La recensione della prima stagione di Altered Carbon: la morte non esiste

Un futuro cyberpunk in cui la vita non ha più il valore che conosciamo: ecco cos’è Altered Carbon, la nuova serie originale Netflix disponibile dal 2 febbraio 2018 sulla piattaforma di streaming.

Tratto dall’omonimo libro di Richard Morgan (In Italia pubblicato come Bay City), il telefilm racconta un mondo in cui i ricchi vivono in eterno, grazie a nuove tecnologie che sfruttano il carbonio alterato per conservare l’anima. Qui il corpo è considerato come una mera custodia da usare e buttare a proprio piacimento, che supporta la pila della propria coscienza, trasferibile su vari supporti più volte nel corso della vita.
In questo futuro chi se lo può permettere potenzialmente potrà vivere in eterno, con corpi nuovi plasmati a proprio piacimento; mentre chi invece chi non ha grosse possibilità economiche lotta per conservare quell’unica possibile esistenza che gli appartiene.

In questa visione del tetra del domani si sviluppano le 10 puntate della prima stagione di Altered Carbon.
La storia è ambientata a Bay City (San Francisco) del 2384, dove il miliardario Laurens Bancroft risveglia da 250 anni di congelamento mentale Takeshi Kovacs, ultimo guerriero di un’antica ribellione condannato all’eterno oblio perché accusato di essere un rivoluzionario terrorista.
Lo riporta in coscienza per farsi aiutare a risolvere un caso di omicidio, il suo. Il potente e vecchissimo Bancroft è stato ammazzato pochi minuti prima del backup della propria anima, dimenticando tutto, ed è convinto che qualcuno attorno a lui sia il suo killer.
Questa premessa darà vita alla prima stagione di Altered Carbon, una serie che mischia il noir e lo sci-fi, innescando a una storia con una trama intricata e piena di colpi di scena.

ALtered Carbon

ph via Netflix

Grazie alle riflessioni che ci fa fare il protagonista, che guarda quel mondo da estraneo, lo spettatore è portato a interrogarsi sulle conseguenze morali su quest’universo e i suoi meccanismi, sul senso della vita e la sua durata. Si pone domande sull’esistenza eterna, sulla diseguaglianza, sulla giustizia, sulla corruzione, sul potere, sulla tortura, sulla prostituzione, ma anche su Dio e la morte stessa. La vita non ha lo stesso valore per tutti in Altered Carbon, così come la morte. E anche se accennate a volte, queste tematiche segnano chi guarda l’intera serie, scuotendo gli animi e ponendo davvero molti dilemmi etici.

Oltre al senso profondo di tutta la narrazione, Altered Carbon ci dona una sceneggiatura ricca che scandisce la storia che in ogni puntata è piena di risvolti poco scontati. Alcune battute profetiche sul destino dell’intera narrazione rendono la visione fitta e intensa, aiutandoci ad intuire che per seguire la storia bisogna dare importanza a ogni dettaglio.

L’ambientazione cupa e fantascientifica sembra ispirata a Matrix e Blade Runner, arricchita con effetti speciali d’eccezione. La fotografia ricorda qualcosa di già visto, ma ha dei picchi di qualità alti con scene studiate nel minimo dettaglio, e inquadrature insanguinate sembrano ispirate lontanamente a Tarantino. Anche la colonna sonora è uno dei punti forti della serie, ben studiata e ponderata in ogni scena.

La qualità della produzione in generale e l’idea di sottofondo riescono ad appassionare chi guarda la serie, ma nonostante ciò si fa fatica comunque a mantenere l’attenzione sempre al massimo: una delle pecche della stagione è infatti la discontinuità da puntata a puntata, facendo alcuni episodi più avvincenti di altri. Soprattutto perché la potenza narrativa è forte e a tratti dura, risultando un po’ pesante in alcuni punti.

Altered Carbon

Ph via Netflix

Se il ruolo della donna nella serie è un po’ stereotipato, un altro punto a favore della serie è una mescolanza etnica molto forte e variegata, con co-protagonisti che non sono sempre tutte le classiche immagini dell’uomo bianco caucasico, superando un po’ il pregiudizio che i personaggi importanti devono essere sempre tutti “bianchi”.
Altered Carbon è anche una serie che porta la violenza e il sessualmente esplicito per la prima volta tra il catalogo degli originali Netflix, cercando di cavalcare l’onda, con nudi integrali e scene splatter dense di violenza brutale.

Di questi tempi la fantascienza è sempre più di moda, e il turno di Netflix ci propone la sua serie più cruda, con una visione del futuro originale e diversa dal solito. La prima stagione di Altered Carbon, ambigua e introspettiva, e tiene con il fiato sospeso e lascia sicuramente il segno per la sua peculiarità, specialmente per quel che sta dietro la narrazione.

Sull’Autore

Classe '88, varesotta trapiantata nella bella Trieste, divoratrice di libri e serie TV. Quando ero bambina da "grande" sognavo di fare la giornalista, e ora che sono diventata grande scrivo di quel che più mi piace.

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