#360pagine – Gabriel García Márquez, scrittore tra magia e realtà

Gabriel García Márquez è uno degli scrittori più importanti che hanno segnato il novecento.
Nato ad Aracataca, nel 1927, e cresciuto nella Colombia caraibica, Gabriel García Márquez è il primo di sedici figli. Una vita da scrittore la sua, che dopo aver lasciato gli studi in giurisprudenza, inizia la sua carriera da giornalista iniziando a collaborare con El Universale, nel 1948. Trascorre la sua vita tra la Colombia, Cuba e il Messico lavorando specialmente come reporter.

Gabriel García Márquez

García Márquez con gli scrittori brasiliani Adonias Filho (a destra) e Jorge Amado (a sinistra), a casa di amici (anni ’60 circa)

I suoi primi romanzi saranno Foglie morte e Racconto di un naufrago nel 1955. Nel 1967 pubblica Cent’anni di solitudine, dopo anni di lavoro e di povertà, che in due settimane diventa subito bestseller dopo aver venduto le prime otto mila copie, per poi diventare successo planetario: verrà tradotto in 37 lingue vendendo più di 60 milioni di copie. Come dichiara Gabo stesso, questo romanzo mitico è diventato uno spartiacque nella sua vita facendolo diventare uno scrittore di professione. Ricordiamo anche tra i suoi scritti più famosi L’amore ai tempi del colera (1985), Vivere per raccontarla (2002), Cronaca di una morte annunciata (1981) e Dell’amore e gli altri demoni (1994). Nel 1982 consacra la sua carriera da scrittore ricevendo il Premio Nobel per la letteratura; Nobel che ritira con gli abiti tipici colombiani invece che in smoking, alzando le braccia al cielo in segno di vittoria.

Oltre alla scrittura, anche la politica è stata una costante della vita dello scrittore colombiano: Márquez è stato sempre attivo socialmente, criticando aspramente le dittature che nei suoi anni colpivano l’America latina, simpatizzando per il socialismo e la sua applicazione in Sudamerica.

Il suo stile si distingue per le minuziose descrizioni, tanto dettagliate da far riuscire a immaginare perfettamente ai suoi lettori i mondi e le ambientazioni da lui descritte. Una scrittura artigianale che si discosta dalla produzione europea in quegli anni sempre in cerca d’innovazione, che vince per la sua naturalezza, riportando il romanzo in auge nel senso più classico delle sua eccezione.

La sua bibliografia è pervasa da realismo magico, corrente letteraria di cui Gabo è uno dei maggiori esponenti. I suoi racconti sono duri e concreti, ancorati alla realtà in maniera molto forte descrivendola sempre più cruda e veritiera di quanto lo sia effettivamente. A questa dura verità vengono mescolati elementi magici e sovrannaturali: popolano le ambientazioni suggestioni e fantasmi, che sembrano prendere vita realmente nelle storie di Márquez. I protagonisti dei suoi romanzi vivono questa magia come normalità, senza stupirsi della presenza di queste apparizioni, creando in questo modo un po’ di sconcerto iniziale nel suo lettore.

L’esempio più classico del realismo magico di Marquez è Cent’anni di solitudine, il suo più celebre lavoro. Considerato ad oggi un capolavoro e tra i libri più letti al mondo, questo romanzo è la seconda opera scritta in spagnolo più letta nella storia della letteratura, nonché icona del boom della letteratura latinoamericana degli anni sessanta/settanta.

Cent’anni di solitudine racconta la saga familiare dei Buondìa, storia di una dinastia narrata attraverso molte generazioni, dalla fondazione dell’etereo villaggio sub caraibico di Macondo, fino alla fine dell’intera stirpe. Nonostante la difficoltà di lettura in alcuni punti a causa della ripetizione quasi maniacale degli stessi nomi dei componenti del grande clan, è uno dei libri più famosi del secolo scorso per la sua epicità, contraddistinguendolo per l’incredibile profondità delle parole di Gabo e per come affronta una narrazione dura e difficile, lunga un secolo.

Gabriel García Márquez è uno degli scrittori più amati di tutti i tempi, che è riuscito con la sua vita e le sue opere a lasciare un segno profondo nella storia; uno scrittore che ha portato la magia nella realtà, facendo dei suoi libri alcuni pilastri fondamentali della letteratura contemporanea, da leggere almeno una volta nella vita.

 

 

In copertina Gabriel García Márquez, foto via flickr, by Sebástian Freire

Sull’Autore

Classe '88, varesotta trapiantata nella bella Trieste, divoratrice di libri e serie TV. Quando ero bambina da "grande" sognavo di fare la giornalista, e ora che sono diventata grande scrivo di quel che più mi piace.

Articoli Collegati