E ora cosa succede?

La maggioranza in Parlamento è ancora un miraggio. Vediamo quali sono i possibili scenari.

A una settimana dal voto del 4 marzo, lo scenario politico italiano è ancora preda di incertezza e frammentazione.

I risultati elettorali, seppur con qualche sorpresa, non smentiscono le previsioni pre-voto: nessun partito o coalizione ha raggiunto la maggioranza. Difatti, con una legge elettorale come il Rosatellum, difficilmente sarebbe potuto accadere il contrario. (Seppur, come fa notare Youtrend, la colpa non è tutta da addossare al sistema elettorale).

Prima di immergerci nelle torbide acque delle alleanze di governo, c’è un primo importante dato da sottolineare, finora poco considerato: l’astensionismo. L’affluenza alle urne ha infatti registrato la percentuale più bassa della storia repubblicana: il 72,93%. Ciò vuol dire che quasi 1 italiano su 3 ha rinunciato al proprio diritto al voto. Legittimamente o meno, non spetta a noi giudicare; certo è che la crisi del rapporto tra cittadini e istituzioni non presenta segnali di miglioramento.

Ad ogni modo, questi sono i risultati definitivi:

Il dato che ha destato più sorpresa tra gli addetti ai lavori è stata la clamorosa dèbacle del centro-sinistra. I sondaggi pre-elettorali non lasciavano trasparire molto ottimismo per Renzi e co.; tuttavia nessuno si aspettava un risultato tanto deludente. Neppure la compagine di Liberi e Uguali, guidata da Pietro Grasso, che ha rischiato, per pochi decimi, di non superare la soglia di sbarramento fissata al 3%. Praticamente non pervenuti.

A questo giro, i 5 stelle di Luigi Di Maio sono i veri vincitori: costituiscono il più folto gruppo parlamentare in entrambe le camere, forti del quasi 33% di preferenze.

Nel centro-destra la sorpresa è stata, invece, il sorpasso della Lega di Matteo Salvini su Forza Italia, con uno stacco superiore ai 3 punti percentuali. Il capo politico del Carroccio può così rivendicare la propria leadership su tutta la coalizione, formata, oltre che da Lega e FI, anche da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e da Noi Con l’Italia di Raffaele Fitto; quest’ultimo però si è fermato a un misero 1,3%, quindi fuori dai giochi.

Quindi, cosa succede adesso?

Vediamo tutti i possibili scenari, consapevoli che la “regia” di tutte le prossime manovre spetterà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad inizio aprile, infatti, prenderanno avvio le consultazioni tra le diverse forze politiche e il Capo dello Stato; sarà poi quest’ultimo ad affidare il cosiddetto “incarico esplorativo” a uno dei leader dei partiti, per testare l’eventuale raggiungimento della quota necessaria per concedere la fiducia ad un nuovo Esecutivo.

Un primo passaggio che potrebbe rivelarsi cruciale è quello previsto per il 25 marzo, quando le due camere, insediatesi da due giorni, dovranno eleggere le proprie rispettive presidenze. Da lì si potranno iniziare a scorgere i primi effetti degli accordi tra le formazioni politiche, che dovranno “spartirsi” gli incarichi tra presidenti e vice-presidenti.

Ecco tutte le possibilità:

Fonte: Repubblica

Sono solo tre gli scenari più realistici:

  1. CENTRO-DESTRA + “FUORIUSCITI”
    La coalizione guidata da Matteo Salvini è quella che, con il 37%, si avvicina di più alla maggioranza. Tuttavia mancano all’appello circa 50 seggi per la Camera, e poco meno di 30 per il Senato.Si pensa quindi a eventuali “fuoriusciti” di altri partiti: anzitutto vi sono i parlamentari eletti tra le fila dei 5Stelle, ma espulsi dal Movimento ancor prima delle elezioni in seguito allo scandalo Rimborsopoli. Questi, comunque, non sarebbero sufficienti: aspettiamo quindi di vedere se ci saranno passaggi di casacca dell’ultimo momento.
  2. M5S + LEGA
    Negli scorsi giorni Luigi Di Maio ha più volte dichiarato che, di qualsiasi maggioranza si tratti, essa dovrà comprendere anche i parlamentari pentastellati. Effettivamente, viste le percentuali, è difficile immaginare una legislatura con i grillini all’opposizione.Loro si sono dichiarati aperti al dialogo con tutte le forze politiche: un’ipotesi non improbabile, anche legata alla vicinanza di diversi punti programmatici delle due formazioni, è quella di un governo con la Lega. Tuttavia, non sono pochi i dubbi a riguardo: è difficile credere che Matteo Salvini sia disposto a cedere il ruolo di Presidente del Consiglio a Di Maio, oltre che i principali dicasteri, legittimamente rivendicati dal M5S, proprio in virtù dei consensi ricevuti: il doppio di quelli della Lega. Così facendo, poi, il Carroccio rischierebbe anche di perdere consensi fra i propri elettori.
  3. M5S + CENTRO-SINISTRA
    Ancora meno probabile è un’alleanza tra Movimento, PD e Leu. Se infatti questi ultimi hanno affermato la propria disponibilità a collaborare con i pentastellati, certo non si può dire lo stesso del PD. Sono giorni convulsi all’interno del Partito Democratico: Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni da Segretario, che però saranno effettive non prima della formazione del governo; dal canto suo, Renzi ha negato ogni possibilità di alleanza, tanto con i 5Stelle, quanto con il Centro-destra. C’è chi, però, persegue con insistenza questa via: è il caso di Michele Emiliano, governatore della Puglia e guida di una corrente interna che spinge per sostenere un governo pentastellato, in nome della “responsabilità”. D’altra parte, tutto il resto del partito, per quanto distante dalla linea dettata da Renzi negli ultimi anni, è concorde con il proprio segretario dimissionario nel rimanere all’opposizione, “per rispettare la volontà degli elettori”, dicono.

Così, come sostenuto anche da Enrico Mentana su Facebook, quella di un ritorno alle urne non sembra più essere un’opzione tanto lontana dalla realtà. Con una legge elettorale nuova, varata da un “governo di scopo” sostenuto da tutte o quasi le forze in campo. Prospettiva, quest’ultima, affatto gradita all’Europa e ai mercati, fin’ora dimostratisi clementi rispetto alle incertezze politiche italiane; in futuro, si vedrà.

 

Sull’Autore

Pugliese di radici, verace cosmopolita. Incallito pensatore, sogno di avere un sogno. Nel frattempo leggo, scrivo, suono, viaggio.

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