Aquarius supera la Sardegna mentre Macron e Conte voltano pagina

Ha superato la Sardegna, usandola come scudo e adesso si trova in mare aperto. L’Aquarius cambia rotta per evitare il maltempo. Il suo viaggio verso Valencia somiglia molto più a un’odissea (qualcuno direbbe che è una pacchia), l’arrivo è previsto per domenica mattina.

Ma vengono fuori dettagli sul naufragio. Durante il salvataggio del 12 giugno, a 20 miglia dalle coste della Libia, nessuno ha mai recuperato quei 12 migranti annegati quando il gommone si è capovolto. Mentre la Trenton, la nave della marina militare americana, fino a ieri sera non aveva ancora ricevuto il permesso di attraccare. “Aspettavamo istruzioni” è stata la spiegazione ufficiale. Fino a tarda notte il caso non si è sbloccato e la Trenton è rimasta ferma davanti alla costa siciliana.

“Spero sia accolta in modo trionfale a Valencia”
“Sono attrezzati per il maltempo, l’Aquarius arriverà in Spagna – ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini – mi sembra che una nave che porta a bordo sistematicamente 600 persone sia attrezzata”. “Se avessero problemi con un quinto delle persone che di solito prendono a bordo vuol dire che loro hanno problemi” ha aggiunto escludendo qualsiasi variazione rispetto ai programmi iniziali e polemizzando con chi in queste ore lo attacca. “Spero sia accolta in modo trionfale a Valencia e che non sarà l’unica nave accolta – continua Salvini – non vogliamo lasciare, non lasceremo che siano associazioni private, coi soldi di organizzazioni straniere, a gestire l’immigrazione e l’ordine pubblico in Italia, ma lo farà lo stato italiano”.

“Onde alte 3 metri”
In cinque giorni, da quando è iniziato il caso Aquarius il 10 giugno scorso, c’è stato solo un cambio di rotta per il meteo sfavorevole. Solo questo è cambiato, tranne le condizioni delle persone a bordo che sono peggiorate. Che non sia un viaggio proprio agevole lo testimoniano quelli che sono a bordo. Sos Méditerranée parla di persone “esauste, scioccate e con il mal di mare”. “Stiamo viaggiando con un vento a 35 nodi e onde alte 3 metri – ha raccontato Alessandro Posso – In queste condizioni diventa difficile anche stare in piedi e per questo abbiamo messo delle funi come corrimano, in modo che i migranti non rischino di finire in acqua”. “Ci restano ancora due giorni per Valencia – dice ancora Porro – e quello che all’inizio era un normale soccorso di migranti, se si può dire normale, sta diventando un vero viaggio della speranza”.

12 corpi galleggiano
Altri 40 migranti sono in attesa di sbarco e si trovano a bordo della nave militare americana Uss Trenton, che li ha soccorsi martedì scorso al largo della Libia, lì dove il gommone su cui viaggiavano si è capovolto. Le prime informazioni, diffuse dalla Ong Sea Watch, la cui nave era intervenuta sul posto, parlavano di 41 naufraghi salvati e di 12 cadaveri “in corso di recupero” da parte della nave Usa. Quei corpi però non sono mai stati recuperati. Continuano a galleggiare oppure sono già sul fondo del Mediterraneo insieme a tanti altri.

La bilaterale e hotspot nei Paesi di origine
Dopo la vicenda della chiusura dei porti italiani all’Aquarius, il premier italiano Conte arriva dal collega francese per chiedere “una maggiore collaborazione e solidarietà a livello europeo”. L’istituzione di hotspot nei Paesi africani d’origine – non solo la Libia ma ma anche quelli sahariani come il Niger – per chiudere la rotta verso il Mediterraneo tutelando, al tempo stesso, le vite dei migranti. Con questa proposta il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende da fonti del governo, giunge all’Eliseo per il pranzo con il presidente Emmanuel Macron. La proposta, spiegano le stesse fonti, è pensata per un’attuazione nel breve periodo in vista di una riforma che l’Italia vuole radicale, del regolamento di Dublino.

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