C’è qualcuno là fuori?

Trappist-1 è il nome di una nana rossa ultrafredda, una stella relativamente piccola e fredda rispetto al nostro Sole, distante da noi poco meno di 40 anni luce.

Intorno ad essa sono stati scoperti sette esopianeti di dimensioni terrestri, che hanno orbite particolarmente strette e compatte rispetto a quelle dei pianeti del Sistema Solare.

Rappresentazione artistica del sistema planetario di Trappist-1, basato sulle attuali stime di dimensione, massa e distanze reciproche. Image credit: NASA/JPL-Caltech

Con il nome di esopianeti” si indicano tutti i pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare, che orbitano cioè attorno a una stella diversa dal Sole. Negli ultimi tempi, gli studi si stanno concentrando sugli esopianeti attorno a nane rosse poiché questa sembra essere la configurazione ottimale per la ricerca di vita extraterrestre.

A partire dalla sua scoperta, un paio di anni fa, il sistema Trappist-1 continua a essere studiato e analizzato in tutte le sue caratteristiche, e negli ultimi mesi numerosi studi hanno contribuito a perfezionare le stime sulle proprietà fisiche e chimiche dei suoi pianeti.

L’interesse per Trappist-1 è particolarmente vivo perché i suoi pianeti sono molto simili al nostro: sono infatti per lo più rocciosi e ricchi di acqua. In particolare, tre dei sette pianeti del sistema si trovano nella cosiddetta zona abitabile” e sono in genere considerati temperati, condizione necessaria per mantenere l’acqua allo stato liquido.

In termini tecnici, la “zona abitabile” di un sistema planetario è la regione di spazio intorno alla stella in cui i pianeti possono in teoria mantenere acqua allo stato liquido in superficie.
Nella storia della ricerca di forme di vita aliene si è infatti sempre vista l’eventuale presenza di tracce d’acqua nello spazio al di fuori del nostro pianeta come un’indicazione della potenziale esistenza di vita in qualche forma, nel presente o nel passato di quel pianeta. L’acqua è infatti un elemento chiave per l’esistenza della vita come la intendiamo noi.

Trappist-1e è il pianeta del sistema Trappist-1 che più assomiglia alla Terra per dimensioni, densità e quantità di radiazioni che riceve dalla sua stella. Image credit: NASA/JPL-Caltech

Ma cosa si intende per “vita”, o meglio, per “vita aliena”? La vita su un altro pianeta potrebbe essere completamente diversa da quella che troviamo oggi sulla nostra Terra.

Un recente studio, ad esempio, sostiene che anche un altro elemento essenziale per un ecosistema vivente come quello terrestre, ovvero l’abbondanza di ossigeno, non sia assolutamente un indicatore inconfutabile della presenza di vita.

Al contrario, analizzando la macro-storia del nostro pianeta, lunga quattro miliardi di anni, risulta evidente che la vita a base di ossigeno è comparsa sulla Terra solo per una piccola frazione della sua età complessiva, e pare anche che la sua evoluzione sia stato un “incidente” particolarmente improbabile.

Nella maggior parte della sua storia, il Mondo è stato infatti popolato da organismi monocellulari immersi in un’atmosfera quasi priva di ossigeno. Quindi, quando – e se mai – avremo la possibilità di osservare forme di vita aliene su un esopianeta, sarebbe probabilmente molto difficile trovarle immerse in un’atmosfera ossigenata. L’opzione più probabile sarebbe quella di trovare grandi popolazioni di microbi alieni – microrganismi non complessi – che esalano metano.

Nel prossimo futuro è quindi molto probabile che le risorse scientifiche saranno indirizzate alla ricerca di “biofirme” o tracce chimiche di questo tipo, più che alla classica ricerca di acqua superficiale e ossigeno atmosferico.

Ad esempio, il telescopio spaziale James Webb sarà mandato in orbita, probabilmente nel 2020, per analizzare le atmosfere di esopianeti intorno a nane rosse, alla ricerca di segni di vita anossica.

Se mai nel futuro queste ricerche porteranno a qualche risultato, non sarà certamente un “incontro ravvicinato del terzo tipo”, ma sarà ugualmente esaltante.

 

Fonti – per approfondire:

NASA Telescope Reveals Largest Batch of Earth-Size, Habitable-Zone Planets Around Single Star

Disequilibrium biosignatures over Earth history and implications for detecting exoplanet life

The Great Alien Debate: How Unlikely is Life?

Sull’Autore

Sono laureata in fisica teorica e sono affascinata dall'infinitamente grande dell'Universo e dall'infinitamente piccolo del mondo quantistico. Gli oggetti del mondo in media scala mi lasciano in genere abbastanza indifferente, a parte i dischi di David Bowie.

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