Chat yourself: tecnologia a sostegno dei malati di Alzheimer

Con l’invecchiamento della popolazione, malattie quali Alzheimer e in generale le demenze  sono diventate patologie rilevanti per la salute pubblica, soprattutto perché l’impatto del fenomeno si preannuncia di dimensioni allarmanti. A supporto di questa lotta arriva anche la tecnologia digitale con Chat yourself.

Alzheimer: statistiche e previsioni

L’Italia è uno dei paesi europei dove il tasso di anzianità è più alto, di conseguenza anche malattie degenerative come la demenza sono in forte aumento.

Tra le cause maggiori della demenza c’è il morbo di Alzheimer per il quale, nonostante i grandi passi avanti della scienza, non è ancora stata trovata una cura definitiva che riesca a fermare la malattia.

Quello che intimorisce sono i dati che già nel 2015 risultavano allarmanti: 46 milioni le persone in tutto il mondo affette da demenza, dato destinato ad aumentare a 131,5 milioni al 2050 secondo il World Alzheimer Report 2015: The Global Impact of Dementia.

chatbot

Chat yourself: una memoria di riserva

Chat yourself altro non è che un’Applicazione ‘Smart’ messa a punto dall’agenzia Young & Rubicam con il patrocinio di Italia Longeva e la collaborazione di Facebook. Essa si avvale di un software, basato sull’intelligenza artificiale, un chat bot in grado di simulare una conversazione di una chat.

Con l’intento di contenere il danno provocato dalla malattia Chat yourself grazie ad una chat con sé stesso aiuta il malato a ricordare.

Con questo chatbot ricordarsi la strada di casa non sarà più un problema, così come tante altre informazioni:  cosa ci piace mangiare, a cosa siamo allergici, chi sono i componenti della famiglia… sarà un assistente virtuale ad aiutarlo nelle semplici azioni quotidiane.

Come si utilizza chat yourself?

È disponibile gratuitamente sia in italiano che in inglese su Facebook , per iscriversi basta inviare un messaggio alla pagina. Per quanto riguarda i dispositivi smartphone basta scaricare l’App Messenger disponibile sia per sistema Android che per iOS.

Prima di poter funzionare al 100% il programma richiede di rispondere ad una serie di domande di natura personale (una cinquantina circa) per le quali sarà necessario l’aiuto di un familiare.

Come giustamente ricorda Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva:

Questo progetto non sconfigge l’Alzheimer ma va nella giusta direzione, offrendo ai malati un nuovo modo di vivere la malattia, uno strumento utile ad affrontare le prime fasi dopo la diagnosi

Sicuramente Chat yourself permetterà una maggiore indipendenza ai malati di Alzheimer ma soprattutto darà un grosso aiuto a tutti coloro che li accudiscono e che hanno a che fare con essi.

Per saperne di più guarda il video su Youtube.

Sull’Autore

Articoli Collegati