OZ Bologna: a rischio chiusura l’urban center più grande in Europa

Sono qua con Calogero “Lillo” Passarello, presidente di Oz Bologna. Ciao Lillo, presentati e raccontaci innanzitutto cos’è Oz.
Ciao, come hai detto tu sono Lillo, presidente di Eden a.s.d. e Oz Bologna.  Oz è un centro sportivo e culturale nato da una rigenerazione urbana iniziata nel 2012 che racchiude, ora, 31 diverse attività, associazioni, collettivi e singoli soci organizzatori. L’anno scorso abbiamo avuto il piacere di ospitare circa 6000 soci.

Oz è l’urban center più grande in Italia e uno tra i più grandi in Europa. Un vero vanto per la città di Bologna nonché per l’Italia, una struttura ed una realtà con un valore socio-culturale molto alto. Oz però rischia però di chiudere, ci puoi raccontare il perché?
Sì, all’interno di Oz è cresciuto l’Eden Park, che vanta 7500 mq di area sportiva underground e circense da primato. Abbiamo uno tra i più grandi parkour park del mondo, la prima pista di droni, il primo pumptrack di bike indoor in Italia, uno tra i più grandi skatepark indoor d’Italia e non solo. Abbiamo il primo museo del flipper d’Italia, una camera oscura, una yurta maktub e molto altro che completa il tutto in un binomio di “sport e cultura” invidiato ovunque. Il motivo per cui Oz rischia di chiudere è imbarazzante, probabilmente fare tutto da soli senza urlare aiuto di continuo non sempre paga. La struttura è stata messa all’asta e l’Unipol ha deciso di comprarla. In tutto ciò nessuno voleva che ce ne andassimo dalla zona, data l’estrema importanza del nostro presidio, e si sono adagiati sulle speranze di un’azienda che secondo tutti non aveva fretta di capitalizzare. Ingenui!

Avete fatto un lavoro di riqualificazione urbana da dieci e lode, senza dubbio. Riguardo allo sgombero come avete reagito? Avete provato a mediare con Unipol? Le istituzioni di Bologna vi sono venute incontro per salvaguardare la vostra realtà?
All’inizio ci sono stati dei tavoli di trattativa ai “piani alti”. Il Comune e Unipol discutevano di quello che sarebbe stato di noi… senza noi! Il risultato è stato un “fuori di lì subito!” da parte di Unipol e un “ora che facciamo?” da parte del Comune. E noi ci siamo incazzati, si può dire? Scatenando così il putiferio mediatico e la manifestazione/performance sotto l’Unipol.

oz bologna urban center sitin unipol

Il sit-in/performance di questo 21 maggio, a supporto di Oz, fuori dalla sede Unipol

“Incazzarsi” credo sia più che lecito. Quali sono le prospettive per il futuro imminente? Avete uno spazio potenzialmente utilizzabile in cui trasferirvi o vi hanno tolto, letteralmente, la terra da sotto i piedi?
In questo momento stiamo osservando un assessore che ha preso piacevolmente le nostre parti immolandosi all’identificazione nel giorno dello sgombero, insieme a tutti i gruppi consiliari favorevoli al nostro operato (mai visti tutti d’accordo in consiglio comunale prima d’ora), che però non hanno ancora comunicato una data d’udienza per analizzare e risolvere la situazione. Poi stiamo osservando Unipol immersa nei propri investimenti e profitti, che pensa a farsi pagare le assicurazioni al fine di investire e mettere a reddito senza uno sguardo umano al sociale. Uno sguardo umano fuori dalla finestra del proprio ufficio. Allora il culturability è solo un’abile facciata?

Caro Lillo, io e la Redazione di Mangiatori di Cervello non possiamo che augurarvi che tutto vada per il meglio ed Oz continui a vivere e a portare il suo grande valore aggiunto alla città di Bologna. Ti ringrazio per la chiacchierata e invito tutti i lettori che fossero interessati a recarsi all’open day, realizzato appunto da Oz nella sua sede, domenica 27 maggio dalle 15:00 alle 20:00. Un modo in più, per chi ancora non l’avesse fatto, di conoscere questa splendida realtà.
Grazie Alessandro. Un abbraccio e a presto.

 

Sull’Autore

Cresciuto a punk-rock, 56kb e saggi sull'anarchismo sulla costa della Sardegna orientale, mi sono laureato a Bologna in Comunicazione con una tesi su web 2.0 e cyber-utopismo. Dal 2015 mi occupo di Digital Strategies nell'ambito di startup innovative. Un'ossessiva e mai sazia curiosità verso il mondo esterno ed i processi mediatici e socio-culturali che lo sottendono son ciò che mi han spinto a creare Mangiatori di Cervello, del quale sono il Direttore e Digital Strategist.

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