padre adottivo che le garantisce una piccola rendita e si preoccupa di mandarla in giro per l’Europa a curare i suoi malanni.

Lizzie e Dante Gabriel Rossetti trascorrono i giorni nello studio di lui, dove lei, all’inizio solo allieva, poi pittrice a tutti gli effetti, produce gli undici dipinti e i circa trenta disegni da noi conosciuti.

Ma la storia con Dante Gabriel Rossetti non procede: lui non si decide a sposarla – per mancanza di soldi, dice: il problema sono in realtà la salute cagionevole di Lizzie e il fatto che non è particolarmente amata dalla famiglia di Rossetti (soprattutto per le sue origini modeste).

 

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Lady Clare, Lizzie Siddal (1857)

 

I problemi di salute di Lizzie non vengono mai diagnosticati chiaramente: nel 1855 Ruskin paga personalmente il viaggio, le visite e le cure di Lizzie che si trasferisce a Parigi per un periodo ma ritorna da quel viaggio senza una diagnosi certa.

Inizia ad usare il laudano per alleviare le sue sofferenze e finisce per diventarne dipendente. La storia con Rossetti diventa ancora più sofferta e complicata, lui trova altre modelle, altre amanti, lei rimane incinta, poi partorisce il bimbo, morto.

 

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Autoritratto, John Ruskin (1861)

La vita di Lizzie Siddal finisce per una overdose di laudano. È un suicidio: Rossetti trova un biglietto d’addio accanto al corpo di lei ma si premura di distruggerlo per evitare che si sappia in giro

Tutti i tormenti e le delusioni vissute da Lizzie Siddal si riflettono anche all’interno della sua produzione poetica.

A noi sono arrivate solo una quindicina di poesie. Non sappiamo se ne abbia scritte altre soprattutto perché, a differenza dei dipinti che mostrava senza problemi ai colleghi pittori ma soprattutto ai potenziali acquirenti, le poesie le ha sempre tenute in una dimensione privata.

 

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Clerk Saunders, Lizzie Siddal (1857)

 

Quando Lizzie muore, Rossetti fa seppellire con lei i suoi componimenti, salvo poi cambiare idea, dopo tempo, e decidere di far riesumare la bara per recuperarli.

L’opinione più diffusa circa le poesie di Lizzie è che fossero esclusivamente autobiografiche e parlassero essenzialmente del suo travagliato amore per Rossetti.

Ad una più profonda lettura, tuttavia, dai componimenti di Lizzie Siddal emerge un affresco completo e doloroso della condizione femminile nella società vittoriana.

La donna era un ornamento dell’uomo, in lei lui ricercava un ideale di bellezza, purezza e perfezione che lei, per non sottrarsi al proprio ruolo sociale e di genere, doveva perseguire ad ogni costo.

 

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Regina cordium, Dante Gabriel Rossetti (1860)

 

Nelle sue poesie, Lizzie Siddal parla proprio di questo: di donne che devono, necessariamente, fronteggiare problemi e avversità causati degli obblighi sociali.

Così, per esempio, in At Last, Lizzie ci racconta di una fallen woman, una donna moralmente compromessa dall’essere rimasta incinta al di fuori del matrimonio, che scrive una lettera d’addio alla madre, pregandola di prendersi cura del figlio, prima di darsi la morte.

La dignità e la risolutezza con cui la donna protagonista di At last parla della propria decisione sono del tutto fuori dall’ordinario, così come la donna che parla in Fragment of a Ballad, abbandonata dall’amato che poi ritorna, ma lei, invece di riaccoglierlo a braccia aperte, racconta del dolore del ritrovarsi sola, del fatto di essere riuscita a viverlo da sola e di esserne, in un modo o nell’altro, uscita viva, anche senza di lui.

 

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Lizzie Siddal, primo piano a matita di Dante Gabriel Rossetti

 

Il seppur esiguo corpus della produzione di Lizzie Siddal vale davvero la pena di essere letto: alcuni dei suoi componimenti, in traduzione italiana, si possono trovare all’interno della biografia Lizzie Siddal, il volto dei Preraffaelliti a firma di Lucinda Hawksley (edito Odoya) ma la sua opera rimane di fatto non tradotta in Italia.

Un volume da poco pubblicato in Inghilterra è invece My Ladys Soul a cura di Serena Trowbridge, ricercatrice di letteratura inglese all’Università di Birmingham, che per la prima volta ha raccolto, analizzato e annotato tutti i componimenti conosciuti di Lizzie Siddal.

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