LIBERATO: “Capri Rendez-Vous”. Quando la musica diventa cinema

Dopo più di un anno di pausa dalla scena musicale – senza alcun motivo apparente – in cui tutti attendevano il suo ritorno, il giorno 9 maggio – titolo di uno dei suoi brani che l’ha reso popolare – a mezzanotte spaccate, il misterioso neo melodico artista LIBERATO ha rilasciato il suo nuovo omonimo album. Inoltre, sono apparsi su Youtube 5 singoli tratti dall’album. Da quando è sbucato sulla scena, LIBERATO ha attratto sin da subito la mia attenzione. Questo non apparire in un mondo in cui conta solo mettersi in mostra, ha affascinato me e altre persone che l’hanno portato a fare milioni di visualizzazioni ed ascolti. Certo non è il primo a mantenere l’anonimato: basti pensare ai Daft Punk e a Mezzosangue, questa tecnica di marketing sembra funzionare; è come se questo suo silenzio stampa aumenti l’hype – anche grazie a qualche suo post pubblicato di tanto in tanto – ciò dimostra che un artista con buoni contenuti non ha bisogno di una presenza massiva sui social media.

“LIBERATO”. Cover dell’album dell’omonimo artista.

Immaginate un film di Giuseppe Tornatore il cui titolo è “Capri Rendez-Vous“: l’ambientazione, i costumi, le luci, la trama, rimarcano proprio quello stile. Il tutto però è scritto e diretto da Francesco Lettieri, compiendo un lavoro magistrale, creando un connubio perfetto tra testo e racconto.

GUAGLIÒ (CAPRI RDV Ep.01)

Si intitola “GUAGLIÒ” il primo video musicale di questa mini serie.

Bye bye mon amour, on s’appelle après
Appienn t’cos, fujetenne cu me

E infatti si apre proprio così il video, con quella che sembra essere una scena tratta da “Gangster Story” che ha come protagonisti i famosi Bonnie & Clyde. Un uomo in smoking scappa da degli uomini in divisa, dirigendosi verso la spiaggia dove la aspetta la sua amante su di una barca, pronta per la fuga. Sulla spiaggia l’uomo viene raggiunto da alcuni proiettili e accasciandosi per terra indirizza il suo sguardo alla propria amata; sembra quasi di rievocare la scena di un film – diretto da Brian De Palma – che ormai è entrato a far parte della storia del cinema: “Carlito’s Way“.
La donna vedendo il suo uomo morire, scende dalla barca e lo raggiunge in preda alla disperazione e con la mente obnubilata.

Ed io ormai preso da quella trama avvincente guardavo e mi godevo il tutto chiedendomi cosa sarebbe accaduto, quando ad un certo punto la musica si ferma e si sente: “STOOP”.
Che succede? Non era quello il video? Non era quella la storia che si voleva raccontare? No.
Si ha quell’effetto che in linguistica viene definito enunciazione enunciata, mi spiego meglio.
Un video che è una scatola cinese una sorta di “film dentro al film”.  Abbiamo infatti due storie: la prima, di cui vi ho parlato sopra e la seconda che si trova sempre all’interno del video e viene evidenziata da quello “STOOP” gridato fuori dalla scena. Infatti quella che avevo visto fino a quel punto era “soltanto” una scena che si stava girando. Qui infatti si apre effettivamente la storia che ci accompagnerà per gli altri restanti 4 video.

Scena chiusa, ci prepariamo per la prossima, possiamo liberare Marì

L’attrice che interpretava l’amante in realtà si chiama Marie (interpretata da Jessica Cressy),  si toglie la parrucca e inizia un dialogo con il regista – un certo Dino – del film:

DINO: “[…] il tempo si porta via tutto Marì… […] Marì sei giovane, sei bella, sei una grande attrice… almeno tu, resta per sempre così!

MARIE: “Mi dispiace per te ma, ma un giorno sarò brutta, vecchia e rimbambita. Niente (più avanti capirete perché ho evidenziato questa parola) è eterno.

Nel frattempo un “guagliu'” (interpretato da Elvis Esposito) viene incaricato di portare l’attrice in albergo…

OI MARÌ (CAPRI RDV Ep.02)

Il secondo video è dedicato all’omonima attrice: bella, giovane e spensierata Marì, incantata ed avvolta dal mare di Capri nel 1966. La scena che viene proposta ricorda quella della pubblicità – di qualche tempo fa -di “Dolce & Gabbana, Light Blue” in cui due innamorati si trovano in mezzo al mare su di una barca bianca con i faraglioni sullo sfondo (vi lascio il link qui). La ragazza a malapena riesce a parlare con Carmine – il ragazzo incaricato di accompagnarla in hotel – poiché parla poco l’italiano essendo francese; nonostante tutto dopo aver chiesto al giovane come si chiamasse, tramite dei gesti lo supplica di avvicinarsi alla famosa “Grotta Azzurra”. Carmine controvoglia perché teme di “perdere a’ fatica” decide comunque di realizzare il suo desiderio, non contenta Marì si tuffa in acqua contravvenendo agli avvertimenti di Carmine – che le vietava di fare il bagno poiché l’acqua era gelata – e rischia di annegare. Dopo essere stata salvata dal giovane, l’attrice – vedendo Carmine asciugarsi con la canottiera che indossava prima – lo avvolge nel suo telo. Qui tra sguardi e incomprensioni i due – travolti dalla passione -si lasciano trasportare dalle onde del mare, rievocando – fra baci e risate – quell’adolescenza spensierata, godendosi ciò che il presente li offre e inconsapevoli di ciò che il futuro gli riserverà.

Sull’Autore

Appassionato di cinema, letteratura, musica e tutto ciò che è cultura. Affamato di sapere. Cerco la precisione in ogni dove, sono i dettagli che fanno la differenza. Spero di scrivere per lavoro un giorno, nel frattempo, scrivo per passione.

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