La strage delle innocenti

Quando uno dei miei capi cinesi, con uno sguardo pieno di soddisfazione, ha pronunciato le parole: “è femmina!”, e subito dopo “lo sappiamo perché uno zio di mia moglie lavora in ospedale”, si è insinuato in me un dubbio macroscopico. Perché il mio capo sta puntualizzando il fatto di conoscere il sesso del suo pargoletto grazie ad una sua “conoscenza”?

Sarà mica perché in Cina, ad oggi, è illegale che i medici comunichino il sesso del nascituro ai genitori prima del parto?

Ebbene sì. Nonostante ai nostri occhi l’idea di abortire, qualora si sappia che il nascituro sia di sesso femminile, appaia come un abominio, in Cina è una pratica, ahimè, non ancora superata. La preferenza dei figli maschi sulle figlie femmine ha radici molto antiche.

Quattro erano fondamentalmente le ragioni principali:

  • Una ragione economica, in quanto i figli maschi erano delle braccia che avrebbe aiutato a lavorare i campi, mentre le femmine avrebbero abbandonato la casa dei propri genitori per andare a vivere nella casa dei propri mariti;
  • Una ragione culturale, in quanto il figlio maschio avrebbe portato avanti il nome della propria famiglia;
  • Una ragione familiare, in quanto il figlio maschio avrebbe provveduto al prendersi cura dei propri genitori, una volta anziani;
  • Una ragione spirituale, in quanto i genitori, una volta passati a miglior vita, avrebbero avuto qualcuno che ne avrebbe onorato la memoria con offerte e preghiere.

Per questi motivi, specialmente nelle famiglie povere, era fin da tempi antichissimi pratica diffusa quella di “sbarazzarsi” del problema, attraverso l’assassinio delle piccole neonate. Affogare le piccole creature (ninü 溺女)era uno dei metodi più utilizzati; lasciarle morire di fame, seppellirle vive o abbandonarle in luoghi remoti erano delle alternative.

Rappresentazione del seppellimento di una neonata in Cina, tratta dall’ opera “The Wesleyan juvenile offering”, 1865

Questa terribile situazione, ahimè, non fa parte solamente del passato. Al contrario, uno spaventoso aumento del fenomeno venne causato di recente dall’introduzione della jihua shengyu 计划生育 , la Legge del figlio unico del 1979. La legge proibiva alle famiglie di partorire più di un figlio, ad eccezione di alcune situazioni “speciali”: era per esempio esonerato chi viveva in campagna ed aveva una sola figlia femmina, o chi proveniva dalle regioni Yunnan, Qinghai, Ningxia e Xinjiang.

La legge puniva con multe salatissime i trasgressori, attraverso il cosiddetto  “supporto sociale”, in caso di violazioni. Si parla di cifre dalle cinque alle dieci volte le entrate annuali di una famiglia! Pensiamo al caso di Zhang Yimou, regista di capolavori tra cui Lanterne rosse e Sorgo rosso, costretto a pagare una multa di  7,48 milioni di renminbi, equivalenti a 900.000 euro, per aver dato alla luce sette figli.

Possiamo immaginare quindi la pressione di una coppia di genitori ossessionati dal sesso del proprio bambino. Se si ha una sola possibilità non si può assolutamente fallire, a meno che… non ci sia il piano B.

Se anticamente non vi erano i mezzi per prevedere il sesso del nascituro e quindi quest’ultimo veniva crudelmente assassinato alla nascita, la tecnologia già negli anni Ottanta aveva cambiato di molto la situazione. Ed il piano B prevedeva l’aborto selettivo di genere. Nonostante fosse illegale in Cina, non era raro che i genitori disperati decidessero di corrompere dei medici con generose “mazzette” per conoscere il sesso del bambino, e non era raro che i medici decidessero di rispettare le loro, anche più vergognose, richieste.

Qualora le famiglie non avessero abbastanza denaro per corrompere un medico, l’unica soluzione era abbandonare le bambine o affidarle a sovraffollati orfanotrofi. Un’altra possibilità era quella di dare alla luce le piccole ma non registrarle all’anagrafe, costringendole in questo modo a vivere una vita “nascosta”. Senza documenti, senza assicurazione sanitaria, istruzione, lavoro o possibilità di contrarre un matrimonio.

Per arginare la gravissima piaga dell’infanticidio delle bambine, il Partito decise quindi di promulgare tre differenti leggi: la prima è la Marriage Law del 1980 che proibiva l’aborto selettivo, la seconda è la Women’s Protection Law del 1992, che proibiva l’infanticidio e le discriminazioni contro le donne che decidevano di fare crescere le proprie figlie. Infine la Maternal Health Care Law del 1995, che prevedeva il divieto di conoscere il sesso del nascituro attraverso qualsiasi tipo di tecnologia. Nel 1995 inoltre il Partito promosse una campagna di sensibilizzazione a favore delle figlie femmine – nota come Care for Girls – che prevedeva incentivi economici per le famiglie che non abortivano le bambine.

Nonostante la promulgazione di queste leggi a tutela delle neonate e l’eliminazione della politica del figlio unico, annunciata nell’ottobre del 2015 e messa in atto a partire del 2016,  l’aborto selettivo di genere e l’infanticidio non hanno cessato di esistere. Nonostante sia possibile infatti avere un secondo figlio, ad oggi molte coppie preferiscono averne solamente uno per motivi economici. E ancora oggi preferiscono i maschietti.

Situazione globale degli aborti di genere nel 2012

Questo fenomeno non è solamente un abominio a livello morale, lo è anche a livello sociale. In Cina nascono 116  maschi ogni 100 femmine, contro una media globale di 103 maschi ogni 107 femmine. È un dato che non si può assolutamente sottovalutare.

Lo squilibrio tra i due generi è talmente forte che, nel giro di pochi anni, i giovani cinesi avranno grandi difficoltà a trovare una moglie perché di papabili mogli non ce ne saranno! Si prevede infatti che entro il 2020 ci saranno 30 milioni di uomini in età da matrimonio in più rispetto alle donne, 44 milioni entro il 2040. Questi scapoli sono stati battezzati con il nome di guanggun, 光棍,letteralmente “rami spogli”. Per loro non c’è alcuna speranza di matrimonio, di avere dei figli, di rendere felici i loro genitori.

Statistica del Sesto Censimento Nazionale della Repubblica Popolare Cinese, con il preoccupante dato di 30 milioni di “scapoli” entro il 2020.

Una delle conseguenze è il cosiddetto bride trafficking, ovvero la vera e propria “vendita delle figlie” a famiglie abbienti in cambio di denaro. In questo modo le famiglie ricche hanno assicurata la loro tanto anelata discendenza. Molte sono anche le giovanissime fatte arrivare in Cina con false promesse di un lavoro dalle Filippine, dalla Birmania, dalla Mongolia e dalla Corea del Nord.

Aborto selettivo, infanticidio femminile, abbandono e traffico di ragazze sono atrocità che affliggono al giorno d’oggi un paese come la Cina in maniera spaventosa.

Essere donne in Cina è fin dal primo instante di vita più difficile rispetto ad essere uomini.

Ma siamo davvero sicuri che lo sia solamente in Cina?

Fonti:

http://www.bbc.co.uk/ethics/abortion/medical/infanticide_1.shtml

https://thediplomat.com/2017/07/chinas-trafficked-brides/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/24/cina-stretta-del-governo-sullaborto-selettivo-in-cella-medico-che-rivelava-sesso-del-feto/959004/

http://humantraffickingsearch.org/human-trafficking-in-china/

http://27esimaora.corriere.it/articolo/chi-sono-gli-uomini-avanzoe-perche-sono-un-allarme-per-la-cina/

https://timesofindia.indiatimes.com/world/china/Chinas-long-history-of-female-infanticide/articleshow/52744420.cms

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1215519/#B38

http://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/44577/9789241501460_eng.pdf;jsessionid=D7591EC6EC890345634A810AA72C8E36?sequence=1 

Sull’Autore

Sono una venticinquenne nata tra le fenomenali montagne del Cadore, cresciuta tra le magiche calli di Venezia, e divenuta una donna tra le microscopiche particelle di particolato 2.5 di Jinan, una metropoli cinese. In Cina ci sono arrivata dopo aver fatto la scelta più importante della mia vita, ovvero scoprire quel mondo tanto misterioso quanto affascinante che è l’Oriente. Dopo cinque anni di università, di Spritz, di sudore, di Erasmus, di ragazzi sbagliati, di alti e di bassi, il sogno di trasferirmi in Cina si è finalmente realizzato. E proprio dal Celeste Impero sarò per voi una cantastorie.

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