Italiani terzi in Europa per consumo di cannabis. “Disponibilità di stupefacenti elevata”

Gli italiani sono al terzo posto in Europa per il consumo di cannabis e quarti per l’uso di cocaina. Questi sono i dati che emergono dal rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Nell’ultimo anno il consumo di cocaina ed eroina sono rimasti stabili nel complesso, ma con alcuni segnali di aumento. Il dato allarmante è l’aumento dei decessi per overdose, soprattutto nel Regno Unito.

Segnali di aumento
Il dato di partenza del report è che in generale oggi, in termini storici, non solo il problema della droga in Europa sembra attraversare una fase particolarmente dinamica, ma a livello generale i dati suggeriscono anche una disponibilità di stupefacenti elevata, in alcune aree persino in aumento
. “Quest’anno, per un’ampia gamma di sostanze, stiamo assistendo ad alcuni preoccupanti segnali di aumento dei livelli di produzione di droga in Europa, più vicina ai mercati di consumo – come spiega il dossier – soprattutto l’aumento di cocaina nell’America meridionale sta avendo un impatto sul mercato europeo, aumentando sia il rischio di problemi di salute per i consumatori sia sfide più complesse per le forze dell’ordine, in quanto i trafficanti modificano e cambiano le rotte di approvvigionamento”.

Per quanto riguarda alcuni stimolanti sintetici come l’MDMA, l’Europa costituisce un importante produttore. Nel caso della cannabis, la produzione europea ha, in certa misura, rimpiazzato l’importazione. Una conseguenza di tale situazione è la crescente potenza della resina di cannabis che ora viene importata illecitamente in Europa. Per quanto riguarda cocaina ed eroina, la produzione rimane concentrata nei paesi rispettivamente dell’America latina e dell’Asia (mentre i prezzi della cocaina sono rimasti stabili, la purezza della droga è attualmente al livello più elevato da oltre un decennio in Europa).

I dati globali indicano che la produzione è in aumento per entrambe le sostanze. Nel caso dell’eroina  il consumo rimane stabile con tassi di iniziazione all’uso, apparentemente bassi. Per la cocaina, al contrario, numerosi indicatori attualmente tendono al rialzo. In Europa, si continuano a osservare la lavorazione secondaria e l’estrazione di cocaina dai “materiali di trasporto” nonché l’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti nascosti nei container marittimi. In diversi paesi europei, sono stati scoperti e smantellati laboratori che convertono la morfina in eroina.

Le vendite su Internet
Si stima che i fornitori dell’UE siano responsabili di quasi la metà delle vendite di droga nella “darknet” (rete oscura) effettuate tra il 2011 e il 2015. Le vendite on-line sono attualmente ridotte rispetto al mercato delle sostanze illecite nel suo complesso, ma sembrano in crescita. Per le nuove sostanze psicoattive e l’abuso di medicinali, i social media e il web di superficie possono essere ugualmente importanti.

Cannabis
Resta la sostanza stupefacente più diffusa e consumata in Europa. Nell’ultimo anno infatti ne hanno fatto uso 24 milioni di adulti, con il 20,7% di giovani in Italia tra i 15 e i 34 anni, diventando il terzo consumatore d’Europa (33,1%). Queste percentuali sono superate solamente dalla Francia (41,4%) e dalla Danimarca prima nell’Unione con il 38,4%.

Cocaina
La “polvere bianca” è invece stata consumata da 3,5 milioni di europei lo scorso anno. L’uso è molto frequente soprattutto tra i giovani britannici (4%), danesi (3,9%) e olandesi (3,7%). Nel nostro Paese solo 1,9% dei giovani ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ma se si guarda al tasso nell’intero arco della vita si sale al 6,8%. Questo è il quarto dato più elevato dopo il Regno Unito (9,7%), Spagna (9,1%) e Irlanda (7,1%).

Ecstasy
Nell’ultimo anno è stata assunta da 2,6 milioni di persone; in Italia il fenomeno riguarda il 2,8% della popolazione, un dato molto basso se si considerano invece il 9,2% di Irlanda e Olanda e il 9% del Regno Unito. La produzione di ecstasy in Europa è concentrata soprattutto nei Paesi Bassi e in Belgio, con 11 laboratori smantellati nel 2016, più del doppio del 2015. Inoltre questa sostanza viene esportata in altre parti del mondo: la polizia australiana ha denunciato il più elevato quantitativo di ecstasy sequestrata nel 2016 (1,2 tonnellate) proveniente dall’Europa.

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