Progettazione delle interfacce: una questione di usabilità

Quante volte ci è capitato di non capire come utilizzare un determinato software? Quante volte non ci è stato chiaro come compiere una determinata azione su un sito o non comprendere appieno la funzionalità di un’applicazione?

Se abbiamo avuto delle titubanze la colpa va attribuita alla cattiva progettazione delle interfacce. “Complicare è facile, semplificare è difficile […] tutti sono bravi a complicare. Pochi sono capaci di semplificare”

Al Web Marketing Festival 2018 si è parlato anche di questo, grazie alla speaker Paola Bisogno con il suo intervento Falla facile! Consistenza e riconoscimento per progettare interfacce belle e comprensibili, concentrandosi nello specifico su due delle caratteristiche principali sul quale rivolgere maggior attenzione durante la progettazione delle interfacce: Consistenza e Riconoscimento, che sono due delle dieci euristiche di Nielsen (solitamente utilizzate per i test sull’usabilità).

immagine esempio di un'interfaccia

Non far arrabbiare l’utente! Alcune regole per la progettazione delle interfacce

Quando l’utente prova fastidio? Semplice, quando deve riflettere troppo, quando deve imparare, quando si sente confuso.

Vista, tatto e udito sono tre organi di senso mediante il quale interagiamo con un dispositivo elettronico e nello specifico con la sua interfaccia; questo significa che nella progettazione delle interfacce bisogna tener conto della fruibilità dell’utente attraverso i canali: visivo, uditivo e tattile.

Le interfacce devono essere a misura d’uomo, capaci sì di comunicare, ma anche di mitigare eventuali errori dell’utente come disse Cliford Nass nella tramissione radio Quirks and Quarks del 23 Gennaio 1994 “prima siamo esseri umani, poi principianti o esperti”; in altre parole l’interfaccia deve essere sensibile alle necessità degli esseri umani e rispettosa delle loro fragilità.

Tenendo conto del fatto che il nostro modo di interagire con le macchine è diviso in due modalità: conscia e inconscia che mettiamo in atto rispettivamente quando siamo di fronte ad una novità e quando invece compiamo azioni di routine, un altro elemento rilevante nella progettazione dell’interfacce è l’intuito.

Le interfacce intuitive sono più facili da utilizzare poiché sfruttano le conoscenze dell’utente e per questo sono preferibili.

La User Experience e il test di usabilità

User Experience (UX) e usabilità vengono spesso confuse.
La UX o anche detta esperienza utente è ciò che l’utente prova quando si relaziona con un prodotto, servizio e/o brand, è la progettazione dell’esperienza dell’utente la quale deve essere semplice e ottimale.

L’usabilità invece è una parte della UX, è il grado di efficacia, efficienza e soddisfazione con cui l’uomo interagisce con la macchina.

Come viene valutata l’interfaccia in termini di l’usabilità? Tramite la valutazione euristica. Viene eseguito un check-up dell’interfaccia mettendosi nei panni di un utente qualsiasi.

Esistono delle linee guida a cui far riferimento per poter svolgere correttamente questo controllo: Le euristiche di Nielsen.

Le dieci euristiche di Nielsen (qui in versione originale) sull’usabilità delle interfacce, derivano dall’applicazione di tecniche di analisi fattoriale su 249 problemi di usabilità.

Esse sono:
1 – Visibilità dello stato del sistema
2 – Corrispondenza tra sistema e mondo reale
3 – Controllo e libertà
4 – Consistenza e standard
5 – Prevenzione dell’errore
6 – Riconoscimento anziché ricordo
7 – Flessibilità d’uso
8 – Disegn e estetica minimalista
9 – Aiuto all’utente
10- Documentazione

In questo link descrizione e approfondimento delle euristiche

 

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