Il fastidioso moralismo di Alessandra Mussolini

Alessandra Mussolini è sempre stata nota per le sue uscite non proprio di classe, ma analizzando la sua storia politica è importante comprendere perché il suo ultimo tweet sia stato così grave.

In questi giorni ha provocato molto scalpore un tweet dell’Eurodeputata Alessandra Mussolini in cui avvisava a tutti i “naviganti” della rete che avrebbe avviato una campagna di monitoraggio e denuncia alla Polizia Postale verso quelli che offendono con immagini o frasi la memoria di Benito Mussolini.  Il tweet ha indubbiamente innalzato un polverone di ilarità, ma oggi vi spiego perché secondo me c’è poco da ridere sebbene si tratti, apparentemente, di un semplice messaggio su un social network.

Per chi non lo sapesse Alessandra Mussolini è la nipote proprio di Benito Mussolini, figlia del suo quartogenito Romano. Dopo aver conseguito una laurea in Medicina e chirurgia decise di intraprendere la carriera politica e nel 1992 divenne deputata della Camera nel collegio elettorale di Napoli 1 con l’allora Movimento Sociale Italiano (MSI). Il Movimento Sociale Italiano o meglio conosciuto come MSI-DN (DN sta per Destra Nazionale) era un partito fondato nel 1946 da reduci della Repubblica Sociale Italiana, ovvero l’ex Repubblica di Salò. Tra i nomi più celebri vi erano Giorgio Almirante, Pino Romualdi ed ex esponenti del regime fascista, come Arturo Michelini e Biagio Pace. Insomma, si trattava proprio di un partito di  estrema destra con uno sguardo molto benevolo verso quello che fu il fascismo. Quando nel 1995 il MSI si sciolse, la Mussolini seguì la maggioranza unendosi alla neonata Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini, uno degli storici pupilli di Silvio Berlusconi nonché suo alleato politico. Anche qui, però, Alessandra ebbe dei problemi legati alla sua indissolubile ideologia di antica memoria e quando Fini, recatosi in Israele, si permise di affermare, in riferimento ai drammi dell’Olocausto, che il fascismo «è stato parte del male assoluto del XX secolo», scusandosi nel contempo con il governo israeliano per le leggi razziali del 1938, la Mussolini appena tre giorni dopo decise di abbandonare il partito aderendo al Gruppo Misto. Insomma, anche lo stesso Gianfranco Fini era troppo democratico per i suoi gusti e il Gruppo Misto le stava stretto, quindi poco dopo, insieme a Luca Romagnoli, Adriano Tilgher e Roberto Fiore fondarono un nuovo partito di destra, Libertà di Azione (in seguito noto come Azione Sociale), che confluì con altri movimenti di estrema destra nel gruppo elettorale Alternativa Sociale. Fermiamo un attimo il racconto politico della protagonista Alessandra e soffermiamoci su Adriano Tilgher per poter comprendere meglio in cosa consisteva questo partito.

Tilgher, agli inizi, fu un militante del Fronte universitario d’azione nazionale (FUAN), un movimento politico universitario fondato a Roma nel 1950 e sciolto nel 1996 che rappresentava le file giovanili del Movimento Sociale Italiano. Fu uno dei militanti più di spicco che il 16 aprile 1968 si recò in viaggio in Grecia insieme ad altri militanti di Avanguardia Nazionale e del FUAN-Caravella in occasione dell’anniversario della presa del potere di colonnelli. La dittatura dei colonnelli è il nome che viene usato per indicare il periodo compreso tra il 21 aprile 1967 e il 24 luglio 1974, quando la Grecia venne governata da una serie di governi militari anticomunisti saliti al potere con un colpo di Stato guidato dai colonnelli Geōrgios Papadopoulos, Nikolaos Makarezos e Ioannis Ladas che avviarono una forma di governo simil-fascista. Nel 1976 Tilgher venne condannato insieme ad altri trentuno militanti di Avanguardia Nazionale per aver ricostituito il disciolto partito fascista. Negli anni successivi, nonostante vari problemi legali, continua comunque la sua carriera da militante e politico fino a giungere ad Alessandra Mussolini.

A questo punto Alternativa Sociale decise di partecipare alle elezioni europee del 2004 in cui Alessandra Mussolini divenne Eurodeputata e confluì all’interno del Gruppo Identità, Tradizione, Sovranità tendenzialmente di estrema destra con un programma abbastanza esplicito: contrari all’immigrazione, alla Costituzione Europea, all’adesione della Turchia all’Unione europea. In particolare, il gruppo si ispirava al riconoscimento degli interessi nazionali, della sovranità, delle identità e delle differenze; propugnava la conservazione dei valori cristiani, dell’eredità, della cultura e delle tradizioni della civiltà europea. Promuoveva la famiglia tradizionale come elemento naturale della società. Difendeva lo stato di diritto e le libertà individuali. Si opponeva a un’idea di Europa unitaria e a un “super-stato” europeo.

Insomma il passato e il presente politico di Alessandra Mussolini è abbastanza chiaro, le sue esternazioni anche. Il 9 marzo 2006, ad esempio, la Mussolini fu protagonista di una controversia a Porta a Porta. Nel corso della discussione, dopo essere stata accusata da Antonio Di Pietro di essere fascista, la Mussolini rispose: “E me ne vanto”. Quindi o per senso di appartenenza verso la famiglia o per ideologie personali, Alessandra Mussolini è fascista. Oltre a questo, è anche colei che si è permessa di affermare “Si veste da donna e crede di poter dire tutto quello che vuole… meglio fascista che frocio” nei confronti di Vladimir Luxuria“Lei è comunista, brutta comunista” nei confronti dell’allora Ministro per le pari opportunità Katia Bellillo“Il diavolo veste Prodi” nei confronti dell’allora candidato a Presidente della Repubblica Romano Prodi e dita medie a chiunque le capitasse a tiro. Insomma, la Mussolini è una persona che finora le cose non le ha mandate certamente a dire, mai. Nemmeno quando è palesemente in torto.

Poche ore dopo il suo controverso tweet si è lasciata andare ad un altro tweet in cui promuoveva l’anniversario della Marcia su Roma con un inusuale evento quale la visita alla cripta della famiglia Mussolini.

La Marcia su Roma rappresenta una delle pagine più nere della storia italiana. Fu una manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF), guidato da Benito Mussolini, il cui successo ebbe come conseguenza l’ascesa al potere del partito stesso in Italia. Il 28 ottobre 1922, circa 25.000 camicie nere si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d’Italia minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. Il successo di tale manifestazione viene chiamata dai sostenitori “rivoluzione fascista”. C’è poco da celebrare e festeggiare visto cosa accadde da quel momento in poi.

Un’ulteriore conferma della sua ideologia arriva dai poco innocenti “like” posti dall’Eurodeputata agli altrettanto poco innocenti commenti di alcuni utenti sotto il suo tweet iniziale. ”Facebook è di Zuckerberg, che è ebreo. Non è un caso che applichino il politicamente corretto imposto dai media ebraici” ed ecco il “like”. ”Gli antifascisti sono tutti sorosiani, e con questo ho detto tutto” ed ecco un altro bel “like”.

Promuovere le ideologie fasciste e difenderle è il vero insulto. Un insulto a tutti i milioni di morti che venivano legittimati dall’allora Generale Mario Roatta con frasi del tipo “si sappia bene che eccessi di reazione, compiuti in buona fede, non verranno mai perseguiti.” È indubbio che un familiare cerca di difendere sempre i propri cari, ma non quando essi sono dei criminali e certamente non si può pretendere del moralismo e della giustizia quando sono aspetti che non sono mai stati rispettati da chi si cerca di difendere. Alessandra Mussolini sa perfettamente quanti sono stati i famigliari defunti per mano del nonno e del suo folle regime, ma la cecità ideologica non le permette di andare oltre il proprio orgoglio. Allora cerco di rinfrescarle la memoria:

  • 42 fucilati nel ventennio su sentenza del Tribunale Speciale.
  • Coloro che subirono 28.000 anni di carcere e confino politico.
  • Gli 80.000 libici sradicati dal Gebel con le loro famiglie e condannati a morire di stenti nelle zone desertiche della Cirenaica dal generale Graziani.
  • 700.000 abissini barbaramente uccisi nel corso della impresa Etiopica e nelle successive “operazioni di polizia”.
  • I combattenti antifascisti caduti nella guerra di Spagna.
  • 350.000 militari e ufficiali italiani caduti o dispersi nella Seconda Guerra mondiale.
  • I combattenti degli eserciti avversari ed i civili che soffrirono e morirono per le aggressioni fasciste.
  • 45.000 deportati politici e razziali nei campi di sterminio, 15.000 dei quali non fecero più ritorno.
  • 640.000 internati militari nei lager tedeschi di cui 40.000 deceduti ed i 600.000 e più prigionieri di guerra italiani che languirono per anni rinchiusi tra i reticolati, in tutte le parti del mondo.
  • 110.000 caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all’estero.
  • Le migliaia di civili sepolti vivi tra le macerie dei bombardamenti delle città.
  • Tutti quei giovani che, o perché privi di alternative, o perché ingannati da falsi ideali, senza commettere alcun crimine, traditi dai camerati tedeschi e dai capi fascisti, caddero combattendo dall’altra parte della barricata.

Quindi, signora Alessandra Mussolini, prima di chiedere, anche legittima, correttezza verso la memoria del suo defunto nonno, chieda scusa in nome della sua famiglia a tutte le famiglie che vivono da anni il dramma della scomparsa di un proprio caro innocente. La smetta con queste inutili celebrazioni e rievocazioni che sono la vera offesa alla memoria. Stiamo vivendo un periodo storico alquanto buio e anche un apparente semplice tweet non può essere accettato o giustificato. Il fascismo, sia dal punto di vista legale che dal punto di vista, non merita alcun rispetto.

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