Vinhood: i tuoi gusti, quando vuoi

Trovare il vino perfetto non è mai stato così facile. Facile sì, perché quella proposta da Vinhood è una soluzione che ha trovato nella semplicità e nell’intuizione la vera chiave del proprio successo. Rivoluzionare semplificando la relazione tra utente/consumer e servizio è la scommessa di questo giovane team, alle prese con obiettivi sempre più ambiziosi e sfide dal respiro internazionale.

Abbiamo incontrato Matteo Parisi, co-founder di Vinhood e recentemente riconosciuto da Forbes tra i 30 under 30 Europe talent per la sezione Ecommerce&retail, che ci ha raccontato la genesi di Vinhood, una realtà dal carattere forte che convince sempre più sia esperti ed appassionati di settore che gli utenti che si avvicinano al complesso mondo del vino e delle sue declinazioni per la prima volta.

Semplicità, intuizione, caratteri: in che modo Vinhood diventa ispirazione?
Noi abbiamo due anime: la prima va alla costante ricerca della personalizzazione, che è al tempo stesso divertimento. I caratteri nascono in primis come strumento di semplificazione, ovvero come famiglie di vino con caratteristiche strutturali simili, e quasi per osmosi diventano metafora ed espressione della personalità di chi si affida al nostro servizio per la scelta di un prodotto specifico. Vinhood nasce esattamente per questo, creare un canale in grado di offrire un’esperienza realmente interattiva. È esattamente il processo per cui prima non solo scegli ciò che più ti rappresenta, ma prima lo scopri rispondendo a semplicissime domande sulle abitudini culinarie. E da qui scopriamo la seconda anima di Vinhood, quella che ricerca l’analisi, lo studio del dettaglio che permette di comprendere il gusto scientificamente. Se i caratteri creano una nuova geografia del gusto, l’algoritmo che elabora le risposte è la bussola.

Ad unire le due anime è un approccio totalmente user-friendly.
La rivoluzione sta proprio in questo: non si parte dal prodotto, ma dalla persona. È il gusto che crea il legame con il prodotto, un vero e proprio percorso creativo che fa dell’esperienza personale il punto di partenza e al tempo stesso di arrivo, usando il gusto come ponte e le passioni come mezzo. Anche l’uso dei colori dalle tonalità pastello, ad esempio, è studiato proprio in questa ottica, mettere l’utente a proprio agio proprio come con i consigli di un esperto.

Parliamo di strategie digitali: cosa permette a Vinhood di distinguersi dai competitor?
La missione di Vinhood è infatti quella di reinventare l’esperienza dell’utente/consumer nell’ottica della semplicità operativa. Ad oggi siamo il primo sommelier digitale in Italia, al servizio di importati realtà attive nel settore della grande distribuzione alimentare. Vinhood non vende prodotti, ma definisce il servizio che conduce al prodotto, facendolo scoprire gradualmente. L’approccio innovativo del nostro business model sta esattamente in questo: vendere la soluzione, che non è il software in sé, ma l’esperienza ai retailer. Abbiamo creato un vero motore del gusto basato sull’innovazione tecnologica e sull’internazionalizzazione delle proprie soluzioni.


Matteo Parisi nella Forbes 30 under 30 Europe Innovators Retail&Commerce: cosa significa per te innovare?
L’innovazione non è univoca e non parla mai per se stessa. Un’idea non può essere innovativa se non si propone di creare valore aggiunto sempre. Innovare non è creare bisogni alternativi ma sperimentare, sempre e continuamente, soluzioni differenti per bisogni esistenti. Innovare è avere curiosità e fame per riconoscere le giuste domande e non smettere di cercare nuove risposte. È da questo dinamismo che prende forma l’innovazione.

Sull’Autore

Laureata in Editoria e Scrittura, Specializzata in Giornalismo d'inchiesta, Master in Comunicazione, Web Marketing e Social Media. Lavoro con i numeri, ma scrivo perchè ho un conto in sospeso con le parole, quelle forti che quando le pronunci muovono tutto intorno, come un sasso lanciato nell'acqua.

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