Giappone, storie d’amore e di guerra

A Palazzo Albergati il 21 marzo si inaugura una nuova grande stagione per la cultura bolognese, sempre molto attenta a mantenere un alto profilo. E neanche questa volta si manca all’appello: “dalle geishe e le loro affascinanti movenze, ai samurai, alle pratiche del mondo orientale”. È così che si snoda la nuova mostra sull’arte giapponese ospitata dal capoluogo emiliano: Giappone, Storie d’amore e di guerra. Questo appuntamento, organizzato da Arthemisia e curato da Pietro Gobbi, vedrà i capolavori di importanti personalità come quelle di Hiroshige, Utamaro, Hokusai e Kuniyoshi. Oltre al percorso comprensivo delle opere figurative, saranno presenti anche vari servizi e attività didattiche come quella degli origami, della cerimonia del the e molte altre iniziative volte a immergere il pubblico interessato in un mondo così lontano e allo stesso tempo così attraente e ammaliante.

Giappone. Storie d'amore e di guerra

Ma veniamo alla corrente artistica su cui è incentrata questa mostra, che gode di un patrimonio che risale al X millennio a.C. e arriva fino alla contemporaneità. Essa inizia ad avere importanza fondamentale intorno all’Ottocento e Novecento per l’influenza che esercitò sulle personalità cardini dell’epoca: ci basti pensare alla figura di Van Gogh e ai suoi mandorli in fiore, chiaro richiamo all’arte giapponese e soprattutto all’aspetto delle stampe. Tra le varie diramazioni in cui si declina questo tipo di arte orientale, ricordiamo Ukiyo, “mondo fluttuante”, che si sviluppò soprattutto a Edo e Kyoto. Il termine, tra l’altro, richiama (in maniera ironica?) la omofona parola che, centro focale pensiero buddhista, significa “vita sofferente”, a ricordare il ciclo di nascite e morti, carattere principale di questa religione.

Giappone, storie d'amore e di guerra

A Bologna, ad accogliere i visitatori, così come accadde nell’allestimento a Roma, ci sarà un ponte di legno, attraversato il quale ci si troverà catapultati in una stampa giapponese con una struttura molto particolare. A seguire, numerose le tele rappresentanti personaggi e paesaggi caratteristici fino alla sopraccitata figura tradizionale della geisha, attrice e intrattenitrice giapponese le cui qualità introducono canto, musica e danza.

Non resta che aspettare l’apertura e catapultarci a nostra volta all’interno di una mostra che riserverà, lo prevediamo, grandissime sorprese.

Sull’Autore

Classe 1996. Sospesa tra le Marche e l'Emilia. Vive a Bologna, dove cerca risposte alle sue domande. Studia Lettere Moderne e collabora anche con il blog Parte del Discorso. Curiosa di tutto, esperta di niente.

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