Il pensiero unico che non è IL pensiero unico

Il vocabolario del dibattito online si è arricchito di termini politico-economici, ma soprattutto si è reso soggetto a un altro termine: svalutazione. No, non parlo della svalutazione della moneta, ma di quella delle parole: populismo, fascismo, comunismo, radical chic, persino il “buonsenso”. Ecco, oggi vorrei parlarvi di un termine pluri stuprato: pensiero unico.

Mi è capitato di leggere alcuni post di Ilaria Banfarini la “bocconiana redenta“, divenuta famosa per il libro Neoliberismo e manipolazione di massa, in cui si redime dall’essenza stessa percepita della Bocconi ultra liberista. Non ho letto il suo libro e non vi parlerò di lei come persona, ma mi riferirò ad alcuni suoi post su Facebook e a un suo post su scenarieconomici.it come punto di partenza.

Sinceramente, ad un primo sguardo superficiale, la signora mi sembrava una classica quarantenne su Facebook con un titolo di studio della Bocconi, ma siccome non mi piace giudicare prima di conoscere approfonditamente qualcosa, non darò un’opinione strutturale sul suo pensiero economico (nonostante il tono usato per descrivere l’attività di “rivelazione” dell’inganno neoliberista non mi faccia sperare bene, ma lascio al lettore l’ultima parola), tratterò solo alcuni post relativi al suo pensiero socio economico, e devo dire che la mia opinione iniziale non è cambiata molto leggendoli.

L’articolo  linkato sulla manipolazione di massa, in cui racconta i metodi di Edward Bernays, uno dei padri della moderna psicologia di massa (che non conoscevo) mi ha fatto riprendere un punto che già da tempo avevo in testa: perché si parla di “pensiero unico”?

Leggiamo alcuni post della dottoressa Bifarini:

Vista così sembra la versione femminile di Diego Fusaro (ma senza la genderizzazione della società). Paiono le frasi che si dicono al mercato (a tratti condivisibili, a volte), condite con citazioni di autori alla cui lettura l’unico commento che mi è venuto è stato “E grazia graziella grazie al …” perché sono spesso frasi e concetti saputi e risaputi, ma detti bene per far credere agli ultimi del web di essere geniali come quelli delle citazioni, ad esempio quella di Stiglitz:

L’euro è una costruzione dell’uomo. I suoi contorni non sono il risultato di leggi di natura ineluttabili.

Una frase talmente ovvia che mi pare inutile da scrivere. Nonostante ciò, nel il suo The Euro Stiglitz tende a preferire nuove regole per l’euro e non la sua distruzione, ma tutto ciò è dato per la massa di pupazzi i quali seguono queste idee.

Ed è qui che volevo arrivare: rileggiamo bene quello che scrive la signora nel penultimo post.

Invidio le persone piene di certezze, che hanno capito chi è il nemico e chi il salvatore. In realtà le strategie utilizzate dal sistema per la sua preservazione sono così sottili e subdole che spacciano pompieri per incendiari, senza che neanche gli stessi se ne rendano conto. Così i sedicenti rivoluzionari sono spesso dei gatekeeper inconsapevoli e ignari, che fanno il gioco del sistema.

Provate a dire su Facebook di essere liberisti o, comunque, non così tanto anti liberisti o post keynesiani (Keynes è sulla bocca di tutti, poraccio lui), ti si mangiano vivo al grido di: “Dittatura del pensiero unico Mainstream! Servo del Sistema.”

Il liberismo esiste e lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, spesso nella sua visione peggiore, quello che impedisce a un commesso di andare al bagno durante l’orario di lavoro, ad esempio . Nulla di nuovo purtroppo. Già alla fine degli anni ’60 La Comune e Dario Fo cantavano Signor padrone non si arrabbi che al gabinetto devo andar. Il liberismo è anche uno dei motori ideologici principali delle politiche europee, le regole di bilancio per cui si considera lo Stato quasi come un’azienda (quasi, ripeto, poiché l’UE ha implementato anche misure espansive).

Il discorso, a mio parere, è però un altro: il pensiero unico non è l’unico pensiero di quel tipo e questi personaggi sono della stessa pasta di quelli tanto criticati dal popolo del web. Questo è… un pensiero unico. Potete riconoscerli su Facebook da quelle immagini di copertina dove una persona non fa quello che fa la massa. Ma poi si comportano e ragionano come membri della massa.

Pensiamoci un attimo: molti personaggi del web si comportano come la dottoressa qui presentata e tutti credono di essere “fuori dalla massa”, ma sono solo fotocopie . Come dire:

“Io la vedo X”

“Anche io”

“Guardate, anche -inserire scrittore del II a.C o qualche economista Nobel a caso con una citazione decontestualizzata per darsi ragione- concorderebbe con noi”

“Siamo geniali e unici”

“Sì”.

Questo modo di essere e di non riconoscere di fare parte di un pensiero unico è dovuto, sostanzialmente, alle armi del loro Sistema, cioè alla pretesa di essere davvero “fuori dal Sistema”, salvo usare gli stessi metodi. Questo implica una cosa: non esistono pensieri unici in senso stretto, solo pensieri condivisi da molte persone i quali amano sentirsi esclusi dal Sistema. Non dico che lottino senza motivo, dico che anche loro fanno parte di una massa e, come tale, influenzano l’ambiente circostante. In sostanza, ogni pensiero è un “pensiero unico” in quanto condiviso dalla massa, ma chi attacca il “pensiero unico” dominante spesso non si rende conto di fare parte di un pensiero unico.

L’idolatria su internet aiuta l’anti Sistema a sentirsi effettivamente eroe della lotta al Sistema senza esserlo davvero. Questa persona (l’anti Sistema) può anche usare la sua storia per incantare i suoi pupazzi, come il fatto che abbiano fatto “terra bruciata” intorno a lui solo perché raccontava la Verità. Tono salvifico del Sistema che ti protegge, tono salvi(ni)fico dell’anti Sistema che vuole difenderti dal Sistema. E grazie a questo si vedranno e vedranno i personaggi di questo teatrino dell'”andare contro il Sistema facendo parte di un altro Sistema laterale” come degni di essere santificati. Come in questo caso (pagina a favore di un famoso economista euroscettico).

Ragazzi, il prossimo passo di questa adulazione al Sistema anti sistema che si autoprotegge poiché i suoi pupazzi diventano “gatekeeper” di questi eroi sarà l’offerta di sesso orale gratuito. Come riassumere tutto questo in una parola? Politica. In un’altra parola? Comunicazione, In una terza parola? Auto convincimento. Non parliamo poi della terminologia (es il “fogno europeo”) come se una battutina li rendesse automaticamente più intelligenti. Tra quello e Pescaracas (per indicare i sostenitori di quel noto economista)… dove starebbe la differenza?

E non parliamo nemmeno dell’identità “antisistema=pieno di dubbi e quindi intelligenti” “servo del Sistema= pieno di certezze”, perché io non vedo mai i membri del pensiero unico anti-penisero unico mettersi a criticare le proprie idee. Mai. Come direbbe Obi Wan Kenobi.

Ecco. Ci sta essere membri di una massa, ma non credere di esserne fuori quando non lo si è. Le mie idee le condividerà pur qualcuno, nemmeno io sono fuori dal pensiero unico, ma non sostengo di essere “fuori dalla massa”.

In conclusione, userò con voi un riferimento a Rick e Morty (lo farò anche in futuro, lo premetto). Quando Rick Sanchez  C-137 viene arrestato e condotto davanti al consiglio transdimensionale dei Rick li accusa dicendo:

Per fuggire dal governo siete diventati uno stupido governo!

Ed è quello che è successo. Non credete agli anti sistema perché tanto sono come voi: frustrati e bisognosi di sentirsi parte di qualcosa e più intellligente degli altri.

Una sana autocritica finalmente.

Sull’Autore

Classe 1993, vengo da Finale Ligure (SV) e sono caporedattore della sezione "Economia politica e attualità". Mi sono laureato in Scienze internazionali e diplomatiche a Genova con una tesi in economia internazionale sulla Single Euro Payments Area (SEPA). Il mio interesse per l'economia nasce dal corso di Economia politica del primo anno (odiato dal 90% degli studenti, compreso chi lo ha già passato). I miei principali interessi riguardano la diffusione della teoria economica (in particolare dell'economia monetaria e dei modelli di crescita) e lo studio di modelli macroeconomici (che, a volte, traduco e/o riassumo su questa piattaforma). Collaboro con MdC per la rubrica "Europa for dummies" e sulle questioni relative a "democrazia-populismo-popolo del web".

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