Luttazzi, dall’editto bulgaro al probabile ritorno in Rai

Daniele Luttazzi, romagnolo, classe 1961; laurea in medicina ma carriera televisiva in veste di comico satirico; voce acuta e a tratti stridula; battute caustiche e pronte a infrangere i tabù televisivi; una carriera che è passata dalla Mediaset fino ad approdare alle reti nazionali di mamma Rai,  con quel Satyricon su Rai 2 che fu l’inizio del grande successo e anche della sua “fine”.

Si, perchè se Satyriconche l’allora direttore di Rai2 Carlo Freccero (oggi direttore Rai) concesse come spazio a Luttazzi in prima serata, riusci fin da subito a ottenere grandi ascolti e polemiche per i toni estremamente pungenti dovuti dalla comicità “luttaziana”, ancor di più alimentò la sua visibilità quando ad essere intervistato fu un allora giovane Marco Travaglio in carriera, presentatosi come autore del libro L’odore dei soldi (di cui Elio Veltri fu coautore).

Il libro, estremamente interessante e critico, ricostruiva e indagava le origini e le fortune finanziarie di Silvio Berlusconi, dalle vicende ambigue della Banca Rasini fino ai contatti e ai legami con Marcello Dell’Utri e Cosa Nostra. Fatti che già così susciterebbero scandalo, ancor di più se la persona coinvolta risulta essere Silvio Berlusconi, il quale, in quel momento, era niente meno che il presidente del Consiglio. Naturale, dunque, che l’intervista fosse vista come un attacco diretto al rappresentante del Governo, operato per di più attraverso la tv nazionale.

(qui il video integrale dell’intervista)

Furono proprio queste le ragioni che spinsero Berlusconi, allora in visita in Bulgaria per ragioni politiche, a pronunciare un discorso in cui riteneva “criminoso” l’utilizzo delle reti pubbliche da parte proprio di Luttazzi, Michele Santoro e Enzo Biagi, anche questi ultimi due “rei” di attività giornalistiche televisive scomode per il governo. Fu questo il contesto che diede origine al cosiddetto, appunto, editto bulgaro.

Le sibilline affermazioni di Berlusconi, circa il fatto che sarebbe stato compito della Rai evitare il ripetersi di questi eventi, fecero il resto: Luttazzi, insieme a Santoro e Biagi, furono tagliati fuori dalle programmazioni della tv pubblica, scatenando le polemiche che avevamo preannunciato. L’editto bulgaro fu infatti visto come una grave ingerenza politica contro il diritto di satira, il libero giornalismo, una ritorsione personale operata da un’autorità politica contro un uomo, Luttazzi (insieme a lui Santoro e Biagi), la cui professione era ed è espressione della libertà di pensiero e del diritto all’informazione.

Neanche a dirlo, ciò fece il paio con le pesanti denunce di diffamazione da parte di Berlusconi, Fininvest, Forza Italia e Mediaset, per un totale di 41 miliardi di vecchie lire.

Fu una vittoria mutilata, per Luttazzi, il fatto che quelle cause furono poi perse da coloro i quali le avevano intentate. Il comico romagnolo sparì dalle televisioni, salvo alcune piccole riapparizioni. Nel 2007 gli fu concesso uno spazio a La7, in cui condusse il programma Decameron, che però verrà chiuso anche esso in seguito ad una battuta ritenuta offensiva da parte di Luttazzi verso Giuliano Ferrara, allora volto abituale della televisione.

In tutto questo, negli anni prima e in quelli a venire, Luttazzi collaborò con riviste come GQRolling Stones, aprì un suo seguitissimo blog online, scrisse pezzi teatrali e partecipò in qualità di ospite ad alcune interviste televisive, come quelle offertegli da Pippo Baudo e Enzo Biagi, che proprio nel 2007 tornò in Rai.

Un nuovo momento di punta fu, nel 2010, un suo monologo a Rai per una notte diretto da Michele Santoro (anche lui ex vittima dell’editto bulgaro), che segnò incredibili percentuali di share.

Insomma, fin qua l’affaire Luttazzi viene ricordato tutt’oggi come una delle vicende più clamorose e polemizzanti della storia della tv italiana: l’ingerenza di Berlusconi fu una mossa molto poco gradita dall’opinione pubblica, specie da quella all’opposizione, non fosse altro che colpì anche uno dei giornalisti più celebri della nostra nazione, Enzo Biagi, che ebbe appena il tempo di godersi gli onori di essere tornato in Rai nel 2007, essendo venuto a mancare il 6 novembre dello stesso anno.

E veniamo a noi: è notizia fresca dalle agenzie di stampa, invece, quella che vede Luttazzi varcare l’ingresso di Viale Mazzini per un colloquio con Carlo Freccero. In ballo ci sarebbe il suo ritorno in Rai dopo più di 15 anni, con un nuovo programma che andrebbe in onda in seconda serata a partire da ottobre 2019. L’unico onere è quello economico: Freccero avrebbe dato carta bianca al comico, ma rimangono da chiarire le solite, annose, “questioni di soldi”, in quanto il contratto, i compensi e il costo dell’eventuale programma non sono ancora stati chiariti.

Questo rappresenta comunque un ulteriore passo in più: Freccero aveva infatti annunciato che avrebbe voluto riportare Luttazzi in televisione. Ai tempi di Satyricon, fu proprio l’attuale direttore della Rai a volerlo come conduttore del secondo canale.

Nel frattempo Luttazzi, qualora il progetto vada in porto, potrebbe dire di essersi preso una nuova rivincita su una vicenda che nessun giornalista e/o comico satirico vorrebbe mai vivere: quella di vedersi negato il lavoro, proprio per aver svolto il proprio lavoro.

 

Sull’Autore

Trapanese d'origine, studio all'Università di Bologna dal 2014. Laureato in Lettere Moderne, attualmente studio Scienze Storiche. Da appassionato di storia e fatti relativi a mafia e criminalità organizzata, ve ne racconterò nei miei articoli, oltre a tutto il resto di cui mi interesso nel tempo libero.

Articoli Collegati