Il controllo sul web e la censura: dobbiamo davvero preoccuparci?

Fake new, leggi sul copyright, leak di dati: che cos’è tutto questo e internet è davvero sicuro? Domande, risposte e alcuni trucchi per proteggerci online.

Il problema della sicurezza e del controllo online è diventato all’ordine del giorno dopo le pubblicazioni dell’ex tecnico della CIA, Edward Snowden, e di tutte le rivelazioni di WikiLeaks. Dopodiché ci sono state le falle ai sistemi informatici, le leggi sulla privacy online, i Cambridge Analytica, le interferenze di hacker russi e cinesi, la direttiva europea sul copyright e, da qualche anno, il problema delle fake news.

Tutto questo ha destabilizzato l’opinione delle persone sulla sicurezza informatica e su che cos’è davvero il web. Molti pensano che siamo tutti sotto controllo, altri credono sia solo una montatura, c’è chi è spaventato e rifiuta l’utilizzo della tecnologia e chi ormai crede che questa sia la via del futuro e ci si butta a capofitto in tutto ciò che è innovazione e tecnologia.

Esistono compromessi ed esistono delle soluzioni al problema del controllo e della censura web. Per prima cosa la nuova normativa sul copyright europea, perché è così contestata? Ed è davvero censura?

Questa normativa (che sarà poi votata da ogni singolo stato facente parte dell’unione Europea) è volta a proteggere il diritto d’autore e in qualche modo anche a fermare la proliferazione di notizie false e non fondate. Purtroppo sembra che faccia solo il gioco delle grandi aziende a discapito dei blogger più piccoli o di chi condivide i propri contenuti online senza nessuna intenzione negativa. Dunque in un certo senso si può parlare di censura preventiva, a discapito appunto sei siti web minori e dei semplici cittadini (pensiamo solo chi carica video su YouTube). Si tratta però della prima normativa istituita per contrastarla diffusione delle fake news, e dunque non sarà perfetta, ma la disinformazione è una piaga dei nostri tempi che va combattuta.

È vero che attraverso il web le grandi aziende e le istituzioni sfruttano e vendono i nostri dati personali? Sì, è vero, ma noi accettiamo questo. Ogni volta che diamo il consenso ai dati personali senza leggere le clausole, ogni volta che spuntiamo caselle per utilizzare il servizio, permettiamo alle aziende di raccogliere e utilizzare i nostri dati. Molte volte non possiamo farne aa meno, se vogliamo utilizzare un servizio dobbiamo sottostare alle regole imposte dalla compagnia. Altre volte basterebbe usare qualche accortezza in più e si potrebbe evitare di lasciare i propri dati ovunque nel web. Esistono poi alcuni trucchi e strumenti che aiutano gli utenti a proteggere la propria privacy e la propria identità. Non serve essere hacker o informatici per utilizzare il più semplice di questi sistemi, una connessione VPN. Ovvero una connessione ultra sicura che crea un tunnel privato ed inganna l’indirizzo IP, ovvero quel meccanismo che individua la nostra localizzazione. Inoltre protegge la nostra privacy da attacchi informatici e da leak di dati. Altri sistemi per sfidare il controllo su internet sono l’utilizzo dei server proxy, di tunnel SSH o cambi di DNS. Sono tutti sistemi per cui basta seguire qualche tutorial o guida online e il gioco è fatto!

Serve davvero tutto questo anche da noi? Sicuramente la censura e il controllo del web è più forte in paesi in cui vigono dei regimi autoritari, ma se vogliamo garantirci un futuro con un’etica online e una privacy dei nostri dati personali è meglio iniziare ad agire subito e prendere le dovute precauzioni. Allo stesso modo è necessario un intervento per porre fine ai comportamenti maleducati sul web (soprattutto sui social) e alle diffusione di falsità: insomma, è giunto il momento di conoscere tutti gli strumenti a nostra disposizione ed educarci alla vita digitale.

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